Viviana e Gioele, a quasi un anno dalla morte le salme non ancora sepolte

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Non solo il mistero non è ancora risolto, ma non c’è davvero pace per Viviana Parisi e il piccolo Gioele. Undici mesi dopo la morte della donna e del figlioletto di 4 anni da Venetico, nel Messinese, madre e figlio non sono ancora stati sepolti, perché – denunciano il legali della famiglia – non è stata depositata la consulenza sulle cause della morte. Un ritardo sui tempi di 9 mesi, come denuncia l’avvocato Antonio Cozza a “Fanpage”: “Era stato chiesto un termine di 90 giorni per una consulenza e ne sono passati 330”.

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È passato, invece, un anno dalla scomparsa della dj di origini torinesi e del figlio Gioele, scomparsi nel nulla il 3 luglio scorso, dopo aver abbandonato l’auto sulla quale viaggiavano nell’autostrada Palermo-Messina. E poi ritrovati morti nelle campagne di Caronia a 500 metri dall’autostrada, dopo giorni di ricerche: 5 per trovare Viviana e 17 per Gioele. “Stiamo ancora aspettando che la procura si pronunci – ha detto  a Fanpage Daniele Mondello, marito di Viviana e papà del piccolo Gioele – spero solo che tutto questo tempo serva per far luce su ciò che è successo”.

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Dall’analisi dei risultati dell’autopsia si potrà finalmente fare chiarezza su cosa sia realmente successo in quella tragica giornata del 3 luglio. Anche perché la famiglia, che ha nominato una consulenza di parte, ha sempre respinto la tesi dell’omicidio suicidio. I ritardi sulla consulenza non sono stati gli unici a finire sotto accusa in questa vicenda. Nei giorni della scomparsa non erano mancate polemiche sui ritardi delle ricerche.

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E la procura di Patti aveva nominato un team di consulenti, formata da medici, ingegneri, antropologici e psicologici, per chiarire la dinamica del decesso di entrambi. “Auspichiamo che la famiglia possa celebrare un funerale”, chiede adesso l’avvocato Cozza. 

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