Zaki graziato da al Sisi, già oggi atteso in Italia. Meloni: “Gesto importante”

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La svolta è arrivata a metà pomeriggio e ha preso di sorpresa anche la famiglia di Patrick e la sua fidanzata, Reny, che non credevano alle notizie di una trattativa destinata ad una soluzione rapida. Con un decreto di grazia presidenziale, il presidente egiziano Abdel Fatah al Sisi ha messo fine alla vicenda giudiziaria di Patrick Zaki, concedendo allo studente dell’università di Bologna il perdono e aprendo in questa maniera le porte della cella dove era stato rinchiuso due giorni fa, un’ora prima che il tribunale di Mansoura annunciasse la sua condanna a tre anni di reclusione con l’accusa di aver diffuso notizie dannose per lo Stato.

Il prigioniero Zaki

A tarda serata Patrick si trovava ancora nel commissariato di Mansoura, dove era stato portato direttamente dal tribunale: ma la sua liberazione era attesa in tempi brevissimi dalla sorella e dalla fidanzata fuori dalle porte della prigione. Ad aspettarlo, oltre alle due giovani, i rappresentanti dei servizi segreti italiani a cui — secondo quanto fatto filtrare ieri — era stata affidata la missione di portarlo subito in Italia.

«Domani (oggi per chi legge ndr) Patrick sarà in Italia e gli auguro dal profondo del cuore una vita di serenità e di successi», ha annunciato ieri sera Giorgia Meloni in un videomessaggio. La premier ha poi ringraziato il presidente egiziano «per questo gesto molto importante». «Ho sempre riscontrato da parte sua attenzione e disponibilità», ha concluso.

Nessun commento sulle cause di una svolta tanto rapida, molto inusuale per i tempi lenti della burocrazia egiziana, ma che fonti del governo attribuiscono a una lunga trattativa iniziata sin dal primo incontro fra Meloni e al Sisi alla conferenza internazionale sul clima di Sharm el Sheikh a novembre. L’accelerazione a poche ore da un altro evento internazionale: il vertice sulle migrazioni che si terrà domenica a Roma, in cui l’Egitto avrà un ruolo di primo piano. Quale sarà il «tornaconto» — usando le parole di un diplomatico — che il Cairo porterà a casa dalla liberazione di Zaki, sarà forse più chiaro in quella occasione: investimenti per affrontare la brutale crisi economica che il Paese sta affrontando e aiuti economici sotto l’ombrello del piano Ue sulle migrazioni, probabilmente.

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Di certo, la legittimazione di un regime che dal 2016, anno del brutale assassinio al Cairo del ricercatore Giulio Regeni per mano di uomini della sicurezza dello Stato, è considerato alla stregua di uno “Stato canaglia” da larga parte dell’opinione pubblica e del mondo politico italiano.

Insieme a Patrick — scelta poco significativa per l’Italia ma molto importante per la situazione interna dell’Egitto — è stato graziato Mohamed El Baqer, avvocato di Alaa Abdel Fatah, il più noto attivista egiziano, una figura di primo piano per la società civile egiziana di cui da tempo le organizzazioni internazionali chiedevano la liberazione. El Baqer, 42 anni, era stato arrestato nel 2019 mentre era in visita al suo cliente: da allora il suo nome è stato in cima alle liste dei detenuti da liberare presentate dai governi occidentali e dalle organizzazioni internazionali al governo egiziano. «Mohamed al-Baqer e Patrick Zaki non avrebbero dovuto passare in cella un solo giorno per il loro lavoro in favore dei diritti umani: chiediamo la liberazione immediata delle migliaia di altre persone detenute in Egitto per ragioni politiche», ha detto subito dopo la diffusione della notizia di Hossam Baghat, presidente di Eipr e amico di lunga data di Patrick.

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L’annuncio della grazia a Zaki è stato accolto da un lungo applauso dei senatori di palazzo Madama. La segretaria del Pd, Elly Schlein, l’ha definita «una bella notizia». «Grazie alla politica estera del governo abbiamo dato un contributo decisivo per liberare questo giovane studente», ha twittato il ministro degli Esteri Antonio Tajani le cui missioni al Cairo in questi mesi hanno contribuito a rafforzare l’intesa politica su cui si è basata la trattativa.

Ieri sera al Cairo gli amici di Patrick hanno festeggiato fino a tardi. Una festa prevista da tempo, per celebrare il compleanno di Baghat. Che era stata cancellata due giorni fa alla notizia della condanna ma che è diventata doppia quando è arrivata la grazia. Tanta musica e tante risate. L’anteprima delle celebrazioni che ci saranno, non c’è da dubitarne, presto a Bologna.

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