Voli cancellati, anche EasyJet e Alitalia si adeguano al voucher: buoni invece dei rimborsi

La Republica News

Anche gli ultimi “virtuosi” hanno ceduto. EasyJet e Alitalia, due compagnie aeree che fino a poche settimane fa si erano distinte per aver continuato a rimborsare i clienti con voli cancellati a causa dell’emergenza Coronavirus, adesso forniscono solo un voucher. Significa che chi non ha potuto volare, non rivedrà più il denaro speso ma dovrà prenotare un altro viaggio entro un anno. Sono gli effetti – nefasti per i consumatori – della legge 27 del 2020, quella che ha convertito il decreto Cura Italia e che, all’articolo 88 bis, consente a tutte le compagnie di trasporto di emettere il buono in modo unilaterale, senza “alcuna forma di accettazione da parte del destinatario”. Una norma che, però, potrebbe avere i giorni contati dopo che Antitrust l’ha bocciata senza mezzi termini perché in contrasto con la normativa europea.La legge approvata dal Parlamento è una manna soprattutto per le compagnie aeree, che dall’inizio della pandemia hanno messo a terra quasi la totalità dei loro aeromobili con perdite misurabili in miliardi di euro e migliaia di posti di lavoro. La legge italiana trasforma così i clienti in una specie di “banca” per i vettori, che possono tenere in cassaforte i loro soldi senza erogare il servizio, almeno per il momento. Ma su questo testo si sono accesi i riflettori della Commissione europea, che ha già inviato una “lettera di incoraggiamento” a diversi Paesi, tra i quali l’Italia, per modificarne il testo e ristabilire la libertà di scelta tra buono e rimborso. E di rendere quest’ultimo più appetibile, ad esempio dando la possibilità di cederlo a terzi, di essere rimborsati se non si è volato nell’anno di validità e di proteggere i clienti dal rischio di insolvenza delle compagnie. Tutte caratteristiche assenti dai voucher emessi ai viaggiatori italiani. Anche perché la legge 27 non prevede nessuna di queste.Nello specifico, EasyJet ha iniziato a informare via mail i propri clienti da pochi giorni sottolineando che “la scelta dello strumento con cui effettuare l’eventuale rimborso del prezzo del biglietto ricade unicamente sulla compagnia”. E lo strumento, neanche a dirlo, è il voucher utilizzabile entro un anno. Contattata da Repubblica, EasyJet ribadisce che questa politica è conforme alla legislazione italiana” e si applica fino al prossimo 30 settembre. Il vettore britannico specifica che, chi non voglia cambiare subito il biglietto, riceverà un buono aggiuntivo di 10 euro che si somma a quello già maturato.Alitalia, sul suo sito, dà poco spazio alle interpretazioni. Chi ha avuto un volo cancellato riceverà un voucher nominativo (quindi, non cedibile a terzi) utilizzabile entro un anno dalla sua emissione. La compagnia di bandiera si era distinta, nei mesi scorsi, per aver restituito ai suoi viaggiatori 70 milioni di euro di biglietti per voli mai partiti, come ricordato dal commissario straordinario Giuseppe Leogrande davanti alla commissione Trasporti della Camera.RyanAir, un’altra compagnia che nell’era Covid ha garantito i rimborsi, non ha risposto alla nostra domanda, cioè se dopo l’approvazione della legge 27/2020 abbia cambiato linea, ma “alcuni clienti ci hanno informato che, dopo la promessa del cash da parte di RyanAir, quei soldi sono stati poi convertiti in voucher” spiega Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori (Unc), una delle più attive contro i voucher “obtorto collo”. E nei rari casi in cui una compagnia aerea riconosce il rimborso – è successo con Etihad – le agenzie di viaggio “si sono prese i soldi, girando al consumatore un voucher” aggiunge Dona, specificando che la pratica “è consentita dalla legge, che è stata scritta frettolosamente”. Una legge che, però, Antitrust si è già detta pronta a disapplicare se non verrà modificata.

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