Visco: “Da guerra in Ucraina ferite profonde”. Da Bankitalia 6,8 miliardi allo Stato

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MILANO – “L’invasione russa in Ucraina, oltre al dramma di lutti, violenze, distruzioni che reca con sé, è destinata a produrre ferite sociali ed economiche profonde”. Lo afferma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, nella sua relazione all’assemblea annuale dei soci di via Nazionale. Si tratta, afferma, “di una rottura drammatica del processo di integrazione economica e finanziaria internazionale che, se non risolta rapidamente in modo pacifico, potrebbe avere pesanti ripercussioni sull’approvvigionamento energetico dell’Europa, sull’inflazione, sulla domanda interna e sugli scambi internazionali. Non ultimo sul rispetto dei tempi della transizione energetica”.

“Nel Consiglio direttivo della Banca centrale europea (Bce) seguiamo da vicino l’evolversi della situazione, consapevoli della difficoltà di assicurare in un contesto così difficile il corretto funzionamento del mercato finanziario e l’ordinata trasmissione degli impulsi di politica monetaria e pronti ad attuare le sanzioni decise dall’Unione europea e dalla comunità internazionale”, si legge ancora nella sua relazione. Proprio guardando al percorso graduale di normalizzazione della politica monetaria, Visco ricorda la posizione dell’Eurotower: “Non vi saranno modifiche dei tassi di interesse ufficiali prima della fine degli acquisti netti effettuati in base all’APP (il programma di acquisto di titoli di Stato, ndr); successivamente si prevede che esse saranno graduali”.

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Venendo al bilancio di via Nazionale, la somma “complessivamente destinata allo Stato” fra utili e imposte del bilancio della Banca d’Italia per il 2021 raggiunge 6,8 miliardi di euro, spiega Visco. A fronte dell’utile netto di 5,9 miliardi (erano 6,3 miliardi l’anno prima) “l’utile residuo per lo Stato (dopo i dividendi ai partecipanti al capitale ndr) sarebbe pari a 5.565 milioni” cui vanno aggiunte “imposte di competenza per 1.236 milioni”.  Negli ultimi cinque anni l’importo cumulato allo Stato raggiungerebbe così 28,5 miliardi, oltre a imposte di competenza per 6,3 miliardi. I partecipanti al capitale (soci) della Banca d’Italia riceveranno “un dividendo di importo uguale a quello corrisposto negli ultimi anni, pari a 340 milioni, corrispondenti al 4,5 per cento del capitale”.

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