Vietato “vestirsi da prostituta”: il regolamento di polizia scatena le polemiche contro la giunta leghista nel Milanese

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Il nuovo regolamento di polizia urbana di Cassina de’ Pecchi (nell’hinterland milanese) non è ancora stato approvato, ma ha già scatenato le polemiche tra la giunta comunale a guida leghista e tutte le forze di opposizione, dal Pd a Forza Italia e Fratelli d’Italia. A essere contestato è un punto dell’articolo 23 in materia di “Comportamenti contrari all’igiene, al decoro e al quieto vivere”, che vieta di “contrarre ovvero concordare prestazioni sessuali oppure intrattenersi con soggetti che esercitano attività di meretricio su strada o che, per atteggiamento, ovvero per l’abbigliamento ovvero per le modalità comportamentali manifestino comunque l’intenzione di esercitare l’attività consistente in prestazioni sessuali”.

Una formula che è stata bollata dai rappresentanti locali del Pd come “l’ennesimo attacco alla dignità della donna” in una nota ufficiale in cui si legge che “ci chiediamo e chiediamo a tutta la giunta comunale quale atteggiamento e quale abbigliamento considerino una manifestazione o una intenzione di attività di meretricio”.

La modifica del regolamento di polizia urbana verrà discussa nel corso del consiglio comunale in programma il 30 aprile e per quella sera è stato annunciato “un presidio, che sarà effettuato nel pieno rispetto delle norme anti Covid e non coinvolgerà solo noi del Pd, ma chiunque sia interessato a difendere il diritto delle donne di vestirsi e atteggiarsi come meglio credano – sottolinea Doriana Marangoni, consigliera comunale e segretaria del Pd di Cassina de’ Pecchi – Tra l’altro il problema a nostro parere non sta solo nel regolamento in questione. Quella è solo la punta dell’iceberg, che rispecchia un preciso atteggiamento della giunta leghista nei confronti della figura femminile, evidenziato in particolare da recenti esternazioni dell’assessore Gianluigi De Sanctis”.

Nei giorni scorsi De Sanctis, assessore alla Sicurezza e alla Pubblica istruzione, aveva affrontato sul proprio profilo Facebook il tema del catcalling postando un brano tratto da un video dello scrittore Roberto Parodi in cui si fa presente alle ragazze che “il fatto che voi abbiate tutti i diritti di andare in giro vestite come una cubista del Pacha di Ibiza non significa che sia intelligente farlo”. A quell’uscita erano seguite la dura condanna da parte del Pd e la presa di distanza pubblica da parte della sindaca Elisa Balconi e di tutte le consigliere di maggioranza, che avevano espresso il loro “più assoluto dissenso”.

De Sanctis aveva quindi rimosso il post e affidato ai social le proprie scuse all’amministrazione e a tutte le donne, ma secondo Doriana Marangoni “questa è semplicemente l’ideologia leghista che si manifesta. Basti pensare a chi sta rallentando l’approvazione della legge Zan contro l’omofobia. E ciò è ancor più grave se pensiamo che certe esternazioni arrivano da un assessore con delega all’Istruzione”.

Secondo la prima cittadina Elisa Balconi, però, “il regolamento di polizia urbana non ha nulla a che fare con quel post di De Sanctis. Quest’ultima polemica è frutto esclusivamente di una strumentalizzazione politica. Il consiglio comunale del 30 aprile si svolgerà via Zoom, ma se fosse stato in presenza io e le consigliere di maggioranza ci saremmo presentate in minigonna per ribadire che nessuno vuole imporre alle donne un certo modo di vestirsi o comportarsi. Siamo della Lega, chi può pensare che siamo favorevoli al burqa?”.

La sindaca ritiene che “la misoginia sta in chi ha letto il regolamento, non in chi l’ha scritto, tanto più che quell’articolo è stato adottato nei regolamenti di decine e forse addirittura centinaia di altri Comuni italiani. La documentazione era stata inviata a tutti i consiglieri comunali all’inizio di aprile, ma nessuno ha protestato prima del caso De Sanctis. Tra l’altro nel testo non si fa distinzione tra donne e uomini, dato che esiste anche la prostituzione maschile. E poi le sanzioni non verranno applicate a chi si vestirà in un certo modo, ma a chi si intratterrà con quelle persone chiedendo di fare sesso a pagamento”.

La consigliera Doriana Marangoni fa infine presente che “la maggioranza sostiene che quell’articolo del regolamento di polizia urbana serva per contrastare lo sfruttamento della prostituzione, ma per quello esiste già una legge nazionale. Basterebbe applicarla”.

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