Vaccino anti coronavirus lottimismo di Fauci Sta arrivando la cavalleria

Vaccino anti-coronavirus, l’ottimismo di Fauci: “Sta arrivando la cavalleria”

La Republica News
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LONDRA – “La cavalleria”, cioè il vaccino, “sta arrivando”. È la promessa, che sparge ottimismo, del dottore più famoso d’America, Anthony Fauci, a capo della task force contro il Coronavirus negli Stati Uniti. Con la sua usuale e sorridente imperturbabilità, il direttore dell’Istituto per le malattie infettive Usa ha parlato giovedì mattina in un webinar organizzato dall’associazione Chatham House di Londra. Fauci non ha commentato la transizione da Donald Trump a Joe Biden nuovo presidente degli Stati Uniti, né le agghiaccianti dichiarazioni di Steve Bannon che ha recentemente evocato una sua decapitazione. Ma ha parlato molto e a lungo dell’emergenza Coronavirus, in America e nel mondo. Innanzitutto, la questione vaccino. Fauci è decisamente ottimista: “Abbiamo con evidenza un vaccino all’orizzonte”, ha detto riferendosi all’ultimo annuncio di Pfizer e Biontech, “che sarà molto efficace e presto sarà utilizzato”. Non solo. Lo scienziato americano ha annunciato che “un secondo vaccino” (non ha voluto specificare quale, ma potrebbe essere quello americano di Moderna o l’inglese-italiano di Oxford) “è anch’esso in dirittura di arrivo dopo la fase di sperimentazione. E poi ce ne saranno altri due, tre, quattro”. Attenzione, però: “I vaccini ci aiuteranno, ma”, avverte Fauci, “bisogna avere pazienza e nel frattempo continuare con le misure di contenimento, anzi aumentarle, perché la strada è ancora lunga. Inoltre, i vaccini non faranno scomparire il virus del Covid-19, anzi dubito che vi riusciremo mai”. Il Coronavirus “sarà qualcosa che dovremmo controllare costantemente, qualcosa di endemico su cui non potremo abbassare la guardia. Ma di certo, grazie ai vaccini, tra non molto tempo il Covid non sarà più una pandemia, come lo è ora a livello globale”. Per questo, dice Fauci con una metafora bellica, sì, “la cavalleria sta arrivando. Ma non deponete le armi. Non è il momento. Perché la guerra è ancora lunga”. Qualcuno però ha ancora dubbi sul potenziale vaccino, soprattutto sulla estrema rapidità della sperimentazione. Ciò potrebbe serbare rischi collaterali? Fauci risponde che dobbiamo fidarci, per due motivi: “Innanzitutto lo sforzo mondiale congiunto per raggiungere un obiettivo simile. Ma soprattutto, le condizioni pandemiche nelle quali si sono svolti i test: siamo riusciti a sperimentare in mesi invece di anni proprio perché ci troviamo nel mezzo della pandemia e quindi i risultati si raggiungono in maniera decisamente più veloce, soprattutto in Paesi afflitti dal Coronavirus come in questo momento gli Stati Uniti. Quando invece abbiamo a che fare con un virus più sfuggente e meno diffuso, il processo per un vaccino impiega molto più tempo”. Proprio l’emergenza Covid negli Stati Uniti può essere una macchia per lui, che però si difende così: “Purtroppo è difficile in America coordinare gli sforzi visto che ogni stato decide le sue misure e restrizioni, servirebbe più uniformità”. Pfizer ha un contratto da quasi 2 miliardi di euro con gli Stati Uniti in cambio di 100 milioni di dosi di vaccino forse già pronte quest’anno, mentre l’Ue ne ha prenotate 300 milioni e il Regno Unito quaranta. Però Fauci sottolinea la necessità che il vaccino non vada solo ai paesi più ricchi: “Questa è una pandemia, può riesplodere in qualsiasi momento, è importante che tutti i Paesi, anche quelli più poveri, ne abbiano accesso”. Certo, logisticamente non è facile: il vaccino di Pfizer, per esempio, andrebbe conservato e trasportato a -70 gradi Celsius, ma per lo studioso americano non sarà un grosso problema: “Capita anche per altri medicinali e prodotti farmaceutici”. Certo, questa pandemia ci ha insegnato tante cose. Per esempio per Fauci, l’importanza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nonostante tutte le critiche e le accuse di una “vicinanza” eccessiva alla Cina, almeno a inizio pandemia: “L’Oms può essere migliorata, ma contro una pandemia globale è semplicemente necessaria”. Ma soprattutto, secondo Fauci, il Covid19 ha ristabilito l’importanza della scienza, dopo lo scetticismo e i movimenti “No Vax” cresciuti negli ultimi tempi: “Fatevi guidare dalla scienza, credete alla scienza, e state fuori dalla politica su certi argomenti.. io non mollo e vado avanti ancora per un bel po’”, promette Fauci. Che, da questa tremenda crisi pandemica, ha già tratto una lezione, anch’essa globale: “Il mondo e le persone devono capire che una cosa del genere può capitare in ogni momento, per questo ora è importante investire nella prevenzione. Un’ondata di questa gravità non si può fermare del tutto quando è già partita, ma ora sappiamo come dovremo comportarci in futuro”. 


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