Visco: “Margini più limitati per gli interventi a sostegno di imprese e famiglie”. Giorgetti: “Manterremo impegni su debito e deficit”

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ROMA – La realizzazione “completa e senza ritardi” del Pnrr “potrà tradursi in un rafforzamento significativo del potenziale di crescita della nostra economia. A condizione che la “tassa” dell’inflazione non ci spinga “a ripetere gli errori di quaranta e più anni fa, quando al persistere dell’inflazione dovuto alla vana rincorsa tra prezzi e salari si associarono molti anni di disavanzi eccessivi, con la conseguenza ultima della crisi finanziaria e valutaria di cui ricorre in questi mesi il trentennale”. Il monito del governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco arriva alla Giornata Mondiale del Risparmio 2022, che l’Acri, l’associazione delle Fondazioni e Casse di Risparmio, celebra stamane a Roma all’Auditorium della Tecnica, in un “clima di incertezza”, come sottolinea nel suo messaggio il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Del ruolo fondamentale del Pnrr parla nel suo intervento anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “Queste ingenti risorse permetteranno di promuovere la transizione ecologica e digitale, rilanciare la crescita e rilanciare l’inclusione sociale, territoriale, generazionale e di genere”, afferma, ricordando che però “se il dispositivo per la ripresa e resilienza è la prima prova della consapevolezza europea di una reazione urgente davanti ai danni economici della pandemia, non si deve dimenticare che è in corso un ampio dibattito sul Patto di stabilità e crescita: auspicabilmente sarà adottata una proposta della Commissione Ue sulla revisione delle regole di bilancio”.

Giorgetti ribadisce che “il nuovo governo è orientato a confermare i propri impegni nei prossimi anni, per ridurre il deficit della Pa e il rapporto debito/Pil. Ma è anche convinto dell’urgenza di proteggere le famiglie, soprattutto le più deboli, dal rialzo della bolletta e dell’aumento del carrello della spesa, di difendere la competitività delle nostre imprese, anche alla luce delle ingenti misure di supporto annunciate da altri Paesi europei e non solo”.

Aspetto sottolineato anche dal presidente di Acri Francesco Profumo “Oggi l’ascensore sociale funziona solo in discesa. Il 42% di persone povere ha visto peggiorare la propria situazione rispetto a quella dei genitori. Gli italiani sembrano sfiduciati e non essere più in grado di rialzarsi. Sembra erosa la speranza”. E chi ha la disponibilità economica si guarda bene in questo momento così critico dall’investire i propri risparmi per far ripartire il Paese, e preferisce lasciarli sul conto corrente, come emerge dall’indagine Ipsos presentata dall’Acri venerdì: “In Italia appena il 5% del risparmio delle famiglie viene investito nel nostro Paese, contro il 14% in Germania e il 34% in Francia”, ricorda Profumo, sottolineando come la forte riduzione delle filiali di territorio abbia contribuito a questa situazione. Mentre invece con un’adeguata politica, il risparmio degli italiani potrebbe diventare “la risposta all’incertezza strutturale dei nostri tempi”.

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“La legge di Bilancio deve essere anche occasione per meglio tutelare il risparmio – ribadisce il presidente dell’Abi Antonio Patuelli – oltre che per limitare il debito pubblico che non deve crescere all’infinito, anche per non compromettere i complessi equilibri finanziari e gli stessi risparmi degli italiani”.

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Anche perché, ricorda Visco, “in seguito alla necessaria normalizzazione delle condizioni monetarie, il costo per il servizio del debito è destinato a salire. Ciò rende ancora più importante delineare un percorso realistico per proseguire la fase di graduale rientro dagli alti livelli del debito pubblico in rapporto al Pil avviato negli ultimi due anni”. “Sarebbe un segnale decisivo di credibilità per i mercati – sottolinea il governatore – che si tradurrebbe in premi per il rischio sovrano più bassi, contenendo l’onere di interessi e riducendo lo sforzo necessario per raggiungere gli obiettivi di bilancio”.

Senza che questo però impedisca al governo di intervenire a favore di famiglie e imprese per sostenere i costi dell’energia, anche se “i margini per l’erogazione di aiuti a famiglie e imprese saranno verosimilmente molto più limitati che negli ultimi due anni”, ma “possono essere ampliati con la riduzione di altre spese”. Visco auspica pertanto “interventi temporanei e mirati, destinati ai nuclei e ai comparti produttivi in maggiore difficoltà”, che “potranno contribuire a contenere la riduzione dei redditi reali e, per tale via, le pressioni sull’inflazione connesse con le richieste salariali senza compromettere l’equilibrio dei conti pubblici”.

E a proposito delle richieste salariali, Visco afferma che “il rialzo dei tassi ufficiali dovrà proseguire per attenuare il rischio che il persistere di un’elevata inflazione causata dal susseguirsi di shock di offerta si trasli sulle aspettative di famiglie e imprese, alimentando la dinamica dei prezzi e determinando aumenti più forti delle retribuzioni”. Tuttavia il ritmo di incremento dei tassi “non possono essere predeterminati sulla base di proiezioni o scenari precostituiti” e dovranno essere graduali, “valutando con attenzione l’adeguatezza dell’orientamento monetario sulla base delle evidenze che si renderanno via via disponibili”.

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