Vaccino la ministra De Micheli Non escludo lobbligatorieta. DAvack Imporlo a medici e docenti

Vaccino, la ministra De Micheli: “Non escludo l’obbligatorietà”. D’Avack: “Imporlo a medici e docenti”

La Republica News
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Se la neve ha fermato l’arrivo di parte dei vaccini e altri aspettano ancora il via libera che non si vedrà fino a gennaio, e parliamo di ben 40 milioni di dose prenotate dall’Italia, continua il dibattito sull’obbligatorietà  del siero. Dice la ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli: “Abbiamo il dovere di fare delle scelte collettive e le prenderemo alla luce di come andrà questa campagna di informazione. Alla fine non escludo la obbligatorietà”.
Divisi, in qualche modo, gli esperti di bioetica che dibattono su quale sia l’ordine di priorità nel vaccinare la popolazione. Se fino ad oggi la linea più considerata vedeva in prima fila gli anziani, le categorie piu deboli e fragili per poi abbassare l’età fino ad arrivare ai giovanissimi, c’è chi ora propone un’altra visione, altra priorità: non prima i più deboli ma i più contagiosi e con maggiori aspettative di vita
‘Va bene offrire il vaccino anti-Covid agli operatori sanitari per primi, ma su altre categorie ho delle perplessità. Per esempio sugli anziani di 80-90 anni, perché bisogna anche pensare che i 50-60enni hanno una maggiore attesa di vita, e lo dico da anziano io stesso e senza nessuna intenzione di discriminazione. Mi sembra che si dovrebbe discutere meglio su chi ha diritto per primo ad essere vaccinato” dice il presidente della Consulta di Bioetica Onlus, Maurizio Mori, che ha aggiunto: “E’ chiaro che tra coloro che saranno vaccinati dopo ci saranno dei morti per Covid. Dal mio punto di vista, anche se può sembrare una boutade, tra i primi a essere vaccinati ci dovrebbero essere i parlamentari, perchè reggono la cosa pubblica, hanno maggiore responsabilità sociale e se un focolaio dovesse mettere il Parlamento nella condizione di funzionare a singhiozzo sarebbe danneggiata l’intera comunità. Anche i liceali dovrebbero essere tra i primi a venire vaccinati – ha aggiunto – perchè hanno una lunga aspettativa di vita e non soltanto perchè hanno il diritto di tornare a scuola”,
E sull’obbligo a vaccinarsi dice. “Renderei obbligatorio il vaccino anti-Covid solo quando sarà chiarito che la persona vaccinata non è più contagiosa per gli altri, ossia che il vaccino garantisca sia il vaccinato che chi ancora non ha avuto la dose. In questa fase bisogna essere duttili, insistere sull’obbligo finirebbe per provocare solo delle alzate di scudi. Questo è un momento in cui serve maggiore chiarezza, far capire alla gente che se il vaccino è sicuro, farlo è nell’interesse sia dell’individuo che della collettività”.
Sulla stessa linea di cautela rispetto all’obbligo di vaccinazione Lorenzo D’Avack, presidente del Comitato nazionale di bioetica, “in questa prima fase, è fondamentale incentivare la propaganda a favore delle vaccinazione. L’obbligo dovrebbe essere considerato come una extrema ratio. .Ritengo che solo in casi estremi sidovrebbe prevedere un obbligo per il vaccino anti-Covid, posizione che rispecchia anche il parere del Comitato nazionale di bioetica Cnb dello scorso dicembre: un eventuale obbligo, inoltre, dovrebbe coinvolgere prioritariamente solo alcune categorie, come i medici e gli insegnanti”.

Come sottolinea la ministra De Micheli: “Non lo escludo ma in questa fase bisogna informare”.  Concetti che in modo diverso vengono espressi  dal presidente dell’Emilia Romagna Bonaccini: “In  questo momento l’obbligatorietà potrebbe essere persino un problema rispetto alla volontà di vaccinare il maggior numero di persone possibili. Sul perdonale sono confortato dal 95% di operatori che hanno risposto di sì subito”.
Chi pensa che sarebe utile rendere obbligatorio il vaccino è Carlo Calenda, leader di azione: lo sarebbe per chi lavora con categorie fragili. Una scelta personale non può mettere a rischio i più fragili. Quindi obbligatorio per tutti i medici, per intendersi”.
Vaccini obbligatorio nelle aziende chiede la Confindustria del Veneto:   “Così come si è reso obbligatorio l’uso di dispositivi di protezione individuale e il distanziamento si potrebbe fare lo stesso quando saranno disponibili vaccini efficaci, cioè sottoposti alla responsabile valutazione delle autorità sanitarie pubbliche competenti circa l’affidabilità medico-scientifica della loro somministrazione. Chiaramente in coda rispetto alle fasce più deboli della popolazione, al personale medico-sanitario e agli operatori dei servizi essenziali, si possa istituire una corsia preferenziale anche per chi, nelle nostre imprese esportatrici, è chiamato a viaggiare ed incontrare clienti e fornitori. Far ripartire in maniera tempestiva e sicura le aziende campioni dell’export sarebbe sicuramente una leva importante per il rilancio della nostra economia”



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