Vlahovic, la Juventus ha un nuovo leader: il riscatto dopo la pubalgia e le sirene di mercato

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TORINO — Nel pareggio con il Bologna, un passo indietro della Juventus rispetto a Udine, una delle poche conferme per Max Allegri è stato Dusan Vlahovic. Il serbo è il punto di riferimento, tecnico e motivazionale, per i bianconeri e per i tifosi: la pubalgia sembra ormai un lontano ricordo così come le prestazioni apatiche, senza spunti e mai pericolose per gli avversari. La vera differenza è anche la partecipazione al gioco della Juventus: non più un finalizzatore ma un centravanti completo nel suo modo di giocare.

Vlahovic, che partenza: un gol a partita

Il gol è sempre stato il suo pane quotidiano, con la maglia della Fiorentina e con quella della Juventus. Ma pur iniziando sempre bene le sue stagioni non mai era riuscito a colpire due volte consecutivamente nelle prime due uscite. Anche lo scorso anno, quando iniziò la stagione con la doppietta contro il Sassuolo, la seconda partita segnò un brusco stop a Marassi: zero gol, zero occasioni, nove palloni toccati. Serviranno conferme e soprattutto servirà resistenza da parte dei suoi muscoli, una tregua dalla pubalgia che l’ha limitato fortemente negli ultimi due anni. Tuttavia quello che ha confortato nelle prestazioni di Vlahovic, è stata la continuità, lo spirito con cui ha affrontato prima la difesa dell’Udinese, segnando un rigore e generando l’assist per Chiesa, poi quella del Bologna.

La Juventus non riesce a darsi un’identità da grande. Pazzesco il rigore negato al Bologna

Vlahovic, una prestazione da leader

La prova di Vlahovic è stata incoraggiante oltre che completa sotto ogni punto di vista. Oltre ai 27 tocchi di palla e ai 19 passaggi tentati, il serbo ha segnato un gol con un solo tiro in porta, un colpo di testa semplicemente perfetto per tempo, esecuzione, tecnica. I gol avrebbero potuto essere due se poco dopo l’inizio del secondo tempo Rabiot non fosse passato sulla traiettoria del suo destro in mischia: fuorigioco del francese e urlo di gioia soltanto rimandato. Ha sgomitato, lottato con Lucumi e con la retroguardia di Thiago Motta anche senza poter contare sull’apporto di Chiesa: se il centravanti ha giocato una partita solida e costante, l’esterno ha seguito la flessione del resto del gruppo per intensità e resa.

Vlahovic, cambio di passo rispetto al passato

L’estate di Vlahovic è stata complicata e movimentata esclusivamente per chi gli ruota intorno. Lui ha sempre anteposto la volontà di restare alla Juventus anche quando sembrava ormai a un passo lo scambio con il Chelsea che avrebbe portato Lukaku a Torino. Ha lavorato in silenzio, combattendo con gli ultimi residui della pubalgia e vedendo finalmente la luce: “Dusan sta meglio fisicamente, lo scorso anno era quello il problema – è stata la conferma di Landucci, vice di Allegri, a fine partita -. È migliorato, questa settimana l’ho visto meglio fisicamente, si è allenato con intensità e mi è piaciuto molto”. Sensazioni confermate anche in campo, dove ha scattato, ha disturbato l’impostazione dei bolognesi, ha segnato un gol (due considerando quello annullato) con un tiro in porta. Servirà continuità e non solo a breve termine, come accaduto lo scorso anno. Nel pareggio con il Bologna la conferma di Vlahovic è stata la miglior notizia per Allegri e per i tifosi bianconeri, ormai innamorati del loro centravanti.

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