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Non sai quando parti. Non sai quando (e se) arrivi. Sai soltanto che viaggerai malissimo, stritolato come una sardina, mentre accumuli ritardi, causati dalla continua soppressione di decine di corse senza preavviso. E’ la Circumvesuviana, bellezza. La ferrovia che collega un’area metropolitana di due milioni di abitanti a Napoli e provincia è vicina al default. E sono a rischio servizi di trasporto essenziali per un esercito di decine di migliaia di lavoratori pendolari e di studenti.

Domenico Palmieri, capogruppo di Liberi per il Sud nel Consiglio comunale di Napoli, propone di esentare dal pagamento dell’Imu le famiglie con reddito inferiore ai 30 mila euro lordi l’anno e che hanno stipulato un mutuo per l’acquisto della prima casa. “Chiederò ai colleghi del Consiglio comunale – avverte Palmieri – di sottoscrivere con me un ordine del giorno, da presentare in occasione della prossima manovra finanziaria che mi auguro arrivi al più presto in Aula, che preveda l’esenzione dall’Imu per i proprietari di prima casa con reddito inferiore ai 30mila euro”. Nel 2011 (fonte Federconsumatori) circa 10 mila famiglie campane hanno avuto difficoltà nel pagare i mutui (fonte: Federconsumatori) è necessario scongiurare la più che probabile possibilità di esproprio della casa ai danni di chi a Napoli fa già fatica ad arrivare a fine mese.

Il giudice del lavoro ne dispone la reintegra d’urgenza, ma le viene negato l’accesso: è quanto accade stamani a Paola Rotondo, terapista della riabilitazione, uno degli operatori sanitari del sistema carcerario napoletano che si sono trovati tagliati fuori dall’inizio di quest’anno, senza alcuna comunicazione formale. La terapista è in servizio presso l’Ospedale psichiatrico giudiziario (in sigla Opg) e stamani si è recata al centro di salute mentale dell’Ospedale San Paolo, da cui dipende l’Opg. Ma l’accesso le è negato malgrado la sentenza di reintegro pronunciata a seguito del ricorso d’urgenza promosso dall’avvocato Patrizia Kivel Mazuy, legale dei professionisti del settore sanitario rimasti senza lavoro. “A questo punto – spiega l’avvocato – agiremo anche penalmente, considerato che non si ottempera a un’ordinanza della magistratura. Alla dottoressa Rotondo – continua l’avvocato – è stato negato l’accesso sostenendo che il presidio sanitario dal San Paolo era ancora in attesa di disposizioni, malgrado la sentenza favorevole”. Nelle scorse settimane il magistrato Laura Liguori, della sezione lavoro del Tribunale di Napoli, aveva già ordinato la riammissione in servizio della farmacista Vincenza Iannace (in servizio al carcere di Poggioreale e all’Ospedale psichiatrico giudiziario di Secondigliano), condannando la Asl Napoli 1 alle spese di giudizio, accogliendo dunque il ricorso d’urgenza presentato ai sensi dell’articolo 700 del codice di procedura civile. Ora questa pronuncia è stata impugnata. “E noi, da parte nostra – aggiunge l’avvocato Kivel Mazuy – abbiamo già impugnato altri due provvedimenti con cui altrettante istanze di reintegro al lavoro sono state invece respinte”. La normativa con la quale è nato il rapporto lavorativo dei medici carcerari napoletani, interrotto dalla Asl Napoli 1 all’inizio del 2012, è quella prevista dalla legge 740 del 1970, un testo che consentiva l’attribuzione di incarichi e convenzioni con medici per prestazioni sanitarie in carcere “in regime di convenzione”, precisa il legale dei sanitari che aggiunge, “per questi tipi di rapporto lavorativo regolati dalla legge 740 non è previsto alcun termine”. In effetti nelle altre carceri della Campania i sanitari con lo stesso tipo di rapporto di lavoro sono rimasti a svolgere la loro regolare attività anche all’inizio di quest’anno. I ricorsi secondo l’articolo 700 del codice di procedura civile sono stati presentati anche per evitare che il consolidarsi dei rapporti con i sanitari delle guardie mediche, utilizzati da gennaio in sostituzione dei professionisti messi da parte, possa ulteriormente pregiudicare la posizione lavorativa di coloro che erano in servizio fino al 2011.

Ci sono cinque aree della Campania, due delle quali napoletane, sono tra i 57 siti di interesse nazionale (Sin) che il ministero dell’Ambiente e il Governo puntano a recuperare a reindustrializzare. Tra i principali Sin da bonificare del territorio campano figurano Napoli Est, con particolare riferimento per l’insediamento della ex raffineria Mobil, e Bagnoli nella zona delle dismesse acciaierie e dello stabilimento Eternit. Dal 2011 a oggi lo Stato ha investito 2,2 miliardi di euro per ripristinare le condizioni ambientali originarie nelle aree interessate e si appresta a spendere una somma almeno della stessa entità per garantire la conclusione degli interventi. Gli interventi in favore della Campania interessano anche Pianura (Napoli), dove è prevista la bonifica del sito che ha ospitato la discarica dei rifiuti urbani negli anni scorsi, il bacino del fiume Sarno, interessato da inquinamento causato da sversamento di sostanze chimiche da parte delle industrie conciarie, e litorali Domizio Flegreo e Agro Aversano. In quest’ultimo caso l’attività si concentra sulla individuazione delle aree nelle quali sono depositati rifiuti smaltiti illecitamente della criminalità organizzata. Tutti questi siti saranno recuperati e destinati a insediamenti produttivi compatibili con i singoli contesti ambientali. Si partirà da Porto Marghera: lunedì 16 aprile il ministro dell’Ambiente Corrado Clini firmerà a Venezia il primo accordo di riqualificazione.

Autocertificazioni, istruzioni per l’uso. Una circolare dell’Inps (Istituto nazionale previdenza sociale) chiarisce la portata delle nuove norme in materie dettate alla fine dello scorso anno con la legge n. 183 del 2011. La legge sancisce il criterio dell’acquisizione d’ufficio, da parte dell’amministrazione procedente, delle informazioni necessarie allo svolgimento dell’istruttoria e ribadisce che non soltanto è imposto alle amministrazioni pubbliche l’assoluto divieto di richiedere al cittadino dati o elementi dei quali abbiano la diretta disponibilità ma, laddove questi siano detenuti da altre amministrazioni, gli enti pubblici hanno anche l’obbligo di acquisirli d’ufficio, attraverso collegamenti telematici alle banche dati. Obbligatorio dunque il ricorso al canale informativo. Di più, le Pubbliche amministrazioni non solo non possono più richiedere certificati o atti di notorietà, ma anche accettarli. L’Inps, con la circolare appena emanata, fornisce le prime istruzioni organizzative e operative prevedendo, ad esempio, l’apertura di appositi uffici per gestire, e garantire la fornitura dei dati. Il nodo che ora si presenta è quello della interoperabilità tra i sistemi informativi. La parola d’ordine è integrare le funzioni tra le diverse amministrazioni pubbliche, semplificare i processi di lavoro, snellire le relazioni con gli utenti e ridurre il costo complessivo degli adempimenti burocratici a carico dei cittadini e delle imprese.

Recupero e riutilizzo delle aree industriali dismesse da almeno 24 mesi: è in dirittura d’arrivo la proposta bipartisan firmata dai consiglieri regionali del Pd e da Pietro Foglia dell’Udc. Scade questa settimana il termine per la presentazione degli emendamenti deciso in seduta congiunta dalle Commissioni terza (Attività produttive) e quarta (Urbanistica) chiamate ad esaminare la norma che punta a introdurre nella legislazione regionale meccanismi di riconversione dei suoli per nuove attività.

Gli incentivi alle rinnovabili dovranno essere rivisti, per arrivare a una gestione “meditata”. A dettare le linee della revisione del sistema di aiuti alle fonti energetiche alternative è il ministro per le Politiche agricole Mario Catania. “Siamo usciti da un periodo pluriennale di gestione ‘non meditata’ sulle politiche rinnovabili caratterizzata da una incentivazione indiscriminata che ha finito per danneggiare la realtà agricola – come nel caso del fotovoltaico a terra – e che ha pesato sulle bollette di famiglie ed imprese – dice catania -. Ora ci deve essere una correzione di linea”.
Dopo aver tolto il nuovo fotovoltaico, “una pratica chiusa”, occorre per Catania una “rimodulazione” dell’incentivazione, per esempio accrescere la renumerazione per i sottoprodotti e ridurre invece la capacità attrattiva degli incentivi per i terreni coltivati per la produzione energetica. “Il trasferimento di materie prime per fare energia non sarebbe una bella scelta ambientale”, conclude Catania.

Via libera della Commissione Giustizia della Camera al disegno di legge relativo alle nuove disposizioni in materia di separazione giudiziale tra i coniugi. Il testo disciplina il cosiddetto “divorzio breve”. Il provvedimento, due soli articoli, consiste nell’accorciamento dei tempi per lo scioglimento del matrimonio da tre a un anno (due in presenza di figli minori) e prevede anche che la comunione tra marito e moglie si sciolga nel momento stesso in cui il magistrato autorizzi la coppia a vivere separata. Il testo licenziato dalla Commissione è atteso per l’esame in prima lettura dell’Aula di Montecitorio a maggio.

Imposta comunale sugli immobili: mentre resta irrisolto il nodo della tassa sulle proprietà immobiliari agricole le amministrazioni locali possono invece contare sullo slittamento dei termini, dal 30 giugno al 30 settembre prossimi, per il calcolo delle maggiorazioni da applicare al tasso base (4 per mille per la prima casa e 7,6 per mille sulla seconda abitazione). Aliquote che saranno applicate a conguaglio a dicembre dunque in base ai rincari decisi dalle singole amministrazioni. E’ quanto prevede un emendamento al decreto fiscale (n. 16 del 2012), votato al Senato. Il ruolino di marcia della norma prevede l’applicazione, a partire dal 16 giugno, delle aliquote minime (fissate allo 0,4 per cento per la prima casa e 0,76 per la seconda), per poi introdurre a partire dal 30 settembre gli inasprimenti decisi in sede locale. Accolta dunque in Parlamento la proposta del differimento dei termini richiesta dall’Anci (Associazione Comuni italiani) motivata per avere il tempo di valutare il gettito in sede di dichiarazione dei redditi e il fabbisogno residui a fronte dei tagli dei trasferimenti statali. Del resto i Comuni, alle prese con la chiusura dei propri bilanci, non hanno ancora avuto il tempo di deliberare in materia di aliquote. Quel che è certo è che, per stessa ammissione dell’Anci sulle seconde case si abbatterà una vera e propria stangata con maggiorazioni del 100 per cento e oltre (il 50 per cento del tributo resta all’amministrazione centrale). Il testo presentato in Senato contiene anche un’altra novità, a garanzia delle finanze pubbliche: l’esecutivo si riserva la possibilità di rimettere mano alle aliquote minime e alle detrazioni a luglio, dopo aver verificato l’entità del gettito della prima rata.

I titoli di Cupertino tengono a galla l’hi-tech. Nel 2012 la borsa Usa ha fatto meglio di Cina (+3%) ed Europa (+9%), con un rialzo del 13% che ha portato l’S&P ai massimi di 4 anni. Euro azzera le perdite.

pubblicato da Wallstreet Italia
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