Site icon Notizie italiane in tempo reale!

Vaccino Pfizer, da Israele uno studio conferma: serve la terza dose, protezione in calo dopo tre mesi

Il rischio di contagio per i vaccinati con Pfizer-BioNTech comincia ad aumentare a 90 giorni dalla seconda dose: lo dimostra uno studio su oltre 80.000 persone realizzato in Israele, uno dei primi Paesi del mondo a lanciare la vaccinazione di massa contro Covid-19. Si sapeva che la protezione comincia a calare dopo alcuni mesi dalla seconda inoculazione ma lo studio israeliano – paese che ha cominciato per primo l’immunizzazione ed è già partito da tempo con la terza dose e da ualche giorno con quella dei bambini – lo confermano.

I risultati, pubblicati sul British Medical Journal (Bmj) dall’istituto di ricerca dei Leumit Health Services, evidenziano l’utilità della terza dose booster e forniscono preziose indicazioni sulla tempistica per la somministrazione.

Il campione analizzato

Lo studio si basa sull’esame delle cartelle cliniche elettroniche di 83.057 adulti (età media 44 anni) che tra maggio e settembre sono stati sottoposti a tampone molecolare almeno tre settimane dopo la seconda dose di vaccino e che in precedenza non avevano mai manifestato segni dell’infezione da SarsCoV2.

L’efficacia della doppia dose Pfizer cala dopo pochi mesi: lo dice uno studio israeliano

I risultati dello studio

Dai risultati emerge che 7.973 partecipanti (il 9,6% del totale) è risultato positivo al tampone. L’analisi dimostra che, dopo la seconda dose di vaccino, il tasso di positività cresce col passare del tempo: è pari a 1,3% tra 21 e 89 giorni, 2,4% tra 90 e 119 giorni, 4,6% tra 120 e 149 giorni, 10,3% tra 150 e 179 giorni, infine 15,5% dopo 180 giorni.

Rispetto ai primi 90 giorni dalla seconda dose di vaccino, il rischio di infezione è 2,37 volte più alto dopo 90-119 giorni, 2,66 volte più alto dopo 120-149 giorni e 2,82 volte più alto oltre i 150 giorni.

Covid, in Israele è il turno del vaccino per i bambini

I limiti dello studio

I ricercatori riconoscono che l’interpretazione dei dati è limitata dal disegno osservazionale dello studio e che non è possibile escludere l’influenza di altri fattori non considerati nell’analisi come il ceppo virale, il numero di familiari conviventi e la densità di popolazione.

In ogni caso lo studio è stato condotto su un numero ampio di persone che hanno ricevuto lo stesso vaccino, dunque i risultati sono abbastanza robusti per concludere che la protezione indotta dalle due dosi di vaccino di Pfizer-BioNTech cala nel tempo e il rischio di contagio aumenta progressivamente dopo i primi tre mesi.



Go to Source

Exit mobile version