Zerocalcare: “La destra si sta prendendo i posti di potere piazzando la sua panchina”

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Zerocalcare torna sul palco di Arena Robinson e in un dialogo con il giornalista di Repubblica Fabio Tonacci parla dei suoi lavori, ma anche di attualità, dal caso Cospito alla guerra. Zerocalcare e Tonacci si sono conosciuti a una manifestazione contro il 41bis ad Alfredo Cospito, durante una carica della polizia.

Sul caso Cospito, Zerocalcare ha scritto una striscia, La voragine. “Il tema più delicato è il regime carcerario  – racconta Michele Reich – questa cosa me l’hanno chiesta e visto che penso che sia una battaglia giusta mi è sembrato vigliacco tirarmi indietro anche se da sei mesi leggo  i commenti di chi mi dice che sono amico della mafia. Comunque rispondo qui: non sono amico della mafia” .

No sleep till Shengal racconta il massacro degli Ezidi.  Zerocalcare da sempre è vicino al popolo curdo. Per scrivere il graphic, Reich è partito nell’estate del 2021. “Quello che mi affascina è l’impegno per la parità di genere e la convivenza tra religioni diverse – racconta Zerocalcare – abbiamo attraversato paesi senza quasi vedere donne. Shengal è tutta un’altra cosa. Prima le donne non andavano a scuola, non sapevano leggere né scrivere. Adesso è pieno di donne, col velo, senza, che aprono caffetterie, cooperative, le ragazzine vanno a scuola”. Una delle frasi forti di Michele Reich è che “fuori dalla collettività, c’è solo mitomania”: “Sui social pensiamo di affrontare battaglie collettive ma l’avanzamento del ragionamento che si ha col confronto con le persone, è tutta un’altra cosa”.

Ma che aria tira in Italia, chiede Tonacci? “Quando sento teorie sulla sostituzione etnica non mi sorprendo sono temi sui quali una certa parte politica batte da anni. So che per gli intellettuali possono arrivare tempi duri, anche se io per fortuna vendo libri e vivo della benevolenza di chi se li compra. Quello che vuole fare la destra è riprendersi i posti di potere culturale, piazzando la gente che ha in panchina da ottant’anni. Ma purtroppo nel Paese non ci sono gli anticorpi perché, nell’alternativa di questi anni, la gente non ha riconosciuto altro che una spartizione di torte”.

Il 9 giugno uscirà la nuova serie Netflix, Questo mondo non mi renderà cattivo, dopo il successo di Strappare lungo i bordi. “Una storia che riunisce tante persone vere e tanti quartieri di Roma”. La giornata di Zero comincia alle 8,30. “Sei mesi all’anno comincio a lavorare alle 8,35 e vado avanti fino alle 16. Alle 16 vado in bagno, mangio una cosa frugale e lavoro fino alle 20,30. Quando sto lavorando, posso andare avanti fino a mezzanotte. Gli altri sei mesi sono di presentazioni: treni, disegnetti, incontri”.  

L’incontro si chiude con una riflessione sulla guerra in Ucraina: “Della guerra ho solo letto, non l’ho vissuta direttamente. E penso che tutti non possano parlare di tutto. Però conosco molta gente che sta in carcere in Russia e in Ucraina: ho conosciuto moltissimi antifascisti russi e quindi non posso avere nessuna simpatia per il regime di Putin. E conosco anche tanti attivisti ucraini. Quello che posso dire è che i fratelli miei sono in carcere sia in Russia sia in Ucraina”.

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