Venezia, si alza il Mose: una settimana di emergenza acqua alta

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VENEZIA – Alle 17.15 iniziano le operazioni per il sollevamento delle 78 paratoie del Mose, l’infrastruttura tanto discussa realizzata per proteggere Venezia dal mare nel caso di alta marea. Questa sera, primo novembre, alle 20.45 è infatti prevista un’acqua alta di 130 centimetri che, senza l’innalzamento delle barriere protettive, porterebbe all’allagamento del 46% della superficie della città. La prima schiera di paratoie a sollevarsi sarà la barriera di Treporti, seguita poi da quella di San Nicolò, Malamocco e Chioggia. Venezia rimarrà quindi asciutta, con la marea che sale in amre aperto senza entrare nella laguna.

La chiesa resta a rischio

Oggi, per la ventunesima volta dal primo sollevamento avvenuto il 3 ottobre 2020, la grande opera verrà attivata fino alle 23 quando è previsto che il livello del mare ritorni a quello della Laguna. I canali verranno riaperti alla navigazione all’una di notte. Dopo un ottobre passato senza emergenze, oggi di fatto si inaugura la stagione delle alte maree che porterà a una settimana di acque alte con probabili picchi mercoledì e giovedì e, quindi, con la possibilità di ulteriori sollevamenti del Mose. Se il livello dell’acqua alta però non dovesse essere ritenuto elevato, la grande opera rimarrà ferma. In questo caso l’unica a subire i danni sarebbe la Basilica di San Marco, il punto più basso della città, che già con 85 centimetri potrebbe vedere il nartece ricoperto di acqua salata. Un danno per marmi e mosaici che vengono corrosi e distrutti dal sale.

La spallata dei cambiamenti climatici

In questi giorni si assiste alla marea astronomica più alta di sempre (86 centimetri), dovuta all’innalzamento del livello del mare che sta aumentando come conseguenza dei cambiamenti climatici. Basti pensare che il livello medio del mare è aumentato di 32 centimetri rispetto allo 0 del 1897 secondo i dati misurati a Venezia. “Siamo nel periodo di luna nuova detto in astronomia di sigizia, ovvero quando la luna, la Terra e il Sole sono tutti sullo stesso piano e quindi la marea risente della somma dell’attrazione gravitazionale di entrambi i corpi celesti a cui si aggiunge anche la forza centrifuga della Terra” spiega il dottor Alvise Papa, responsabile del Centro maree di Venezia “Oggi inoltre passerà una perturbazione sopra il Veneto e, dopo la pausa di martedì, già mercoledì e giovedì potrebbero ripresentarsi forti venti di scirocco che dal Mare Ionio soffieranno lungo l’Adriatico fino a Venezia. Marea astronomica e contributo meteorologico sono i fattori principali che contribuiscono al fenomeno dell’acqua alta a Venezia”. 

Il caso

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Chi decide quando alzarlo

Le previsioni del tempo vengono seguite da due tavoli tecnici uno composto scientifico composto da Centro marea del Comune, Cnr Ismar e Ispra e uno più tecnico tra Centro maree, Sala decisione del Mose del Consorzio Venezia Nuova e Provveditorato alle Opere Pubbliche. In base alla procedura provvisoria del ministero delle Infrastrutture, il Consorzio Venezia Nuova e il Provveditorato decidono se e quando sollevare il Mose. 

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Una barriera di cristallo per salvare i capolavori

Alcuni dati per capire la complessità del problema: quest’anno Venezia  è già stata ricoperta 82 volte da acque alte superiori agli 80 centimetri, più di una dozzina rispetto al 2020, con picchi il 2 e il 30 gennaio, rispettivamente di 104 e 109 centimetri; il 9, 10 e l’11 febbraio con 116, 127 e 108 centimetri. Queste 82 volte hanno provocato danni soprattutto alla Basilica. attualmente sono infatti in corso dei lavori per posizionare una cerniera di cristallo attorno alla struttura per impedire che possa essere allagata dall’acqua alta che arriva dalla Piazza. Nonostante le polemiche sulla grande opera che non è ancora ultimata e che presenta diverse criticità, fino ad adesso il Mose ha dimostrato sempre di funzionare, evitando molti problemi alla città, come si è visto con l’acqua alta eccezionale del 12 novembre 2019 che ha raggiunto i 187 centimetri, la seconda più alta della storia, che ha messo in ginocchio la città. Il livello del mare però sta aumentando e gli scienziati stanno già pensando a come salvare Venezia, diventando simbolo della lotta ai cambiamenti climatici.

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