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Il decreto sui lavoratori esodati è pronto e riguarda una platea di 65 mila persone. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ai sindacati nel corso dell’incontro al ministero del Lavoro. Questa mattina il segretario della Cisl Raffaele Bonanni aveva invitato l’esecutivo alla responsabilità: “Spero che il governo si comporti in modo responsabile. L’esecutivo deve prendere atto che le leggi della Repubblica sono state stracciate e vanno ripristinate dando garanzie. Noi proponiamo il rispetto delle regole vigenti fino al 31 dicembre”.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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Volevo dedicare il mio spazio ancora una volta alle performances di Giuliano Ferrara in veste di ultras antisarkozysta. Anche perchè temo che “nel paese degli smemorati” molti abbiano dimenticato quella domenica di cinque anni fa – anche allora era il 6 maggio – quando dai microfoni di La 7 uscì un incredibile fuori onda che urlava l’ammirazione, l’entusiasmo, quasi un orgasmo, vissuto dal nostro di fronte al discorso del neopresidente.

Il 9 maggio del 1978 la mafia spegneva la voce di Peppino Impastato, che dai microfoni di Radio Aut aveva lanciato una sfida aperta ai padrini. Trentaquattro anni dopo, l’eredità del giornalista di Cinisi viene raccolta idealmente dal Giornale Radio Sociale e dal Forum del Terzo Settore, attraverso la campagna “Con la voce di Peppino”: un programma radiofonico in quattro puntate, in onda a partire dal 9 maggio, che usa lo stesso mezzo di Impastato per denunciare una realtà molto attuale nella lotta alle mafie: la difficile gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

Qui ad Atene noi facciamo così…” comincia con queste parole il celebre discorso di Pericle agli ateniesi sulla democrazia, tenuto nel 461 a.C. Dev’essere dovuto al fatto che qui in Sicilia, durante la colonizzazione, i greci non esportarono la democrazia se tuttora abbiamo difficoltà ad attuarla e la scambiamo con la sua caricatura, la partitocrazia.

Vi immaginate una piazza greca dove il più votato dei cittadini non venisse eletto per lo sbarramento della sua lista? Come si fa a favorire il sano ricambio politico se si spezzamo le gambe ai nuovi soggetti che si affaccciano alla vita pubblica? Eppure, è quello che sta succedendo in queste ore: il cittadino più votato, con oltre 3.000 preferenze, Riccardo Nuti del M5S, non entrerà in consiglio comunale per un pugno di voti.

E’ ancora guerra sul Lodo Mondadori, per cui pende in Cassazione il ricorso del gruppo della famiglia Berlusconi contro una sentenza di risarcimento danni da 560 milioni di euro. In campo è scesa Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e di Mondadori. “In una dichiarazione rilasciata durante un’intervista televisiva e riportata stamane da un quotidiano, l’ingegner De Benedetti non si lascia sfuggire, ancora una volta, l’opportunità di sintetizzare a suo totale uso e consumo la storia del Lodo Mondadori. E, ancora una volta, è una sintesi che non ha nulla a che fare con la realtà. L’ingegner De Benedetti confida evidentemente che, a forza di ripeterle, le ricostruzioni di comodo finiscano per suonare un pò più credibili”.

Via libera dell’Aula del Senato al decreto sulla golden share. Il provvedimento è stato approvato senza modifiche rispetto al testo arrivato alla Camera e diventerà legge. I voti a favore sono stati 246, nessun contrario e 20 astenuti. Lo Stato ottiene da oggi il diritto di esercitare poteri speciali nelle società che offrono servizi di interesse pubblico locale nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni. Il provvedimento estende i poteri di controllo alle aziende locali anche se soltanto dopo la loro eventuale privatizzazione. In pratica, tanto per fare un esempio, qualora Regione Campania o altri enti locali del territorio dovessero procedere a cedere a privati aziende di gestione delle reti idriche o dei settori di trasporti e energia sarebbero obbligati a concedere la golden share allo Stato.

Comandati nella giunta regionale della Campania ma solo se provenienti da Poste Italiane. La singolare proposta di legge, firmata dal consigliere regionale Luciano Schifone del Pdl, figura oggi all’ordine del giorno della prima commissione (Affari istituzionali) per l’esame e l’approvazione. Il provvedimento stabilisce che il personale comandato presso il commissariato di Governo introdotto con ordinanza numero 3849/2010 del presidente del consiglio dei ministri può essere immesso nei ruoli dell’amministrazione regionale, a domanda e nei limiti dei posti in organico, ma soltanto se appartenente a Poste Italiane. Il trasferimento dalla struttura commissariale alla regione era stato già autorizzato dall’ultima legge Finanziaria regionale ma senza fornire indicazioni specifiche. Che invece Schifone vorrebbe prevedere espressamente. Ma qual è l’ordinanza governativa alla quale si fa riferimento? Nello specifico si tratta del provvedimento di nomina di Mario De Biase, ex sindaco di Salerno, a capo di un organismo chiamato ad occuparsi, entro fine 2010, del completamento di tutte le iniziative necessarie al definitivo superamento dei contesti di criticità in
atto nei territori dei Comuni di Ischia (Napoli), frazione Pilastri, Montaguto (Avellino) e Nocera Inferiore (Salerno). Nella proposta di Schifone si fa riferimento, in particolare, all’articolo 2 dell’ordinanza, che impone di provvedere alla realizzazione degli interventi necessari al contrasto della situazione di grave criticità determinatasi nel Comune di Casamicciola Terme (Napoli) a seguito dell’alluvione del 10 novembre 2009.

Rendimenti sui BTP a 10 anni tornano al 5,62%. Tassi Spagna a 10 anni superano il 6%. Forti acquisti sui Bund, record dal 1990. Euro a minimi da 2008 contro sterlina: tonfo su indiscrezioni ritardo del pagamento del debito greco del 10 maggio da 5,2 miliardi. Sell off su Mediaset.MPS -7% dopo blitz Guardia di Finanza. Ftse Mib -1,18%. Nella foto spread PIIGS-GERMANIA da gennaio 2010 a oggi.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Borsa Milano riduce perdite, spread a 411

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Dubbi sulla ripresa. Mercati iniziano a scontare uscita di Atene dall’euro. Tartassate le banche. Euro ai minimi plurimensili sotto $1,2950. Caccia ai Treasuries, nonostante i tassi negativi se aggiustati all’inflazione.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Wall Street dimezza i cali, ma paga impasse Grecia

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Quotidiani

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In arrivo la stangata estiva: per il Codacons i balneatori aumentano l’ombrellone del 7,7% e del 4% il lettino. In compenso, però, non aumentano le pensioni e si riducono i redditi da lavoro. Aumenteranno di pari misura i canoni di concessione delle spiagge, che sono demaniali, cioè di tutti i cittadini? E gli introiti dei balneatori (anche per servizi di bar, ristorazione, fitto natanti, ecc.) saranno tutti dichiarati?

Lucio Flaiano

Pescara

E dove sta la novità, caro Flaiano (Flaiano? Pescara? Guarda caso, come il famoso Ennio, che a Pescara nacque il 5 marzo del 1910, ultimo di sette figli)? Ogni anno, caro Flaiano ma non Ennio, gli ombrelloni si riaprono e i prezzi automaticamente rincarano. Ogni anno il governo di turno si inventa una tassa, l’inflazione avanza di una tacca (se va bene) e l’euro ci mette un po’ di suo. E così ogni anno i commercianti (tutti, non solo i gestori degli stabilimenti balneari) reagiscono ritoccando i cartellini: lettini in vertiginosa ascesa, sedie a sdraio che sembrano poltrone Frau, pedalò spacciati per yacht, più bibite, caffè, gelati e panini dai prezzi stratosferici. A settembre, poi, sarà la volta della bolletta del gas o della luce. La benzina no, quella aumenta tutti i giorni. Tu mi tassi, io tasso il cliente. E la tintarella diventa un salasso. Un classico estivo, insopportabile almeno quanto gli insopportabilissimi infradito. E ora senta questa. L’ha scritta il lettore Giancarlo Ponzi: «La signora Maria senza volerlo ci ha fatto una lezione di economia. Ci ha chiesto quanti di noi (eravamo in 12) avevano programmato di comprare un paio di scarpe nuove (speriamo non infradito, ndr). Quattro di noi hanno risposto positivamente, ma tutti quanti abbiamo rimandato l’acquisto a tempi migliori. La conclusione della Maria è stata: se tutti hanno fatto come noi, la fabbrica di scarpe non assumerà operai, anzi prima o poi chiuderà. In poche parole: se non vi è pecunia, non vi sarà sviluppo, anzi sarà sempre più recessione». Ho un brutto presentimento: con tutti questi rincari, a fare il bagno quest’anno potrebbero essere i gestori degli stabilimenti balneari. Anche perché le spiagge cosiddette libere, libere soprattutto dai rincari, esistono ancora. E un ombrellone e una sedia a sdraio in qualche modo si rimediano sempre. Basta andare al mercatino. Una trentina di euro e la stagione estiva è salva. Scomoda, forse. Ma salva.

mattias.mainiero@liberoquotidiano.it

 

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