Verona-Cagliari 0-0, tiene il fortino di Mazzarri

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VERONA – Un punto, in un momento del genere, al Cagliari sembra servire poco. Ma un pareggio raccolto sul campo che ha visto cadere Roma, Lazio e Juventus, contro una squadra che anche oggi, specialmente nella ripresa, ha messo in mostra tutto il suo valore, può far sorridere anche Walter Mazzarri. Non sorride invece Igor Tudor, che avrebbe voluto festeggiare la sesta vittoria interna su sei della sua gestione, un modo per dare l’assalto alla zona Europa League: finisce invece 0-0, anche perché il momento magico di Giovanni Simeone sotto porta sembra essersi concluso.

<< La cronaca della partita >>

Meglio il Cagliari

In avvio sembra tutto facile per il Verona, che trova le connessioni giuste tra trequartisti ed esterni e mette in difficoltà il sistema difensivo di un Cagliari che Mazzarri sta gradualmente riportando verso i propri principi di calcio: pacchetto arretrato a tre, voglia di aggredire il possesso palla avversario per risalire il campo nella maniera più diretta possibile. Il primo brivido arriva con un cross di Faraoni che Caprari non riesce a spingere in rete, il Cagliari via via si adatta al match. Il centrocampo scelto da Mazzarri è un totale inedito – Grassi agisce da regista, Dalbert addirittura da mezz’ala sinistra, panchina per Strootman e Marin – ma per lunghi brani del primo tempo riesce a mettere sassolini negli ingranaggi del Verona. La coppia Joao Pedro-Keita funziona più quando c’è da portare su il pallone che nel momento dell’ultimo passaggio e della stoccata, all’intervallo i segnali sembrano comunque positivi per i rossoblù.

Verona, Tudor: “Meritavamo di vincere, strepitoso Radunovic”

Cresce il Verona, ma non basta

La ripresa si apre con un potenziale spartiacque: entrata orrenda di Simeone su Nandez, l’argentino se la cava con il giallo ma si crea un capannello che per diversi minuti tiene impegnata la squadra arbitrale nel tentativo di riportare il sereno. Con il passare dei minuti, l’atteggiamento del Cagliari cambia: baricentro sempre più basso, ma cala anche il livello di attenzione difensiva. Simeone grazia la sua ex squadra calciando malamente addosso a Radunovic dopo un pregevole tocco di ritorno di Faraoni, il vice-Cragno si supera quando deve aprire la mano sul sinistro a giro di Barak, non facendo rimpiangere il titolare assente per un figlio in arrivo. Per il Verona è il momento migliore, anche perché l’ingresso di Casale all’intervallo al posto di Ceccherini consegna di fatto un uomo in più alla manovra offensiva, complice un’interpretazione del ruolo di “braccetto” sinistro totalmente diversa. Ci si mettono anche i legni: Dawidowicz devia di testa un angolo da destra, Joao Pedro sporca la traiettoria, il pallone sbatte sul palo interno e viene allontanato alla disperata. Mazzarri si aggrappa all’esperienza di Pavoletti e Strootman e alla freschezza di Marin nel finale, Tudor sceglie Lasagna per andare a vedere cosa c’è alle spalle della linea difensiva del Cagliari: l’ex Udinese ci prova in due circostanze, sulla prima è strepitoso Radunovic – con una segnalazione di fuorigioco che avrebbe avuto bisogno di una review approfondita – e sulla seconda ci mette il piede Ceppitelli. Sarà il campo, tra qualche mese, a dire se questo punto sarà davvero servito a qualcuno.

VERONA-CAGLIARI 0-0 (0-0)
Verona (3-4-2-1): Montipò; Dawidowicz, Gunter, Ceccherini (1′ st Casale); Faraoni, Ilic (33′ st Bessa), Veloso (33′ st Tameze), Lazovic; Barak, Caprari; Simeone (33′ st Lasagna). All.: Tudor
Cagliari (3-5-2): Radunovic; Caceres, Ceppitelli, Carboni; Bellanova, Nandez, Grassi (37′ st Strootman), Dalbert (28′ st Marin), Lykogiannis (41′ st Zappa); Keita, (28′ st Pavoletti), Joao Pedro. All.: Mazzarri
Arbitro: Marcenaro
Ammoniti: Gunter, Simeone, Lazovic, Keita, Caceres
Recupero: o e 4′

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