Vaccino anti Covid per bambini e ragazzi ecco cosa ce da sapere. Prime dosi entro fine 2021

Vaccino anti Covid per bambini e ragazzi: ecco cosa c’è da sapere. Prime dosi entro fine 2021

La Republica News
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Il primo vaccino arrivato sin qui, l’americano-tedesco Pfizer-BioNtech, è dedicato agli over 16. Il secondo, l’americano Moderna, agli over 18. Ma a che punto siamo sui vaccini anti-Covid pediatrici per bambini e adolescenti, che in Italia, contando tutti i minorenni, sono quasi 10 milioni?

Chi corre più veloce è sempre Pfizer-BioNTech: lo studio di fase 3 (l’ultima prima di chiedere un’eventuale autorizzazione alla produzione) includeva anche ragazzi compresi tra i 12 e i 17 anni. Nei prossimi mesi si continueranno a raccogliere dati sulla sicurezza a lungo termine, sulla durata della protezione, l’efficacia contro l’infezione asintomatica e la sicurezza e l’immunogenicità negli adolescenti. Le prime dosi potrebbero essere pronte per la fine dell’anno.

“Stiamo, inoltre, lavorando – fa sapere Pfizer Italia – con le autorità regolatorie per sviluppare un piano per valutare il nostro vaccino nella popolazione pediatrica”. Prima arriveranno certezze scientifiche, “prima si potranno vaccinare bambini e ragazzi e prima – aggiungo da Pfizer – saremo in grado di determinare se la vaccinazione dei bambini potrebbe rivelarsi un’importante strategia di salute pubblica per prevenire la diffusione del virus”.

Anche Moderna ha dato il via alla sperimentazione sui ragazzi. E per l’inizio del 2022 ci saranno novità. Proprio la scorsa settimana il Texas center for drug development ha celebrato la prima dose somministrata a un ragazzo volontario con un post su Linkedin. “I volontari saranno monitorati per 13 mesi – ha dichiarato Sarah Hasan, ricercatrice del Dm clinical research del Texas – e sosterranno diverse visite di follow up con i medici”. Se le prove daranno delle buone risposte si procederà con la fascia 6-12 anni e infine con quella 2-6 anni.

La sperimentazione pediatrica del vaccino sviluppato da AstraZeneca-Oxford non è invece ancora iniziata poiché, spiegano dalla azienda, “è stato deciso che l’arruolamento dei bambini in uno specifico trial sarebbe cominciata solo una volta raccolti dati sufficienti su sicurezza ed efficacia del vaccino e su una forte risposta immunitaria negli adulti”. Ma visto che l’ok dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, è atteso per il 29 gennaio, AstraZeneca intende ora continuare gli studi in un nuovo protocollo per il gruppo di età 6-18 anni nei prossimi mesi.

Quasi pronto al debutto anche il vaccino Janssen di Johnson & Johnson: “Sono in corso le attività preparatorie per estendere i nostri trial clinici di Fase 2 agli adolescenti tra i 12 e i 17 anni – rispondono – Il nostro candidato vaccino sarà inizialmente testato in un piccolo numero di adolescenti”. Solo in una fase successiva si potrà sperare di estendere le analisi agli under 12.

Ancora ferma ai blocchi di partenza ReiThera che ha fin qui arruolato nello studio clinico di fase 1 volontari maggiorenni. Ma sta valutando di inserire gradualmente la fascia d’età pediatrica nell’ambito complessivo del piano di sviluppo clinico del vaccino. “È da notare comunque – spiega l’azienda – che vaccini basati su vettori adenovirali sia umani che di scimmia sono stati comunque già valutati in bambini e persino in neonati con buoni risultati di tollerabilità e immunogenicità in studi clinici per altre indicazioni vaccinali (ad esempio la malaria)” e dunque ReiThera non si aspetta particolari problemi dall’estensione della sperimentazione.

Anche il candidato vaccino Sanofi/Gsk è per ora valutato solo su over 18 e, anzi, a febbraio inizierà lo studio sui più anziani, anche in confronto agli altri prodotti già autorizzati. Ma l’azienda francese “riconosce l’importanza di proteggere anche i ragazzi e i bambini e inizierà l’analisi su questa fascia di età una volta arrivati alla fase 3”.

Mentre per gli adulti dunque è scattata la corsa a ridurre i tempi di sperimentazione e approvazione e all’approvvigionamento, per bambini e ragazzi non c’è fretta perché “sebbene siano stati riportati casi gravi di Covid-19 anche nei bambini, i dati preliminari suggeriscono che sono meno inclini a sviluppare forme letali o estremamente preoccupanti della malattia”.

A lanciare un appello però ci ha pensato il presidente della Toscana Eugenio Giani: “Mi auguro che le nostre autorità si muovano su un sistema di premialità per chi possa sviluppare un vaccino adatto anche al di sotto dei 16 anni. Quest’estate vorrei avere la possibilità di mettere in sicurezza anche i nostri ragazzi”.

Quando arriverà il vaccino dovrà essere somministrato in via prioritaria a tutti quei bambini con patologie che rischiano molto più degli altri. Sperando che intanto nuove varianti non colpiscano in maniera più severa i giovanissimi.

Ma oggi, secondo Elena Bozzola, pediatra del Bambino Gesù, “la prorità è vaccinare tutte le persone che stanno attorno ai bambini proteggendoli così anche se in via indiretta. E insistere sulla sicurezza di gregge: ognuno deve fare la sua parte controllando che anche i bambini sopra i 6 anni usino correttamente le mascherine anche quando invitano gli amichetti a casa, si lavino spesso le mani, non si assembrino ai parchi gioco” più che dentro la scuola che Bozzola considera un “luogo molto più sicuro e controllato di altri”.



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