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Vittorio Colao, dalla task force di Conte al ministero del digitale

La Republica News
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ROMA – Vittorio Colao – classe 1961, nato a Brescia da una famiglia di origini calabresi – torna al capezzale dell’Italia per la seconda volta in neanche un anno. Il 10 aprile del 2020, l’allora premier Giuseppe Conte lo aveva voluto alla guida della task-force che avrebbe dovuto garantire la ricostruzione economica del Paese.

Operazione che non ebbe seguito, a dispetto di un Piano in sei obiettivi consegnato alla Presidenza del Consiglio a giugno del 2020.

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Adesso Colao torna in prima linea come ministro alla Innovazione tecnologica e alla Transazione digitale.

Forse nessun dirigente italiano ha mai raggiunto – come Colao – la guida di un colosso internazionale come Vodafone, che il manager bresciano ha trasformato da operatore telefonico classico in un gruppo multimediale integrato, raddoppiandone gli abbonati da 269 milioni a 536 milioni.  

Laurea in Bocconi, master in Business Administration ad Harvard, Colao ha mosso i suoi prima passi negli uffici londinesi della banca d’affari Morgan Stanley. Quidi il trasferimento alla McKinsey di Milano, per dieci anni. Infine l’approdo (nel 1996) in Omnitel Pronto Italia, il secondo operatore di telefonia cellulare italiano nato da una costola dell’Olivetti.

Colao e Omnitel cavalcano il boom della telefonia mobile: la società viene comperata prima dai tedeschi di Mannesmann, poi da Vodafone dove il manager italiano scala le posizioni manageriali. Diventa presto responsabile per l’Europa Meridionale, il Medio Oriente e l’Africa.

Colao a Downing Street, residenza del premier inglese (2018)  Colao ha fatto spesso la spola dalle Capitali straniere (come Londra) all’Italia. Nel 2004, ad esemoio, il gotha della finanza gli chiede di riportare la pace nell’azionariato di Rcs. Due anni e un mese dopo il manager lascia in polemica per l’acquisto della casa editrice Recoletos, che giudicava troppo cara.

Nel 2006 rientra in Vodafone, dove approda alla carica di amministratore delegato (nel 2008). Molte e significative le operazioni che segnano il suo mandato. Nel 2013, riesce a vendere (per 130 miliardi) la partecipazione in Verizon. Forte il suo impegno in un mercato emergente, quello indiano (dove realizza la fusione con Idea Cellular). Le acquisizioni delle attività televisive del  gigante del media Liberty – in Germania, Repubblica Ceca, Ungheria e Romania – portano Vodafone nel settore dei contenuti.

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Chiusa l’esperienza in Vodafone, è stato consulente di un fondo di private equity, General Atlantic. Quindi la task force di Conte. Infine l’incarico di ministro della svolta digitale, nella squadra di Draghi.

In gioventù, Colao ha frequentato la Scuola Alpini ed è stato anche tenente dei Carabinieri. Tra le passioni, la bicicletta. E la strada per realizzare un Paese pienamente digitale è certamente in salita.



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