Vaticano, la difesa di Becciu: “Io accusato di peculato, è tutto surreale”

La Republica News

CITTA’ DEL VATICANO – “E’ un pò strana la cosa, in altri momenti mi ero trovato per parlare di altre cose, non di me, mi sento un pò stralunato. Ieri fino all 6.02 mi sentivo amico del Papa, fedele esecutore del Papa. Poi il Papa dice che non ha più fiducia in me perché gli è venuta la segnalazione dei magistrati che io avrei commesso atti di peculato”. Così Angelo Becciu in una conferenza stampa dopo le sue dimissioni per le accuse di aver dirottato i fondi del Vaticano.”Rinnovo la mia fiducia al Santo Padre – dice il cardinale – Diventando cardinale ho promesso di dare la vita per la Chiesa e per il Papa. Oggi rinnovo la mia fiducia. Mi sembra strano essere accusato di questo. Quei 100mila euro, è vero, li ho destinati alla Caritas. E’ nella discrezione del Sostituto destinare delle somme che sono in un fondo particolare destinato alla Caritas, a sostenere varie opere. In 7-8 anni non avevo mai fatto un’opera di sostegno per la Sardegna. So che nella mia diocesi c’è un’emergenza soprattutto per la disoccupazione,  ho voluto destinare quei 100mila euro alla Caritas” – Becciu spiega che i soldi non sono transitati dalla Caritas alla cooperativa gestita dal fratello che collabora con la Caritas di Ozieri. Ma “quei soldi sono ancora lì, non so perché sono accusato di peculato”.L’inchiestaSettecentomila euro destinati alla carità del Papa finiti in operazioni che avrebbero avvantaggiato i fratelli. Sarebbe questa la contestazione che lo stesso Francesco avrebbe fatto all’ex numero due della Segreteria di Stato vaticana, monsignor Angelo Becciu, che ieri ha rimesso nelle mani di Bergoglio il suo incarico alla Congregazione delle cause dei Santi, rinunciando ai diritti da cardinale.In particolare al centro della discussione con il pontefice ci sarebbe stata l’erogazione di un contributo straordinario di centomila euro – provenienti dai “soldi per i poveri” del Papa, l’Obolo di San Pietro – per sostenere le attività caritative della Caritas di Ozieri che sarebbero alla fine state destinate non alla Caritas ma al suo braccio operativo, la cooperativa sociale Spes di cui il fratello di Becciu, Antonino, è presidente.All’ex prefetto della Congregazione delle cause dei Santi il Papa avrebbe contestato anche altri due contributi da 300mila euro ciascuno elargiti direttamente alla Spes, in seguito a presunte pressioni di Becciu sui vertici della Cei. Analoghe presunte pressioni l’ex numero due della Segreteria di Stato avrebbe effettuato per favorire la sottoscrizione della partnership tra la Caritas di Roma e la società Angel’s Srl di cui è amministratore il fratello Mario. Infine, sotto la lente di Bergoglio, ci sarebbero le commesse affidate alla falegnameria di un altro fratello del cardinale, Francesco, da una serie di Nunziature, tra cui quella dell’Angola – dove lo stesso Becciu è stato nunzio a lungo – per una cifra complessiva di 80mila euro, e quella di Cuba, per circa 15mila euro.


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