Waiting the barbarians, vite portate alla distruzione o alla follia

Libero Quotidiano News

Giorgio Carbone
Nato a Tortona (Al) il 19 dicembre 1941. Laureato in giurisprudenza a Pavia. Giornalista dal 1971. Per 45 anni coniugato all’attrice Ida Meda. Due figli. Critico cinematografico (titolare) per “La Notte” dal 1971 al 1995. Per “Libero” dal 2000 a oggi. Autore di tre dizionari: Dizionario dei film (dal 1978 al 1990); Tutti i film (dal 1991 al 1999); Dizionario della tv (1993).
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24 settembre 2020

WAITING THE BARBARIANSRegia di Ciro Guerra. Con Mark Rylance, Johnny Depp e Robert Pattinson. Produzione  Gran Bretagna 2019. Durata: 2 ore e 5 (Dvd)
LA TRAMASe non è Il deserto dei tartari  di Dino Buzzati è pan bagnato. Anche  qui  una guarnigione sperduta ai confini dell’impero alla fine dell’800.  Dove i militari  si aspettano da un giorno  all’altro l’attacco dei tartari. Solo che qui i tartari arrivano davvero. Magari non arriverebbero, continuerebbero  a vagabondare nel deserto  se i  militari a scopo preventivo non torturassero e uccidessero tutti  i ‘barbari’ che capitano a tiro. Inutilmente  un funzionario  governativo  si adopera per una pacifica convivenza. Torturano anche lui.  Dopodichè  il capo delle truppe , un colonnello ambizioso e paranoico porta la guerra nel deserto.  Dove  i tartari, combattendo nel loro territorio  massacrano  agevolmente le truppe imperiali.
PERCHE’ VEDERLOPerché il film rivolta con bel vigore spettacolare le carte in tavola alla trama di Buzzati. Dove i militari consumavano le loro vite nell’attesa di una guerra che desse  senso alle loro vite.  Ma le guerre non hanno mai senso. Portano le vite alla distruzione o alla follia. Bel terzetto di attori. Da Mark Rylance (un grande di cui solo Il ponte delle spie ci ha rivelato tardivamente l’esistenza) a Depp e Pattinson che funzionano infallibilmente ogni volta che debbono  fare le carogne con faccia d’angelo.  



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