Vaccini anti covid, boom di fake news: in 7 mesi 149mila contenuti online

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In 7 mesi 149mila contenuti online sui vaccini. Migliaia di contenuti pubblicati ogni giorno, fake news che usando un fondo di verità per sembrare reali hanno avuto un impatto enorme e destabilizzante sull’opinione pubblica in tema di vaccini e salute in relazione al Covid 19. A tratteggiare i contorni di un fenomeno certamente noto, ma mai misurato con criteri oggettivi, è un studio unico nel suo genere che battezza anche, la nascita della Fondazione Mesit – Fondazione per la Medicina Sociale e l’Innovazione Tecnologica.

Nel report realizzato in collaborazione con Reputation Manager, società di riferimento in Italia nell’analisi e gestione della reputazione, e con il Eehta-Ceis dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, è stata analizzata l’infodemia e il proliferare di fake news sulla Rete in merito alla pandemia da Covid-19 nell’ultimo anno.

I risultati dell’analisi mostrano che l’attenzione al tema dei vaccini anti Covid-19 ha raggiunto picchi di attenzione e conversazione senza precedenti: tra novembre 2020 e maggio 2021, sono stati analizzati oltre 149mila contenuti online relativi ai vaccini Covid-19, pari a circa mille contenuti al giorno. Tra i contenuti potenzialmente fake relativi ai vaccini Covid-19, uno su due riguarda la pericolosità degli effetti avversi (49,3%).

In crescita i canali Telegram No vax

L’attività di diffusione di disinformazione e propaganda in merito ai vaccini si dimostra in crescita anche su Telegram. A fine maggio 2021, erano stati rilevati 27 canali e 5 gruppi che si occupano del tema vaccini per un totale di 191 mila membri (+8% da marzo a maggio 2021), la stragrande maggioranza dei quali segue canali o partecipa a discussioni in merito ai vaccini contro il Covid-19). Crescono, inoltre, gli utenti Telegram che seguono canali dall’orientamento NoVax Covid-19: sono 40 mila, per una crescita del +135% in due mesi. A maggio, un gruppo Telegram dedicato agli eventi avversi legati ai vaccini anti Covid-19 è cresciuto di oltre 7 mila membri. Un altro gruppo NoVax ha pubblicato oltre 40 contenuti ogni ora.

Il report ha monitorato anche le conversazioni online (siti news, testate online, blog, forum) riferite ai vaccini contro il Covid-19 da dicembre 2020 a maggio 2021. La creazione di un modello di analisi a 8 categorie (relative a temi come la pericolosità dei vaccini, la loro composizione, i legami con le modifiche al DNA eccà) ha così permesso di analizzare oltre 147 mila contenuti pubblicati in Rete, identificando fake news e pattern ricorrenti.

I temi ‘caldi’

La categoria tematica in cui nel rapporto ricorrono più frequentemente fake news è, infatti, proprio quella legata alla pericolosità degli effetti dei vaccini contro il Covid-19, all’interno della quale è confluita la metà (49,3%) dei contenuti potenzialmente fake.

La seconda categoria più popolata è quella relativa alla natura sperimentale del vaccino (18,2% delle conversazioni potenzialmente fake), dove si incontrano “news” sulla mancanza di dati sperimentali e sui potenziali effetti catastrofici dei vaccini anti Covid-19 sulla popolazione. Risultano riscuotere interesse anche le conversazioni sulla composizione del vaccino (11,3%) e sugli interessi economici delle case farmaceutiche produttrici (10,9%). Più distaccati, in termini di volumi, le conversazioni relative agli effetti dei vaccini sul Dna (4,3%), con una delle fake news più ricorrenti che “spiega” come il vaccino sia una terapia genica o possa causare modifiche del patrimonio genetico; ai suoi legami con l’autismo (2.3%).

In un contesto del genere, con quasi mezzo milione di utenti che segue canali dichiaratamente NoVax, servono nuovi strumenti di contrasto alla disinformazione. Tuttavia, gli attuali approcci sono ancora fermi a una fase teorica e mostrano i loro limiti nel contrasto effettivo alle fake news perché prendono le mosse da un punto di vista offline che non tiene conto delle caratteristiche peculiari della Rete. Gli attuali approcci mancano di una base scientifica digitale.

Un tavolo per contrastare le fake news

Per tali ragioni, proprio sul tema della disinformazione in sanità, la Fondazione Mesit istituirà ad Ottobre, un tavolo di lavoro con l’obbiettivo di sviluppare ed attuare una nuova visione ed un nuovo approccio digitale di contrasto alle fake news che possa essere fruibile da tutti cittadini italiani. Un grande progetto organico – così come auspicato nell’ultimo vertice del G7 dello scorso 13 giugno alla fine del quale si identificava la lotta alla disinformazione come la vera sfida cruciale e prioritaria per l’UE e tutto il G7 – nel quale si abbia la piena e completa partecipazione delle piattaforme on line, delle Istituzioni pubbliche, nazionali ed europee, delle aziende e dei diversi attori ed operatori coinvolti.

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