Verona-Bologna 2-1: Kalinic completa la rimonta, gialloblù in zona Europa League

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Stavolta il ribaltone premia il Verona. Ribaltone di risultato, dopo che all’andata era stata di conduzione tecnica. La sconfitta dell’Hellas, in avvio di stagione, al Dall’Ara comportò il sofferto cambio di panchina, Di Francesco esonerato, avvio del periodo aureo di Tudor. Vola in classifica la squadra veneta, in grandi condizioni tecniche, il Bologna lotta con orgoglio, ma soffre le assenze e la condanna perpetua alla coperta corta. Come a Cagliari i felsinei si fanno rimontare dopo l’iniziale vantaggio e nel finale mancano della necessaria fisicità e scaltrezza tattica per portare a casa almeno il punto.

<<la cronaca della partita>>

Pronti, via: Orsolini gol

C’è la squadra più in forma del campionato e un’altra in piena emergenza, che delle ultime sei ne ha perse cinque. Così si spiega come al fischio d’avvio, l’adrenalina sia subito altissima. Il Bologna prova a sorprendere l’avversaria in grande salute, non ha il totem Arnautovic, in panchina acciaccato, e l’effetto sorpresa è efficace. Soriano agisce spesso in mezzo tra Orsolini e Sansone, reattività doppia dell’ospite che dopo 13′ dà i suoi frutti, Orsolini si coordina su un pallone lisciato da Gunter e dal limite in mezza rovesciata indovina l’angolino basso. L’istinto non manca all’Orso rossoblù, fino a pochi giorni fa oggetto di desiderio del Siviglia. 

Il Bologna ha perso De Silvestri, ultimo positivo al virus, Mihajlovic ha spostato Hickey a destra e schiera Theate a sinistra, in una difesa a cinque che prevede Bonifazi, Medel e Binks in mezzo. 

Il Verona stringe l’assedio

Non c’è quindi da sorprendersi se il Verona, col passare dei minuti, riesca a mettere spesso e volentieri in difficoltà l’avversario creando una insostenibile superiorità centrale, superiorità per numero e per una legge della dinamica: Svanberg e lo stoico Dominguez (esce in lacrime dopo un calvario di 65′) sembrano Custer e i suoi a Little Big Horn, anche perché Soriano viene spesso e volentieri richiamato da Mihajlovic perché tradisce il compito che ha di tenere insieme i reparti. 

Nella parte centrale del tempo, il Bologna vede le streghe sui calci d’angolo, dove Tudor sciorina una serie interminabile di soluzioni inattese, ma regge grazie all’attenzione di Binks, alla lettura dell’esperto Medel che è un riferimento indispensabile. L’intensità della gara tradisce tuttavia i meno abituati a questo ritmo. Skorupski rischia solo su fuoco amico – un terrificante passaggio indietro di Bonifazi (incerto e lento) – più che da vere palle gol. 

Caprari la raddrizza in acrobazia

Il Verona sorretto dalle sue certezze, la più recente è Barak in condizioni di forma “debordanti”, ma anche sul due Caprari-Lazovic che non fa rimpiangere i draghi del recente passato (Dimarco e Zaccagni). Lazovic ha un ritmo insostenibile per Hickey e dal suo piede, in percussione laterale, escono come sempre traversoni insidiosissimi. Su una di questi al 39′ la diga crolla, incertezza fatale di Skorupski che si getta dentro la porta, sul suo palo, su deviazione acrobatica di Caprari, di tacco. Come per Orsolini è una prodezza tecnica, ma è  grave la responsabilità difensiva del portiere. 

Skorupski si riabilita

Si riparte con tutti gli interpreti dell’avvio, il Bologna cerca di non subire la verticalità che è marchio di fabbrica gialloblù, sorretta dalla corsa e dalla interscambiabilità. Prova ne sia dopo tre minuti sul primo squillo di Simeone che arriva dalla trequarti e ha il tempo di calciare, Skorupski sbaglia il lato ma si salva con i piedi. Lazovic ancora in spaccata col rischio si salva su Lazovic, ma l’emorragia su quel lato è continua. Simeone è fortunato quando un rimpallo a centrocampo gli permette di presentarsi davanti a Skorupski stavolta abile nel chiudere in uscita bassa. Un lampo in replica Dominguez che verticalizza per Svanberg, altra mezza rovesciata, su Montipò. 

 Un pallone perso in mezzo al campo dal Bologna consente  a Ceccherini si fare l’assistman per Caprari, destro secco e Skorupski in due tempi chiude. 

Tudor, cambi per vincerla

Su angolo un estemporaneo palo esterno di Sansone il Bologna allenta la pressione, Tudor capisce che deve cambiare per tenere alta l’intensità, ecco Lasagna e Tamezè per Simeone e Veloso. Su un presunto fallo subito in mezzo al campo da Dominguez pressato da Tamezè, il Verona costruisce con Lasagna la palla gol più limpida del momento, La girata dell’ex udinese esce di pochissimo. Il calvario di Dominguez è continuo, finalmente Mihajlovic decide di sostituirlo. Spazio a Vignato, da molti accostato al Sassuolo, mentre il giovane Annan da il cambio a Theate, intimidito dai ritmi partita. Il Bologna prende campo, in mischia in girata Svanberg mette alto. 

Cala l’intensità, decide l’episodio

Dopo 70′ di altissima intensità, il match vive un attimo di tregua. Quando Ilic alza bandiera bianca, ecco Kalinic ad alzare il livello del suo attacco. Vuole vincere. Mihajlovic risponde giocandosi la carta Arnautovic. Esce Orsolini per fargli spazio. Ma la qualità è calata, per la tanta fatica precedente, i duelli individuali sono  palesi e un episodio può a questo punto decidere. Eccolo. 84′, Tameze intercetta, Lasagna crossa, Kalinic infila di testa, tenuto in gioco dal confuso rientro difensivo della cerniera centrale rossoblù. Disperato erotico stomp finale del Bologna, Montipò mai impegnato, vince il Verona, il cui volo continua. 

Il tabellino

VERONA (3-4-2-1): Montipò, Casale, Gunter, Ceccherini, Faraoni, Ilic (28’st Kalinic), Veloso (17’st Tameze), Lazovic (40’st Depaoli), Barak, Caprari (40’st Bessa), Simeone (17’st Lasagna).  All.: Tudor.

BOLOGNA (3-5-2): Skorupski, Hickey (40’st Falcinelli), Bonifazi, Medel, Binks, Theate (20’st Annan), Soriano, Dominguez (20’st Vignato), Svanberg, Orsolini (33’st Arnautovic), Sansone. All.: Mihajlovic.

Arbitro: Gariglio di Pinerolo 

Reti: 13’pt Orsolini, 36’pt Caprari, 39’st Kalinic 

NOTE: Recupero: 2′ e 5′. Angoli 7-2 per il Verona Ammoniti: Skorupski, Simeone, Binks, Sansone, Gunter e Hickey.  

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