Xi Jinping ai funerali di Jiang Zemin loda la sua “opposizione ai disordini” dopo Tienanmen. E le esequie diventano la celebrazione del suo potere

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PECHINO – Giacca e cravatta nere, un grande crisantemo bianco appuntato al petto in segno di lutto, Xi Jinping ha reso omaggio all’ex segretario generale comunista Jiang Zemin, morto lo scorso mercoledì a 96 anni. Il leader cinese ne esalta le “giuste decisioni” che hanno garantito la sopravvivenza del Partito tra le “tempeste politiche” che ha dovuto affrontare. Xi elogia il grande vecchio del Pcc, ma il suo è un discorso per farsi vedere forte, in totale controllo di un Paese unito, e un messaggio pure ai manifestanti che nei giorni scorsi sono scesi in piazza in decine di città per protestare contro le sue politiche sanitarie sul Covid.

Alle dieci del mattino, per tre minuti, tutta la Cina si ferma. Silenzio. Dentro la Grande Sala del Popolo che affaccia su piazza Tiananmen – blindatissima per l’occasione – il Partito comunista mette in scena la cerimonia funebre in onore di Jiang: il corpo dell’ex presidente era già stato cremato ieri e portato al cimitero rivoluzionario di Babaoshan, qui a Pechino. In prima fila, in carrozzina, la vedova Wang Yeping. C’è la leadership di oggi e i grandi vecchi di ieri, come Wen Jiabao e Zeng Qinghong. Mancano invece l’ex braccio destro di Jiang, Zhu Rongji – che da tempo non si vede in pubblico – e Hu Jintao (alla cremazione al cimitero lunedì era però presente). Due grandi striscioni neri adornano la sala, con la scritta: “Il compagno Jiang Zemin, sinceramente amato da tutto il Partito, dall’esercito e dal popolo di tutte le etnie, vivrà per sempre!”. Sullo sfondo un grande ritratto dell’ex segretario, sorridente, con i suoi iconici occhiali.

Xi parla per un’ora. “Jiang è stato un grande leader, un grande marxista, un grande guerriero comunista”. Invita il Paese e il Partito a “ereditare la volontà di Jiang e a scrivere un nuovo capitolo del socialismo con caratteristiche cinesi”. Esorta i quadri del Pcc a stringersi attorno alla sua leadership e alla leadership del Partito tutta , affermando che quest’ultima è la speranza del Paese. Ha riconosciuto a Jiang, salito al potere subito dopo la strage di Tienanmen, di aver preso la “decisione giusta” nel contribuire a risolvere un periodo di “gravi disordini politici”. Se da un lato le osservazioni di Xi hanno ribadito il punto di vista del Partito sui fatti dell’89, dall’altro sono servite da monito alla luce delle proteste degli ultimi giorni. “Il compagno Jiang ha con fermezza sostenuto e portato avanti la giusta decisione del governo sulla sua netta opposizione ai disordini, difendendo il potere dello stato socialista e salvaguardando gli interessi fondamentali del popolo”. Dimostra la determinazione del Partito a far vedere che è unito e che la leadership ai vertici parla con una sola voce. Dopo quei fatti di oltre trent’anni fa il Partito è ben determinato, ad ogni modo, ad evitare che si ripetano crisi simili. 

“Il coraggio di combattere e di vincere è la grande forza spirituale del Pcc e della Cina”, ha detto Xi, citando le parole di Jiang: “Gli scontri e le lotte – all’interno e all’estero – tra i diversi sistemi sociali e le diverse ideologie, mettono sempre alla prova i membri del partito. Dobbiamo essere eroici per superare tutti i nemici. Gli uomini non possono piegare le nostre nobili teste”.

Si temeva che la morte di Jiang potesse costituire un momento di aggregazione in più, una spinta, per nuove manifestazioni. Piccole proteste ci sono state domenica notte all’università di Wuhan, altre questa notte in un ateneo di Nanchino, dove i ragazzi chiedono di poter tornare a casa e non stare più in lockdown dentro al campus. Ma complice la massiccia presenza della polizia nelle strade delle principali metropoli del Dragone e gli allentamenti delle restrizioni degli ultimi giorni, non si registrano al momento nuove manifestazioni.

A proposito di allentamenti. Novità importanti arrivano dalla capitale Pechino.  Non servirà più un test negativo per entrare in aeroporto, nei supermercati, nei negozi e negli uffici. Servirà ancora invece per bar, scuole, karaoke, palestre. “Pechino è pronta per tornare di nuovo alla vita” titola in modo trionfale il China Daily. La gente rimane abbastanza cauta: ci sono molte meno persone del solito sui mezzi, e soprattutto molti di più ora indossano le mascherine N95 e non più le chirurgiche. 

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