Vaccini scontro nel governo. La ministra Dadone replica a Zampa No allobbligo per i dipendenti pubblici

Vaccini, scontro nel governo. La ministra Dadone replica a Zampa: “No all’obbligo per i dipendenti pubblici”

La Republica News
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Scontro nel governo sui vaccini anti-Covid. All’indomani del Vax-day dell’Unione europea che punta a sconfiggere la pandemia del coronavirus, tra i ministri del premier Giuseppe Conte scoppia la polemica. “Non sono favorevole ai vaccini obbligatori per i dipendenti pubblici”, attacca la ministra cinquestelle della Pa, Fabiana Dadone, replicando così alla sottosegretaria dem alla Salute, Sandra Zampa. Proprio Zampa, infatti, questa mattina intervenendo alla trasmissione Agorà su Rai3 ha dichiarato: “Credo che l’obbligatorietà del vaccino debba essere una pre-condizione per chi lavora nel pubblico”. La sottosegretaria ha poi aggiunto: “Se ci dovessimo rendere conto che evidentemente c’è un rifiuto che non si riesce a superare, penso che nel pubblico non si possa lavorare”. Insomma per Zampa chi non accetterà la somministrazione del vaccino dovrebbe essere licenziato dalla pubblica amministrazione.

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Parole che hanno fatto infuriare la ministra Dadone che, a qualche ora di distanza dalle dichiarazioni della sottosegretaria alla Salute, intervenendo alla trasmissione L’aria che tira su La7 ha colto l’occasione per una replica che non lascia spazio a dubbi. “Non sono grande appassionata dell’obbligo in campo vaccinale – precisa Dadone – il governo si è raccomandato e penso che una raccomandazione forte sia il modo migliore per raggiungere l’immunità di gregge”. Poi ha aggiunto: “Usciamo da un anno molto complesso con 70mila cittadini uccisi dal Covid. Che oggi si discuta su come obbligare alla vaccinazione, lo trovo un modo assurdo di affrontare la situazione”.
La ministra pentastellata ha infine commentato le parole di Beppe Grillo, fondatore del Movimento 5 Stelle, che in un post ha espresso il suo desiderio vaccinarsi con una “siringata unica” con un mix di vaccini da quello russo a quello cinese fino a quello italiano. “Credo soltanto che ironizzare a volte su delle polemiche incredibili sia un modo molto intelligente per riuscire a sgonfiare la polemica”, ha tagliato corto Dadone.

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