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L’altro ieri, in assenza di partite degli Europei, sono tornato a vedere l’Otto e mezzo di La7 e mi sono imbattuto in una serata interessante, “istruttiva” come si diceva una volta. C’era un solo ospite, insieme con Gruber e Folli, e queste sono le puntate migliori perché, senza battibecchi, senza “io l’ho lasciata parlare, ora lei mi lasci parlare”, viene fuori tutta la personalità dell’intervistato e si capiscono meglio le sue idee. Nel caso, si trattava di Renzi.

C’è il nulla osta della Regione per 146 nuove domande di incentivo a valere sul bando “Più sviluppo più lavoro”. Sbloccati fondi per quasi due milioni di euro con i quali sarà possibile immettere nelle aziende 274 lavoratori. Si consuma così un altro passaggio fondamentale del piano di rilancio dell’occupazione avviato a dicembre del 2010 con il piano “Campania al Lavoro”.

No alla soppressione del Tribunale di Ischia. Si è appena conclusa la manifestazione che ha visto protagonisti circa 300 avvocati dell’associazione forense dell’Isola Verde. I legali hanno protestato con striscioni e cartelli dalle 7 al porto dell’Isola contro la decisione del Governo di sopprimere (tra le 244 previste) la sezione distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli. Soppressione che diventerà operativa già dal 14 settembre prossimo, ossia alla conclusione del periodo di “ferie giudiziarie”. Agli avvocati in toga, alcuni di questi incatenati, si sono affiancati tutti e sei i sindaci dell’isola che hanno contemporaneamente indossato la fascia tricolore. “Anche noi sindaci, quali rappresentanti dell’intera cittadinanza isolana siamo stati presenti perché tutti siano sensibilizzati su questo problema”, afferma il primo cittadino di Lacco Ameno, Carmine Monti. “Perdere il tribunale ad Ischia – prosegue Monti – produrrebbe enormi disagi e diseconomie”. Il sindaco di Forio, Franco Regine, sottolinea: “Siamo indignati di come stanno trattando quest’isola che pure dà un rilevante contributo al Pil regionale”.

Il Comune di Napoli reperisce i fondi per il rimborso del 50 per cento della Tarsui 2011. “Con un emendamento sottoscritto da numerosi consiglieri, primi firmatari il capogruppo di Idv Franco Moxedano e quello di Fli Andrea Santoro, il Consiglio comunale “ha trovato il milione di euro necessario per finanziare il rimborso del 50 per cento della Tarsu 2011 in favore dei cittadini di Chiaiano, quale ristoro per la presenza della discarica in funzione per tutto lo scorso anno”.

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Dopo 27 ore ininterrotte di lavoro, il Consiglio comunale di Napoli approva il Bilancio di previsione 2012. Cosi’ il voto finale: 27 sì (Idv, Napoli è Tua, Federazione della Sinistra), 8 astenuti (Pd, Sel, Udc, Zimbaldi del Gruppo Misto), 1 no (Moretto del PDL Napoli). Non hanno partecipato al voto due consiglieri di ‘Napoli e’ Tua’, gruppo che sostiene il sindaco Luigi De Magistris

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Moody’s ha declassato i 5 principali istituti Usa: acquisti timidi nel settore dopo le perdite di ieri. Il declassamento ha coinvolto le 15 più grandi banche al mondo. Preoccupa il quadro macro. Euro tenta la risalita.

pubblicato da Wallstreet Italia
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Futures Usa in lieve rialzo: banche sotto i riflettori

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Non c’è pace per la Chiesa. Dopo il video scandalo del vescovo sudamericano al mare abbracciato a una donna, è la volta dell’Italia.

Missionario – A essere coinvolto è il padre fondatore della Comunità polesana missionaria di Villaregia, il veneziano Luigi Prandin, oggi 73enne e per anni in missione in Sud America. Il Vaticano ha disposto la rimozione dall’incarico, perché il prete si sarebbe macchiato di “gravi comportamenti immorali”. Avrebbe compiuto atti sessuali con alcune missionarie, che sarebbero avvenuti in sedi all’estero. Con lui ha subito la stessa sorte la cofondatrice della Comunità, la teologa Maria Luigia Corona, perché avrebbe saputo delle azioni del prete, ma ne avrebbe taciuto per evitare lo scandalo. La Comunità, fondata nel 1981, lavora soprattutto nei Paesi in via di sviluppo con attività di aiuto ai poveri e conta 14 case e oltre 500 mila simpatizzanti.

Scoperta – I vertici del Vaticano sarebbero venuti a conoscenza della vicenda dopo l’arrivo di alcune lettere anonime indirizzate al vescovo di Chioggia, monsignor Adriano Tessarollo, che ha poi informato i suoi sacerdoti, senza però spiegare i particolari più pruriginosi della storia. Dalla Comunità polesana trapelano pochi commenti: “Non possiamo dare né notizie ufficiali né ufficiose. Viviamo nella sofferenza, ma nulla è cambiato nella vita giornaliera”. Ma c’è ancora fiducia nei confronti dei fondatori: “Tanti santi hanno sofferto per calunnie e invidie, come padre Pio. Alla fine emergerà la verità. Spero che i calunniatori si pentano”.

Situazione in divenire – La Comunità in una nota ufficiale spiega che “in seguito a un’indagine approfondita del Pontificio consiglio per i laici sull’operato dei fondatori è stata decisa la loro rimozione a motivo di gravi comportamenti immorali di padre Luigi nei confronti di alcune missionarie maggiorenni, avvenuti in passato, di cui la fondatrice era a conoscenza. Il Pontificio incoraggia la Comunità missionaria di Villaregia a proseguire la sua azione evangelizzatrice. Questo invito si estende a tutti i volontari e i membri aggregati, impegnati nelle numerose attività di evangelizzazione e di solidarietà internazionale a favore dei più poveri presenti nei Paesi in via di sviluppo”. Nel frattempo il commissario pontificio Amedeo Cencini, sacerdote canossiano, è stato nominato per guidare la Comunità nel periodo di transizione.

Può succedere di essere l’unico passeggero. In tram, in bus, in uno scompartimento del treno. Ma se succede in aereo c’è qualcosa che non va. È il mistero dell’aeroporto di Salerno-Ponte Cagnano «Costa d’Amalfi», che dal 2007 a oggi è stato chiuso per tre volte. E per altrettante ha tentato di rimettersi in piedi. L’ultima impresa dello scalo «a soli dodici chilometri da Salerno», è di due giorni fa, quando sul primo volo diretto a Milano Malpensa era presente un solo passeggero. La colpa sembra sia stata del prezzo eccessivo del biglietto – 180 euro, più salato dell’Altà velocità – ma soprattutto del ritardo della campagna pubblicitaria: i cartelloni per i voli da Salerno per Malpensa sono apparsi solo due giorni prima delle partenze, il materiale per le agenzie di viaggio non è mai arrivato a destinazione, e le sponsorizzazioni da inviare a Milano, Olbia e Catania sono sparite nel nulla. Un altro mistero, visto che la Camera di Commercio di Salerno, in accordo con la Provincia (gestiscono la governance dello scalo dopo l’estromissione del Comune), aveva firmato una convenzione con un’agenzia di comunicazione. Che almeno un cliente l’ha raggiunto.

La storia – Sono tanti i misteri che avvolgono l’aeroporto, a cominciare dal fatto che «ufficialmente non c’è un ufficio stampa». Ce lo rivela al telefono un’imbarazzata segretaria che, alla richiesta di parlare con un addetto alla comunicazione spiega: «Di queste cose se ne occupa personalmente il responsabile amministrativo».  

L’aeroporto nacque nel 1926 come campo di fortuna creato dal Genio aeronautico, ma dal 2007 è adeguato per il traffico civile: quattro banchi check-in, due aree di imbarco, nastri bagagli e sale d’aspetto. I voli iniziano nel 2008 con la compagnia VolaSalerno, che rimane in quota dal 2 agosto 2008 al 18 dicembre dello stesso anno, quando c’è il primo stop dell’aeroporto. Il 27 luglio 2009 l’avventura riparte con la compagnia Air Dolomiti, che però termina i voli il 7 maggio 2010. Secondo stop. È poi il turno dell’Alitalia, che arriva con un carico di speranze  l’1 dicembre 2010 e vola via il 23 marzo 2012. Siamo al terzo blocco. Fino a mercoledì scorso, quando finalmente si è aperta la nuova era con le compagnie Skybridge AirOps, Air Dolomiti, Danube Wings. Primo volo per inaugurare la stagione estiva, e primo flop. 

Qualche cifra – Non servono tante parole, in questi casi parlano i numeri. Da quando esiste il Costa d’Amalfi è stato aperto – mediamente – tre mesi l’anno, per una spesa di tre milioni e mezzo di euro annui. In tutto è costato 100 milioni di euro. Nel 2011 ha accolto meno di 25mila passeggeri,  nonostante ciò ha circa sessanta dipendenti e una pista di un chilometro e seicento metri.  L’ultimo dato non è solo tecnico, è sostanziale, perché a causa della dimensione possono atterrare al massimo aerei da cento passeggeri, quindi non gli Airbus, per i quali ne servirebbe una da due chilometri e cento. Per questo il nuovo presidente del consorzio aeroportuale, il dimissionario assessore provinciale Antonio Fasolino, ha spiegato che «o si allunga la pista o si chiude». Per fare i lavori, però, servono altri 50 milioni di euro. 

Una follia? Bisognerebbe chiedere al neoministro alle Infrastrutture Corrado Passera, che a inizio giugno ha avuto un incontro con i giornalisti proprio davanti allo scalo chiuso. Lui, avendo a disposizione un volo di Stato, è partito senza problemi. «L’aeroporto di Pontecagnano va valorizzato e va integrato a quello di Capodichino – ha detto prima di imbarcarsi – Ho fiducia che questo scalo decollerà e avrà un ruolo importante in una visione integrata campana, legata anche allo sviluppo di Napoli». 

Sindaco furioso – Ottimismo che non riesce a condividere  il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che i salernitani amano più di Babbo Natale. Pochi giorni fa sulla sua pagina Facebook ha scritto: «L’aeroporto di Salerno è una delle esperienze più demenziali d’Italia. Da anni dico che si poteva fare un bando per affidarlo a un privato: si sono persi quattro anni e decine di milioni di euro solo per fare clientela. E ora pare che la Provincia voglia avviare una ricapitalizzazione per l’aeroporto». De Luca consiglia di «usare quei soldi per compensare i due milioni sottratti al Cstp» (l’azienda dei trasporti pubblici, ndr). Meglio restare coi piedi per terra. 

“La sconfitta della Moratti certo non ci ha fatto bene. Ma è stata soprattutto un sintomo di un clima politico generale che si andava deteriorando sempre più, non solo in Italia”. Giudica così, ad un anno di distanza, la sconfitta del sindaco uscente di Milano Letizia Moratti, l’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi, intervistato da Roberto Gelmini, nel suo libro “L’onestà al potere”, edito dalla casa editrice Marietti. “Ricordo che alle elezioni di medio termine – prosegue l’ex premier – tutti i governi europei in carica hanno subito gravi sconfitte”.

Riguardo all’operato della Moratti, Berlusconi la difende ma non nasconde di averla candidata nonostante ci fosse chi l’accusava di avere “problemi di comunicazione” e “un atteggiamento elitario”. “L’amministrazione guidata da Letizia Moratti – afferma Berlusconi – ha fatto molto per la città, anche sotto il profilo urbanistico e delle infrastrutture. Oggi chi viene a Milano vede una città in crescita, dopo decenni di immobilismo, con grandi realizzazioni e molti cantieri aperti. Abbiamo creduto fosse nell’interesse della città continuare quel percorso, pur consapevoli che il sindaco Moratti era accusato di avere problemi di comunicazione con gli elettori e un atteggiamento personale elitario”.

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