Vaccini Covid, il dilemma degli anticorpi: corsa ai test sierologici in attesa del rinforzo. Crollano le prime dosi

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La platea delle persone per le quali viene suggerita la terza dose è destinata ad allargarsi, mentre un milione e mezzo di italiani vanno verso il richiamo a due mesi del vaccino di Johnson&Johnson. Così torna a salire la richiesta di test sierologici. Chi deve avere la nuova somministrazione vuole capire se ha ancora anticorpi e quanti, magari per decidere se fare subito l’iniezione o aspettare. Per questo aumentano le richieste di informazioni ai medici di famiglia o ai farmacisti e le telefonate ai laboratori. Non si tratta di una strategia ritenuta efficace dagli scienziati ma l’effetto nuova dose in certi casi già si vede. La domanda di test sta aumentando, anche se per ora del 10%.

La voce dei laboratori

Chi si convince a fare il sierologico si rivolge a laboratori privati. Si tratta di un universo vario, che fa capo a diverse associazioni. Synlab, una delle più grandi reti, con 300 punti di prelievo e strutture per le analisi in otto Regioni fa parte di Federanisap. Andrea Buratti, della società, spiega che “si vede già un aumento, siamo nell’ordine del 10% in più”. Ma i laboratori si stanno attrezzando perché la domanda è destinata a salire. Soprattutto se nei prossimi giorni ci sarà l’apertura alla terza dose per le classi di età sotto i 60 anni.

“Può essere utile ma attenzione”

Per il professore di immunologia dell’Università di Modena, Andrea Cossarizza, il test sierologico quantitativo “può dare delle indicazioni. Se hai un buon titolo anticorpale puoi pensare di essere protetto, chiaramente tenendo conto che possono esserci delle eccezioni. Se di anticorpi invece non ne hai, capisci che è meglio fare la terza dose”. Per Cossarizza comunque adesso bisogna correre e vaccinare con il “booster” anziani e fragili. “Facciamoci guidare dai dati. Vacciniamo chi ne ha bisogno poi, tra un paio di mesi vediamo cosa succede”. Riguardo ai test “il problema è che non sappiamo quale sia il punto di protezione, cioè qual è il valore sopra al quale sei coperto e sotto non lo sei”.

Frenata secca delle prime dosi

La campagna vaccinale sta cambiando faccia. Arrivati all’86,1% degli over 12 vaccinabili, negli hub si registra un cambio di marcia. Domenica sono state fatte solo 10 mila prime dosi, cioè il numero più basso dal 7 febbraio, e lunedì 23 mila. Il parziale di ieri sera era sotto 10 mila. Ora l’obiettivo del 90% pare davvero irraggiungibile, visto che bisognerebbe fare 2,1 milioni di dosi. E il presidente Mattarella torna sulla necessità di ripartire senza “darla vinta a chi vuole far prevalere le teorie antiscientifiche con violenza insensata”.

Terza dose per tutti

Ormai tutti gli esperti, ma anche il ministero alla Salute, si dicono certi che tutta la popolazione dovrà fare la terza dose, probabilmente da gennaio, ha detto il sottosegretario Pierpaolo Sileri. Non è escluso che si proceda per fasce di età. Dopo gli over 60 toccherebbe ai cinquantenni. Sono la categoria più numerosa, che ha fatto 8,3 milioni di vaccini. E ben 5,3 milioni di loro, in base alla regola dei sei mesi di attesa minima tra seconda e terza dose, dovrebbero essere vaccinati tra novembre e dicembre. E porterebbero il totale a 7,6 milioni. Ammesso che non vogliano aspettare un po’.

Il 28 il via al richiamo di J&J

Il ministero ha chiesto ad Aifa di esprimersi sul richiamo, con lo stesso vaccino o con un a Rna messaggero, a chi ha avuto la dose di Johnson&Johnson. Si pensa a una seconda somministrazione dopo due mesi, vista la presa di posizione della statunitense Fda su un possibile calo della copertura. Il 28 arriverà la risposta, anche sulla terza somministrazione di Moderna a un dosaggio dimezzato. Jannsen, che produce il vaccino J&J, dice che “a luglio sono stati pubblicati i dati che dimostrano come le risposte anticorpali generate dal vaccino a dose singola sono rimaste robuste e stabili per otto mesi dopo l’immunizzazione”.

I casi aumentano

Ieri, in base ai dati riferiti a lunedì, i nuovi casi di infezione sono stati 4.054, il numero più alto dal 23 settembre. I tamponi, trainati dall’obbligo di Green Pass, sono stati 639 mila. Il dato è secondo solo a quello di lunedì scorso, quando i test sono stati 662mila.

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