Vi abbiamo concesso lacquisto di regali. Conte senza pudore lha detto davvero dove di spinge per giustificare un alto lockdown

“Vi abbiamo concesso l’acquisto di regali”. Conte senza pudore, l’ha detto davvero: dove di spinge per giustificare un alto lockdown

Libero Quotidiano News
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15 dicembre 2020

“Le nostre misure stanno funzionando”. Le parole di Giuseppe Conte stridono con i fatti. Nei giorni più concitati, quelli in cui il governo deve decidere se chiudere nuovamente l’Italia, il premier elogia quanto messo a punto per far fronte al coronavirus. “Il sistema delle zone e la suddivisione delle regioni in base ai colori sta dando risultati – prosegue in un’intervista di Massimo Giannini sulla Stampa -. Abbiamo evitato un lockdown generalizzato, misura estrema alla quale ora è costretta la Germania e anche altri Paesi come la Gran Bretagna e l’Olanda”. Se “stiamo reggendo bene l’urto” come dice, perché allora richiudere tutto in vista del Natale? Al presidente del Consiglio non è andata giù la folla che nel weekend si è riversata in strada. Al primo fine settimana “libero”, gli italiani sono andati a fare incetta di regali. 

E la preoccupazione – spiega ancora Conte – è alta. “Per questo voglio lanciare un appello. Siate responsabili. Noi abbiamo fatto una scelta ben precisa, dettata anche da esigenze sociali ed economiche: consentire ai cittadini di rispettare la bella e consueta tradizione di acquistare e scambiare i regali. Ma a questa opportunità si deve accompagnare un rigoroso rispetto delle regole da parte di tutti”. Peccato però che i cittadini non abbiano fatto niente di più e niente di meno di quanto permesso loro. In sostanza, mette le mani avanti, nulla è escluso da qui ai prossimi giorni. Nemmeno le zone rosse durante le feste: “Abbiamo già predisposto un piano dedicato specificamente alle festività natalizie, anche alla luce dei suggerimenti del Comitato Tecnico Scientifico. Ora si rende necessaria qualche ulteriore misura restrittiva. Ci stiamo riflettendo in queste ore. Dobbiamo scongiurare a ogni costo una terza ondata, perché sarebbe devastante anche sul piano della perdita di vite umane”.

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