Vino in lattina: la svolta pop dell’enologia (per attirare i giovani)

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A due mesi dall’International Canned Wine Competition, concorso dedicato ai vini in lattina svoltosi in California, è ancora aperto in Italia il dibattito tra conservatori e innovatori. Se per i primi la bottiglia con tappo di sughero è l’unica custodia adatta ai vini di qualità, per i secondi le lattine sono ideali per bollicine e vini giovani con bassa gradazione alcolica, in più sono amiche dell’ambiente essendo l’alluminio altamente riciclabile. A livello mondiale, i numeri parlano chiaro: quello del vino in lattina è un mercato in ascesa – Stati Uniti, Australia ed Inghilterra in testa – con cifre da capogiro che, stando ai dati Nielsen, hanno superato 180 milioni di dollari nel 2020. Non c’è dubbio che la pandemia abbia contribuito a creare nuove tendenze e che, soprattutto ai millennials, non sia sfuggita la praticità di un prodotto poco ingombrante, veloce da rinfrescare, a basso impatto ambientale e di ispirazione “global”.    

Ma anche nella conservatrice Italia, non mancano pionieri del packaging e delle novità. Basta fare un salto in Veneto. «Il progetto è nato 5 anni fa – racconta Alberto Buratto, co-founder della veronese Zai Urban Winery che proprio alla competizione californiana ha conquistato due medaglie d’oro –. Con i miei soci abbiamo deciso di lanciarci in questa avventura durante il primo lockdown, quando tutti i mercati esteri stavano chiudendo. Abbiamo costruito una cantina dedicata alla lavorazione delle uve e al confezionamento delle lattine, optando per vinificazioni esasperate e siamo arrivati a 6 referenze.

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Creare vini di qualità da mettere in lattina si può, a patto di adottare alcuni accorgimenti come tenere bassissimo il livello di solfiti, perché se da un lato conservano, dall’altro corrodono essendo acidi. Naturalmente – precisa – si sono resi necessari lunghi e numerosi test prima di immettere le lattine sul mercato lo scorso 27 marzo; abbiamo anche fatto una degustazione alla cieca sottoponendo all’assaggio di un panel esperto lo stesso vino in bottiglia ed in lattina: nessuno ha notato la differenza. Vogliamo far capire al mondo intero che l’Italia non solo fa vini di qualità, ma è anche capace di presentarsi con una immagine innovativa». 

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Se il contenuto è fondamentale, altrettanto importanti sono il contenitore e le strategie di comunicazione. Proprio sull’essenza del “mood” si fonda Snaab, progetto ideato dall’imprenditore vitivinicolo del Lazio Paolo Carpineti: «L’idea è dare una percezione del vino diversa e più attraente – spiega –. La tradizione resta un punto di forza, ma troppe cose in questo mondo restano sempre uguali: con Snaab abbiamo deciso di rompere gli schemi. Il nome deriva dalla pronuncia americana del termine ‘snob’– senza nobiltà –, esattamente come molti definiscono il vino in lattina. Il progetto è complesso e ha richiesto una lunga analisi – continua il produttore – perché Snaab ha l’obiettivo ambizioso di diventare trendsetter e portare il vino dove non c’è mai stato, come gli store in cui sono presenti i marchi streetwear di tendenza che comunicano in modo diverso, anche irriverente, affine a Snaab, per scardinare l’approccio al vino troppo classico e legarlo a quello più impattante della moda».

Snaab rosé sparkling 

Due prodotti, Sparkling White e Sparkling Rosé, entrambe blend di autoctoni selezionati da piccoli produttori biologici disponibili in lattina, ma anche in bag e pochette da 1,5 e 3 litri. E una distribuzione insolita che, oltre a quello della moda, non trascura il segmento lusso dell’horeca, in special modo hotellerie e locali frequentati da una clientela giovane, educata al gusto e attenta alle tendenze. 

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Se Zai sceglie invece di puntare sugli store online, enoteche e pasticcerie, su un punto sono tutti concordi: il vino in lattina non conosce confini e ha davanti a sé un grande futuro. Uno studio dell’agenzia Grand View Research mostra come nel 2020 il giro di affari del mercato globale del vino in lattina è arrivato a contare 211,4 milioni di dollari, ed è prevista una crescita del 13,2% all’anno da oggi al 2028 (che vuol dire 571,8 milioni di dollari).  Nord Europa e Usa saranno i principali mercati attenzionati da Snaab, mentre Zai ha all’attivo Belgio, Olanda, Irlanda, Bulgaria ed Israele. E, a sorpresa, l’Italia. «Dopo 6 mesi siamo già al terzo investimento – confida Alberto Buratto –. Avevamo ideato il progetto per il mercato internazionale, non pensavamo che anche in Italia avrebbe avuto successo». 

Il Bollicino 

E invece… Prosegue la marcia trionfale del Bollicino, fresco di medaglia d’oro alla competizione californiana insieme a Fragolino sparkling e Lambrusco, tutti prodotti dall’emiliana Donelli Vini. “Bollicino è un vino leggermente frizzante a fermentazione naturale, prodotto in Italia con una selezione superiore di uve italiane. Rinfrescante e succoso, è un vino in lattina in versione tascabile da 20 cl, perfetto da portare in spiaggia o al campeggio” dichiara il responsabile marketing Riccardo Rampino.

Villa Francesca Merlot 

Infine, da Bologna, arriva il Merlot in lattina di Cantine Sgarzi Luigi: “All’interno dell’ampio portfolio prodotti – spiega Francesca Sgarzi – spicca il Villa Francesca Merlot Italia: 250 ml di vino rosso fermo di qualità ottenuto da uve Merlot. La sua fermentazione a temperatura controllata e il successivo affinamento in botte di rovere, permette un’estrazione di piacevoli note di frutti rossi, erbacee e di vaniglia ben equilibrate al palato con morbidi tannini. Un merlot deciso, secco, veramente ben bilanciato nonostante il volume alcolico. Il suo packaging in alluminio (familiare per Cantine Sgarzi che ‘inlattina’ vini e bevande da ormai 18 anni) si distingue per una linea grafica semplice e sofisticata. Con una elegante finitura opaca, si vuole proporre al pubblico italiano come pratica e moderata alternativa di qualità. Il prodotto è già distribuito con successo in diversi paesi come Cina e Corea, e secondo noi proprio grazie alla sua qualità potrebbe riscuotere un reale apprezzamento anche tra gli ‘early adopters’ di vino in lattina in Italia”. 

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