Vaccino le divisioni sullobbligo. Guariniello Se il lavoratore si rifiuta rischia il posto di lavoro

Vaccino, le divisioni sull’obbligo. Guariniello: “Se il lavoratore si rifiuta, rischia il posto di lavoro”

La Republica News
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“No, l’obbligo di vaccinazione il nostro ordinamento non lo prevede. Ma il lavoratore che rifiuta di vaccinarsi rischia il posto di lavoro”. Raffaele Guariniello, ex magistrato ora presidente della commissione Amianto istituita dal ministero dell’Ambiente, ha legato il suo nome alle indagini giudiziarie sulla sicurezza dei posti di lavoro, oltreché a quelle contro i crimini ambientali e sulla sicurezza dei farmaci e dei vaccini. “Sia chiaro – precisa Guariniello – io cerco di interpretare le leggi in vigore. Non dovessero piacere spetta al Parlamento modificarle”.
Perché, dottor Guariniello, il lavoratore che rifiuta il vaccino rischia il posto, in fondo non è lui il titolare del diritto alla sua salute?”Potrebbe sembrare, in realtà non è così. La Corte Costituzionale si è più volte occupata anche in tema di vaccini dell’articolo 32 della Costituzione  secondo cui la salute è non solo un fondamentale diritto dell’individuo, ma anche ‘interesse della collettività’. In buona sostanza, il lavoratore, o chiunque di noi, non può pensare che la sua salute sia una questione personale e guai a chi ci mette il naso. È sì una questione personale, ma che riguarda tutta la collettività. Ognuno di noi, volente o nolente, deve farsi carico di tutelare la salute degli altri”.
Quindi esiste un obbligo indiretto: se non ti vaccini, ti licenziano.”Attualmente non è possibile costringere un lavoratore a sottoporsi a vaccinazione, ma se non si sottopone al vaccino non può svolgere quella attività lavorativa”.
Premesso che il complesso normativo sulla sicurezza del lavoro è estremamente intricato e complesso, possiamo provare a spiegare in termini semplici quali sono i passaggi giuridici attraverso i quali si arriva a sostenere questo principio?”Dobbiamo partire dal decreto 81 del 2008 che regolamenta la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Una obiezione: nel 2008 il Covid-19 ancora non c’era.

“Vero. Ma una normativa dell’Ue del 2020, che abbiamo poi recepito addirittura con due decreti legge, dice che le norme del decreto 81 si applicano anche al Covid 19″.
Che cosa viene detto in questa normativa a proposito della vaccinazione?”L’articolo che ci interessa è il 279 che, al comma due, impone al datore di lavoro, su conforme parere del medico competente, di adottare delle misure di prevenzione”.
E quali sono queste misure di prevenzione?”Ne indica soprattutto una, testuale, ‘la messa a disposizione di vaccini efficaci per quei lavoratori che non sono già immuni all’agente biologico presente nella lavorazione, da somministrare a cura del medico competente'”.
Ma mettere a disposizione non vuol dire che il lavoratore abbia l’obbligo di sottoporsi al vaccino.”Mettere a disposizione non significa che il lavoratore sia obbligato a farlo per forza. Ma attenzione, lo stesso articolo 279 comma due impone al datore di lavoro anche un’altra misura. Testuale: ‘L’allontanamento temporaneo del lavoratore secondo le procedure dell’articolo 42’ del decreto legge 81″.
Un articolo di legge tira l’altro: cosa dice dunque questo articolo 42?”Prevede che il datore di lavoro, qualora il medico competente giudichi un lavoratore inidoneo alla mansione specifica, debba adibirlo, ‘ove possibile’, ad altra mansione”.
Riassumendo….”Non possiamo costringere il lavoratore a sottoporsi al vaccino, ma se non si sottopone a vaccinazione non può svolgere quella attività lavorativa per la quale il medico competente ha ritenuto necessaria la vaccinazione. Questa conclusione evoca il principio più generale della sorveglianza sanitaria che non vuole solo proteggere il singolo lavoratore, ma allarga la sua finalità anche alla tutela di terzi”.
Facendo dei casi concreti di estrema attualità: il datore di lavoro deve allontanare da ospedali e cliniche il personale sanitario se rifiuta di vaccinarsi?”Sì, deve allontanarlo e adibirlo ‘ove possibile’ ad altra mansione. A tal proposito la Cassazione precisa che il datore di lavoro non è obbligato, in questa attività di ‘ripescaggio’, a mutare la sua organizzazione di lavoro. Quindi….”.

L’ex pm Guariniello: “Se l’infermiere della Rsa non si vaccina, non sarà più idoneo”
di Sarah Martinenghi 28 Dicembre 2020

E cosa succede ad esempio nelle Rsa dove gli ospiti non sono certo lavoratori, ma sono presenze fisse in quei “luoghi di lavoro”?”Secondo un principio del nostro ordinamento che la Cassazione segue sempre, il datore di lavoro deve tutelare la sicurezza non solo dei suoi dipendenti ma anche dei terzi che si trovano in ambiente di lavoro. Però questo principio non può condurre a porre a carico del datore di lavoro l’obbligo della sorveglianza sanitaria sui terzi. Nel caso specifico, il datore di lavoro della casa di riposo non ha l’obbligo di fare la sorveglianza sanitaria sui suoi ospiti. Però nel Documento Valutazione Rischi dovrà segnalare l’esigenza di attivare la vaccinazione da parte delle autorità competenti delle persone che non sono lavoratori ma che sono presenti”.
Un problema serio che si sta ponendo riguarda gli ospiti delle case di riposo prive in parte o in tutto di autonomia, sono circa cinquemila in Italia: come comportarsi nei loro confronti?”La soluzione sta nel Documento di Valutazione Rischi in cui il datore di lavoro deve indicare l’esigenza di attivare la vaccinazione anche per queste persone. Più in generale, quando sul posto di lavoro sono presenti terze persone, come possono essere gli addetti alle pulizie, il datore di lavoro deve porsi il problema dei rischi generati dalle interferenze fra gli estranei e i lavoratori e vigilare sul fatto che le misure di sicurezza, compresa appunto la vaccinazione, siano state adottate dall’impresa appaltatrice”.



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