Vertice Ue, Draghi: “Resistenze su tetto prezzo gas, paure su reazioni Russia. Cerchiamo la pace, avrò colloquio con Putin”

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“La pace la stiamo cercando, io la sto cercando veramente. Gli altri leader europei, come francesi e tedeschi, hanno avuto e avrò anch’io colloqui con Vladimir Putin. Se vuole la pace, cessi le ostilità”. Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine del vertice Ue a Bruxelles. “Il Consiglio europeo – ha proseguito il capo del governo – è stato focalizzato sulla discussione sull’energia elettrica, dove ci sono stati dei passi avanti sulla strada verso decisioni da prendere insieme in un momento molto difficile”. E poi: “A maggio avremo una proposta della Commissione europea sulla possibilità di spacchettare la formazione del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas. Bisogna aspettare un rapporto del regolatore europeo”.

Un passaggio il premier lo ha quindi dedicato alla libertà di stampa: “Forse non è una sorpresa che l’ambasciatore russo si sia così inquietato con un giornale italiano che poteva esprimere una opinione. In fondo lui è ambasciatore di un Paese in cui non c’è la libertà di stampa. Da noi c’è e si sta molto meglio. Voglio esprimere la mia solidarietà ai giornalisti della Stampa e al direttore Massimo Giannini. La libertà di stampa da noi è sancita dalla Costituzione”.

“Ue sta rivedendo molte sue regole”

“Le risposte immediate ci sono state con le sanzioni. Ora l’Europa sta cercando di rivisitare collettivamente molte, se non tutte, le regole che hanno accompagnato l’Ue negli ultimi anni, dal mercato unico alle leggi sugli aiuti di Stato, al Patto di stabilità, alla possibilità di creare altro debito comune da parte della Commissione europea, perché non c’è alcun dubbio che i bisogni attuali, dall’energia alla Difesa, ma anche i rifugiati, non possono essere affrontati dai bilanci nazionali. Questa volontà di procedere con la responsabilità ma anche con la solidarietà, si costruisce anche attraverso queste lunghissime riunioni”. Così Draghi alla conclusione del Consiglio europeo.

Il 2% delle spese militari

 L’esigenza del 2% di pil in spese militari è “perchè la russia la ha invaso l’ucraina in base a logiche che appartenevano ad altre epoche, per questo improvviso essere richiamati ad un passato che si pensava dimenticato si è suggerito di confermare l’impegno Nato”, dice Draghi. “È un impegno preso nel 2006, tutti i governi l’hanno sempre confermato. Ora è tornata l’esigenza di tornare a riarmarci”, aggiunge.

Il gas dagli Usa all’Europa

“Gli Stati Uniti hanno promesso di aiutare l’Europa, le sanzioni colpiscono molto più l’Europa che gli Stati Uniti, dunque” Joe Biden “ha dato disponibilità ad aiutare l’Europa”. I 15 mld di metri cubi di gas liquido degli States “vedremo come verranno distribuiti, ma in proporzione che non creeranno disaccordo. L’importante è vedere se noi disponiamo dei rigassificatori. Ne abbiamo 3: uno molto grande, due piccoli, il ministro Roberto Cingolani ha dato disposizioni alla Snam di acquistarne altri due, navi galeggianti, non su terreno. Noi contiamo di essere in grado di assorbire la nostra quota”.

Rigassificatori offshore

“La questione importante – ha proseguito il premier – è vedere se noi disponiamo dei rigassificatori: noi oggi ne abbiamo in funzione tre, di cui uno molto grande. La disposizione che è stata data l’altro ieri a Cingolani e trasmessa alla Snam è di acquistare altri due rigassificatori, sono navi galleggianti e non sul terreno per i quali ci vorrebbe più tempo”.

Spesa per adeguamento tecnologico

Sulla difesa “si può coordinare meglio la spesa europea? Sicuramente si. Ma che sia necessaria e urgente una spesa per l’adeguamento tecnologico tutti gli esperti me lo dicono”, ha sottolineato Draghi.

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