Vino, in Francia ce n’è troppo. Arriva l’incentivo per trasformarlo in etanolo per l’industria dei profumi

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MILANO – Duecento milioni per il vino francese, quello che di anno in anno contesta all’Italia il primato nel mondo. Attenzione, però: non per promuoverlo nel mondo, o potenziarlo in casa. Ma per distruggerlo. L’iniziativa del ministero dell’Agricoltura d’Oltralpe pare cacofonica. Ma fotografa la realtà che attraversano gli agricoltori del comparto, schiacciato dal consumo di “rosso” da parte dei francesi che è calato del 32% nel decennio terminato nel 2022. 

Racconta il Financial Times che il ministro dell’Agricoltura francese che è arrivato l’ok europeo per una misura di supporto finanziario che prevede, appunto, 200 milioni di aiuti per avviare la cosiddetta distillazione d’emergenza. Si tratta di avviare il surplus di produzione alla distillazione in etanolo, per poi esser indirizzato agli usi industriali e diventare – ad esempio – profumo o gel idroalcolico. 

Le maggiori beneficiarie dovrebbero essere le regioni di Linguadoca (che va dai Pirenei alla Provenza) e Bordeaux. 

Secondo una recente analisi della Coldiretti, quest’anno la Francia si riprenderà lo scettro di primo produttore al mondo ai danni dell’Italia. La vendemmia tricolore è infatti vista in calo del 14%, intorno ai 43 milioni di ettolitri dai 50 dell’anno passato: andiamo verso la peggiore stagione per i nostri vigneti dal Dopoguerra. Di contro la Francia, che pure ha patito la piaga della siccità e della peronospora (parassita che prospera in presenza di piogge alternate a caldo umido) ma in misura minore, dovrebbe salire a 44-47 milioni di ettolitri, mantenendo i livelli dell’ultimo quinquennio. Medaglia di bronzo alla Spagna.

Tra il nostro mercato e quello francese resta un importantissimo solco, a favore transalpino, e riguarda il valore: basta prendere il prezzo medio per accorgersene. Parliamo di 8,8 euro al litro per i francesi, lo scorso anno, contro i 3,58 euro per i prodotti italiani. Eppure i produttori francesi fanno fatica ad adattarsi al calo del consumo domestico, mentre la concorrenza all’estero e il rallentamento di una Cina in difficoltà economica preoccupano.

Ecco perché il ministro dell’Agricoltura, Marc Fesneau, ha assicurato il sostegno del governo – proprio durante la visita in un’azienda del settore – per contrastare la caduta dei prezzi. La lobby della filiera, che teme per quest’anno un surplus di produzione di 3 milioni di ettolitri, si era spesa per portare a casa 240 milioni di aiuti.

Non è questo l’unico intervento previsto. A giugno, il ministero dell’Agricoltura aveva annunciato anche 57 milioni di euro per finanziare i progetti per espiantare di circa 9.500 ettari di vigneti nella regione di Bordeaux, lasciando i terreni incolti o a foresta. Altri fondi pubblici – ricorda il Guardian – sono sul tavolo disponibili per incoraggiare i viticoltori a passare ad altri prodotti, come le olive. La Ue, alla metà degli anni Duemila, aveva rivisto la politica incentivante che si era rivelata troppo generosa a aveva portato a una sovra-produzione nel settore. La spesa comunitaria stimata oggi per la filiera è di poco superiore al miliardo. 

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