Vittorio Boiocchi, ucciso il capo ultrà dell’Inter: stava rientrando a casa a Milano quando gli hanno sparato

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Il capo ultrà dell’Inter Vittorio Boiocchi è morto in una sparatoria a Milano, nel quartiere di Figino. L’uomo, 60 anni, stava rientrando a casa quando è stato colpito da quattro o cinque colpi al collo e al torace. E’ stato trasportato in ospedale in codice rosso all’ospedale San Carlo, ma le sue condizioni erano apparse fin da subito molto gravi.

Boiocchi era un nome storico nel mondo ultrà. Vecchio sodale di Franchino Caravita, entrambi leader storici dei Boys dell’Inter: durante Inter-Udinese si presero a pugni per un coro cantato dagli ultrà in onore di Boiocchi che, dopo 30 anni di carcere (narcotraffico e rapina), si era riaffacciato in curva Nord. A prenderle era stato Caravita.

Pochi giorni dopo i due avevano postato una foto insieme, il dito medio alzato. Anche Cambedda è personaggio noto da molti anni alle cronache criminali visto che, nella seconda metà degli anni Settanta, partecipò alla clamorosa evasione da San Vittore organizzata da Renato Vallanzasca e negli anni successivi fece parte di diverse bande – come quella dei “lunghi coltelli” – mettendo a segno diverse rapine.

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