Washington blindata. Verso un insediamento tra barriere e divieti

Washington blindata. Verso un insediamento tra barriere e divieti

La Republica News
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WASHINGTON –  Il Congresso degli Stati Uniti sembra diventato una caserma: è stato invaso da soldati in divisa accampati nei corridoi attorno alle aule parlamentari, con pile di fucili automatici accatastati lungo i muri. Tutto il centro di Washington si è rapidamente trasformato in una zona di occupazione militare, con autoblindo ovunque, barriere di cemento, transenne sempre più alte e insormontabili a difesa di un perimetro allargato: non solo il Campidoglio e la Casa Bianca ma tutta l’area detta “The National Mall”, l’enorme spianata verde dominata dall’obelisco, è ormai off-limits per chi non faccia parte dell’imponente apparato di sicurezza.

L’arrivo di ventimila soldati della Guardia Nazionale, la militarizzazione della capitale in stato d’assedio, i divieti sempre più invasivi che si aggiungono al coprifuoco: tutto è pianificato per blindare e desertificare Washington nei quattro giorni di fuoco che ci aspettano. Dal 17 al 20 gennaio, da domenica all’Inauguration Day di Joe Biden, è il periodo che l’Fbi e il Secret Service considerano di massimo pericolo per la sicurezza nazionale e per l’incolumità dei leader.

È sull’arco di quei quattro giorni che diverse milizie e organizzazioni di estrema destra hanno chiamato a nuove insurrezioni, nuovi attacchi armati per impedire l’insediamento di Biden alla Casa Bianca. Lo stesso Biden ormai riceve aggiornamenti quotidiani sulla sua sicurezza da parte dell’Fbi e del Secret Service. La cerimonia solenne dell’insediamento viene ridimensionata di ora in ora, con restrizioni sempre più severe per escludere completamente ogni pubblico: che siano potenziali bersagli o potenziali terroristi. Biden ha rinunciato a viaggiare in treno dalla sua Wilmington – com’è solito fare – per il timore di attentati contro la linea ferroviaria Amtrak.

Bombe e cariche esplosive potrebbero essere la prossima arma delle milizie. La sindaca di Washington, Muriel Bowser, fa la sua parte rendendo quasi impossibile circolare: ampie zone della città vengono proibite al traffico, 13 stazioni della metropolitana saranno chiuse da oggi fino al 21, i parking saranno inaccessibili.

Dopo l’annuncio di Airbnb che ha cancellato tutti gli affitti nell’area metropolitana della capitale, i sindacati del personale alberghiero chiedono che anche gli hotel di Washington vengano chiusi per non esporre i dipendenti.

Le misure di sicurezza sono così estreme che si configura un altro rischio: i gruppi estremisti possono dirottare la violenza altrove, verso bersagli meno protetti. Tutte le Capitol Hill dei 50 Stati sono a rischio.

Il 6 gennaio delle aggressioni armate avvennero contro le sedi parlamentari e di governo negli Stati del Minnesota e di Washington (che è sulla costa settentrionale del Pacifico, all’estremo opposto rispetto all’omonima città).

I governatori di questi Stati, così come quelli del Kentucky, Michigan, Ohio e Wisconsin, si consultano quotidianamente per coordinarsi, visto il pericolo di attacco nelle rispettive capitali.

Non rassicurano le ultime rivelazioni sull’assalto del 6 gennaio, secondo cui alcuni parlamentari repubblicani avrebbero potuto fare da “talpa” per gli assalitori.



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