Venti milioni di accessi al giorno ecco Gab il social dellultra destra

Venti milioni di accessi al giorno: ecco Gab, il social dell’ultra destra

La Republica News
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Il nuovo rifugio dei movimenti dell’ultra destra, cacciati da Facebook e Twitter, si chiama Gab e sta accogliendo circa mezzo milione di nuovi utenti al giorno, con picchi di traffico di 20milioni di accessi quotidiani.

A dichiarare i numeri è stato in questi giorni il suo fondatore, Andrew Torba, imprenditore texano con un passato nella Silicon Valley, con cui è in rotta da anni – dichiara – per le sue idee sovraniste, cristiano-radicali e vicino ai movimenti dell’alt-right (destra alternativa, estremista).

Gab è attivo dal 2016, ma non è mai stato così popolare: in effetti, è sufficiente navigarci dentro per vedere che l’eccesso di traffico sta rallentando parecchio il caricamento delle pagine.

Ma i server di Gab, ora sotto stress, sono anche il suo asso della manica: “Possediamo i nostri server, non ci possono spegnere facilmente”, ha scritto ieri Torba, alludendo a quello che Amazon ha fatto con Parler, il social network prima preferito dall’ultra destra. Amazon ospitava Parler sui propri server, ma l’ha staccato per violazione delle sue policy, cioè perché la moderazione fatta dal social, sui post, era troppo blanda. Gli assaltatori del Congresso Usa avevano pubblicato istruzioni su come evitare la sorveglianza e annunciavano, su Parler, che avrebbero portato armi; oltre che lanciare minacce di morte a esponenti del partito democratico americano.

Su Gab stanno arrivando quindi gli orfani di Parler, che era arrivato ad avere 2,5 milioni di utenti registrati. Ma non solo: anche chi si sente discriminato su Twitter e Facebook per le proprie idee sovraniste ora preferisce migrare in lidi che sente più affini.

Qualche giorno fa ha consigliato di andare su Gab anche il quotidiano online italiano Primato Nazionale, che si definisce “sovranista”; suggerisce anche altri social in ascesa (anche se meno popolari di Gab), come MeWe e Rumble. Soprattutto consiglia VK, però, il principale social network russo.

Si noti che Gab a differenza di Parler si presenta nettamente schierato a favore di una certa posizione politica. Se Parler, almeno nella facciata, si voleva posizionare come una “piazza neutrale” di dibattito, Gab è espressamente una casa, quasi un partito, per chi si identifica con idee della destra radicale. Ha un approccio chiuso e isolazionista: il fondatore scrive che ha scelto di limitare il motore di ricerca interno per ostacolare le indagini dei “giornalisti diabolici”.

Tra i nemici che individua, non solo i democratici ma tutto il mondo del “capitalismo digitale”, delle big tech che considera pericolosi per i diritti della libertà di espressione.

Di qui la scelta “autarchica” di essere quanto più possibile indipendente e quindi più resiliente, grazie a propri server, sui cui ora è in arrivo anche Parler; ma per lo stesso scopo offre anche un proprio browser, Dissenter, che blocca in automatico la pubblicità delle big tech come Google. Gab è bloccato da tempo, per i propri contenuti, da Apple e Google; ma loro chiedono agli utenti di accedere via browser anche da smartphone.

A senso unico anche i gruppi che si trovano in Gab. “Joe Biden Is Not My President”, con quasi 100mila membri; “Stop the Steal” (che allude, come ha fatto il presidente uscente Donald Trump, al furto (“steal”) elettorale), con 140mila membri. Vari gruppi dedicati a Trump, ma anche ad altri della galassia sovranista, come Jair Bolsonaro, presidente del Brasile.

Tra i gruppi consigliati a cui iscriversi anche quelli su cowboy, Qanon (la teoria del complotto che accusa i democratici di nefandezze, fino alla pedofilia, e che ha avuto un ruolo anche nell’assalto al Congresso Usa), la Chiesa cattolica “romana”, dieta e cucina a base di carne.

Ovunque è possibile trovare post che accusano i democratici di complotti anti-americani, di essere corrotti e “satanici”; una teoria comune, lì affermata, è che gli Usa sono ormai un Paese “comunista” o “socialista”.

Qua e là spuntano anche post contro i vaccini covid-19, accusati di essere pericolosi. Domina in generale un rifiuto della realtà fattuale ufficiale, quella secondo cui le elezioni Usa sono regolari, i vaccini sono efficaci e i democratici non sono una banda di criminali e pedofili.

“Questa fuga da Facebook avrà due effetti”, commenta Giovanni Boccia Artieri, professore ordinario di Sociologia all’università di Urbino e tra i massimi esperti di digitale in Italia. “Da una parte, Facebook si svuoterà di certi contenuti e utenti conservatori. Dall’altra, si creeranno nuove “bubble”, circoli chiusi: frequentare una specifica piattaforma di social media può assumere il significato di identificarsi politicamente e alimentare un ambiente di contenuti a tua misura, in cui ti riconosci e che ti corrispondono emotivamente”.

Un fenomeno che può contribuire, secondo vari esperti, a un’ulteriore polarizzazione e quindi radicalizzazione di idee e persone; in viisioni totalmente contrapposte:non solo della politica, ma della realtà stessa.



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