Virus discoteche aperte in Sardegna blitz della polizia in Regione

Virus, discoteche aperte in Sardegna: blitz della polizia in Regione

La Republica News
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CAGLIARI – Martedì l’apertura dell’inchiesta della Procura di Cagliari per epidemia colposa, ieri – a stretto giro – il blitz della polizia nella sede della Regione. Al vaglio della magistratura – dopo la discussa puntata di Report di tre giorni fa – l’apertura delle discoteche in Sardegna, con un’ordinanza dell’11 agosto, e soprattutto l’iter che ha portato al provvedimento. Cinque giorni di balli in pista che avrebbero contribuito alla diffusione dei contagi da Covid 19 a partire da metà estate. Poi la chiusura, per tutte le regioni che avevano scelto una linea simile, decisa dal governo nazionale, fatto salvo Ferragosto. L’inchiesta
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Ieri gli agenti della squadra mobile hanno acquisito gli atti del Consiglio regionale, nonché i pareri del Comitato tecnico scientifico. Sul via libera era stato infatti firmato un ordine del giorno dall’Assemblea (tranne M5s e Progressisti) sempre l’11 agosto sull’apertura, ma che sollecitava il parere degli allora quattro esperti, rimasti ora in due. Lo stesso presidente della Regione Christian Solinas aveva assicurato che nessun passo sarebbe stato fatto senza la loro consulenza. Eppure, come ha rivelato Repubblica.it, appena il 6 agosto c’era già un parere scritto via mail, ma negativo e ben argomentato. A questo – riferito, secondo la versione della Regione, a una bozza di linee guida regionali sempre sulle discoteche, poi non approvato – ne sarebbe seguito un altro pochi giorni dopo. Positivo, seppur dato da solo un membro, e mai reso noto. Nonostante le richieste di accesso agli atti dell’opposizione di centrosinistra. Non solo: da chiarire tutti i passaggi di quella manciata di giorni. E dello stesso 11 agosto con orari di discussione in Aula e firma dell’ordinanza che si accavallano. 
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All’esame completo dei documenti seguiranno, probabilmente, le interlocuzioni dei consiglieri. Nelle interviste sia Angelo Cocciu (capogruppo di Forza Italia), sia Giovanni Satta (Psd’Az) hanno espressamente parlato di pressioni e continue chiamate da parte dei proprietari dei locali vip in Costa Smeralda. Gli stessi in cui si sono poi sviluppati i focolai poche settimane dopo. L’inchiesta è stata affidata al procuratore aggiunto Paolo De Angelis (insieme ai pm Virginia Boi, Daniele Caria e Guido Pani).


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