Notizie italiane in tempo reale!

Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

“Di certo in Romagna non si è attesa la Pasqua per fare la pulizia, pulizia, pulizia invocata da Maroni”. Gianluca Pini, segretario maroniano della Lega Romagna, conferma all’Adnkronos che a fine gennaio il capogruppo della Lega Nord di Forlì, Francesco Aprigliano, era stato espulso dal Carroccio per “indegnità”. Le ragioni, nero su bianco, sono state formalizzate solo venerdì scorso e tra le motivazioni scritte nel dispositivo adottato dal direttivo nazionale della Lega romagnola, in possesso dell’Adnkronos, si trovano accuse pesantissime nei confronti dell’ex capogruppo, considerato cerchista e braccio destro di Rosi Mauro quando lei era reggente in Emilia.

La procura di Bologna ha aperto un’inchiesta sui conti della Lega Nord. Dopo Milano, Napoli e Reggio Calabria, anche nel capoluogo emiliano romagnolo c’è un fascicolo sul Carroccio.

Per ora è conoscitivo, senza indagati né ipotesi di reato, e si incentra sulle recenti dichiarazioni dell’ex tesoriera della Lega Nord bolognese cacciata dal partito nel 2009, Carla Rusticelli, che ha parlato di pagamenti in nero e bilanci falsi.

Il procuratore aggiunto Valter Giovannini, d’accordo con il procuratore capo Roberto Alfonso, affiderà l’indagine a un pm del pool reati finanziari, che dovrà far luce sulle eventuali irregolarità nella gestione dei soldi pubblici in mano alla Lega Nord bolognese. Dopo lo scandalo a livello nazionale, infatti, anche gli ex del partito hanno iniziato a parlare.

La tensione sul mercato dei titoli di stato italiani aumenta: il differenziale tra i rendimenti balza del 5% circa. Rendimenti BTP decennali in rally al 5,58%. E’ corsa sui bund tedeschi, tassi ai minimi storici. I TITOLI PEGGIORI DEL FTSE MIB.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Borsa Milano -2,4%, alert spread a quota 391

Uno schiaffo ai contribuenti in tempo di crisi. Gianfranco Fini, presidente della Camera, porta a casa ogni mese più di 20mila euro. Oltre al considerevole stipendio da deputato (16mila euro), accumula una serie impressionante di benefit che spettano solo alle alte cariche di Montecitorio. La lunga lista di privilegi è stata stilata da ItaliaOggi: ci sono 4223 euro di indennità d’ufficio e un ulteriore rimborso di 154 euro per le spese telefoniche. Alla voce “Prerogative” c’è poi un cosidetto “plafond illimitato”, una sorta di lasciapassare senza fondo per altre spese. E questa voce risulta particolarmente strana, visto che Fini ha uno staff personale di tredici persone.

I benefit di Rosy Bindi e Buttiglione – Insomma, oltre a indennità parlamentare, diaria e rimborsi vari, il Presidente della Camera ha diritto a una marea di privilegi. Non è l’unico. Insieme a lui ne usufruiscono i vicepresidenti (quattro), i questori (tre), i deputati segretari (tredici). Quindi anche Rosy Bindi, Antonio Leone, Maurizio Lupi e Rocco Buttiglione hanno le spalle coperte da un’indennità d’ufficio da 2815 euro e l’accesso a un fondo di rappresentanza di 12.911 euro all’anno. Come se non bastasse i piani alti della Camera usufruiscono di franchigia postale, telefonini e auto di servizio. La crisi per loro non esiste.

Emma Marcegaglia torna alla carica spiega che il taglio della spesa pubblica deve esserci ma prima serve “una riduzione della pressione fiscale su lavoratori e imprese. Penso – ha aggiunto il leader di Confindustria – che il governo si debba porre il problema serio di abbasasre le tasse”, ha sottolineato a margine di un incontro con gli industriali di Rovigo. Quella di Emma è stata una risposta a quanto dichiarato in precedenza nella mattinata da Piero Giarda, il ministro per i rapporti con il Parlamento, secondo il quale il risparmio sulla spending reviwe non servirà per abbassare la pressione fiscale ma per evitare il peggioramento dei conti pubblici. Da Giarda, insomma, è arrivata l’ennesima conferma: il governo tecnico di Mario Monti non ha la minima intenzione di ridurre le tasse.

“Troppe tasse” – Marcegaglia ha poi rincarato: “Credo che il tema delle tasse in questo Paese sia molto serio. Il taglio della spesa pubblica deve esserci, una parte capisco serva per l’obiettivo dell’azzeramento del deficit del 2013, ma questo Paese deve fare un piano per la riduzione della pressione fiscale, soprattutto su lavoratori e imprese perché le tasse pesano per il 45% sul Pil e su chi paga le tasse per un 60 per cento”. Secondo la leader di viale dell’Astronomia la pressione fiscale in Italia è “a uno dei livelli più alti in Europa e così è molto difficile fare crescita, consumare, fare investimenti”.

È online dal 4 aprile uno spot contro la pirateria digitale prodotto da Fimi Confindustria, assieme a Cci (Confindustria Cultura Italia), Fpm (Federazione Antipirateria), Fa (Federazione degli Autori) e la Siae (Società Italiana Autori e Editori).

In un ambiente buio in cui si intravede uno specchio, appaiono uno dopo l’altro, a malapena illuminati da un lato, i mezzi busti di Franco Battiato, Caterina Caselli, Ludovico Einaudi, Mario Lavezzi, Mauro Pagani, Gino Paoli, Enrico Ruggeri, Ron e Roberto Vecchioni. Tutti ci guardano di tre quarti e dall’alto in basso, con la faccia serissima: alcuni esprimono preoccupazione (Lavezzi, Ron, Einaudi), altri una tristezza angosciante (Vecchioni, Paoli, Battiato), altri ancora si abbandonano a smorfie di disprezzo e sorrisetti beffardi, come se stessero per fregarci (specie Caterina Caselli e Ruggeri, ma pure Ron e Pagani ci cascano).

Ho ripreso uno spaghetto vedendo che la zuppiera piena di pasta stava per scivolare di mano a chi, così amorosamente, aveva insistito per farne comunque due fili.
C’era stato chi, per prudenza, aveva giustamente suggerito di saltare quel primo di pasta. Ma l’occhio triste, sia mio che di qualcun altro, e la promessa di cuocerne solo un mezzo chilo per 7 persone, aveva convinto tutti a non perdersi in dubbi.
Il pranzo di pasquetta è così potuto iniziare con un Casatiello, normalmente armato delle sue uova (sennò sarebbe stato un Tortano), preparato, come quasi tutto, dalle benedette mani della mia consuocera. Subito dopo è arrivato un Gattò di patate perfetto e una pizza di scarola con olive di Gaeta, capperi, uvetta e pinoli con qualche acciuga sfilettata che avrebbe potuto partecipare al campionato del mondo e vincerlo. Qualcuno aveva portato anche dei discreti carciofini sott’olio appena preparati che hanno fatto il loro gioco nell’attesa che la Santa pasta, maccheroni rigirati con un ragù napoletano di carne, arrivasse sobbalzando in tavola. Poi, come sorbetto, qualcuno aveva comprato una torta umbra con il formaggio, che è parsa a tutti particolarmente buona, almeno fina a quando un agnello ciociaro Arcinazzo, regalo di un amico fidato, non è apparso arrosto in forno nella più assoluta e straordinaria semplicità. Lì ho dovuto far forza a me stesso per non tentare il suicidio, fermandomi al secondo tocchetto di coscio più due grasse e meravigliose costoline. Il tutto era accompagnato da zucchine fritte e rimesse in scapece, con aceto, olio e foglioline di menta. Per finalino uno splendido provolone Recco strapiccante e due romanissime Coppiette di carne di maiale con cui bere ancora un goccio del buonissimo Shiraz del Casale del Giglio 2010. Infine sono arrivate in tavola uova di cioccolato, colombe e un  americanissimo cheesecake di arance amare che un pazzo aveva voluto aggiungere a questo pranzo assolutamente e generosamente Napoletano.

Anders Breivik è penalmente responsabile per la strage di Oslo dello scorso luglio nella quale uccise 77 giovani che stavano partecipando ad un campo estivo del partito laburista norvegese. Una nuova perizia psichiatrica lo definisce perfettamente “sano di mente” e quindi in grado di affrontare il processo a suo carico.

Precedentemente, lo scorso novembre, una prima perizia lo aveva considerato incapace di intendere e volere perché affetto da ”schizofrenia paranoide”. Il fondamentalista cristiano continuerà quindi ad essere mantenuto in custodia presso il carcere di massima sicurezza di Ila, a pochi chilometri dalla capitale norvegese.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

Clicca qui per leggere l’articolo completo

Ha rifiutato di servire il caffè ad un nordafricano e per questo motivo è stato denunciato dal cliente ai Carabinieri per razzismo. E’ accaduto in un bar di Padova, nel giorno di Pasqua, dove un marocchino di 47 anni si era recato per chiedere un caffè. Il barista si è rifiutato di servirlo spiegando che il gestore aveva imposto ai dipendenti una regola ben precisa. Non servire consumazioni ai clienti nordafricani a causa di una lite che era avvenuta la sera prima all’interno del locale. Le rimostranze del cliente non sono bastate neppure quando è ritornato una seconda volta in compagnia di altri due amici. A questo punto, l’immigrato ha chiamato i Carabinieri ai quali il gestore ha confermato la decisione di non servire nulla agli avventori nordafricani.  Per lui è scattata quindi la denuncia per atti di razzismo.

Ha rifiutato di servire il caffè ad un nordafricano e per questo motivo è stato denunciato dal cliente ai Carabinieri per razzismo. E’ accaduto in un bar di Padova, nel giorno di Pasqua, dove un marocchino di 47 anni si era recato per chiedere un caffè. Il barista si è rifiutato di servirlo spiegando che il gestore aveva imposto ai dipendenti una regola ben precisa. Non servire consumazioni ai clienti nordafricani a causa di una lite che era avvenuta la sera prima all’interno del locale. Le rimostranze del cliente non sono bastate neppure quando è ritornato una seconda volta in compagnia di altri due amici. A questo punto, l’immigrato ha chiamato i Carabinieri ai quali il gestore ha confermato la decisione di non servire nulla agli avventori nordafricani.  Per lui è scattata quindi la denuncia per atti di razzismo.

Archivi