“Voi a ballare e cantare, noi intanto…”. L’infermiere e la foto da incubo: come a marzo?

Libero Quotidiano News

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15 agosto 2020

Un duro sfogo quello di Marco Bellafiore, infermiere del Policlinico Umberto I di Roma, che su Facebook se la prende con i “negazionisti”: “L’ultima volta che ho avuto bisogno delle mutande di ricambio probabilmente avevo 3/4 anni e all’asilo ancora mi p*** addosso. Questa volta, dopo quasi 5 ore di turno bardato dentro che me so sudato pure l’acqua del battesimo, c’avevo le mutande talmente fraciche che da grigie so diventate nere. Veniteme a dì che è tutto ok, che non ce n’è coviddi, che stasera annamo a ballà. Intanto, a 30 gradi e con una tuta da centro dimagranti sobrino, ce stamo noi, non voi”. 

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Il post, che inizia con l’aggettivo “polemico”, prosegue: “Tanto che ve frega, mica mi capiterà di stare con un tubo in gola a c*** addosso mentre una macchina respira per me. Vai sereno zi, a te non capita. E se capita, ci sono gli s*** che per un indennità di quasi 100 euro (lorde) al mese, si fanno turni interi in stile palombaro grondando acqua tipo che ce poi fa rafting quando se levamo la tuta. Ma no, a te non capita, dai. C**otene delle regole. E intanto noi se respiramo la stessa aria calda dentro una mascherina per ore per i C**** vostri. Andate in vacanza va, che io ancora nn ce so andato. Sarà per questo che so un po’ polemico”. Il tema è quello che preoccupa il governo da giorni: la movida. I giovani infatti non si tengono più in casa e i contagi aumentano. Anche se stando ai dato, la maggior parte dei nuovi positivi è tutta gente straniera o che torna da viaggi all’estero.

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