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Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Il denaro non costa uguale per tutti. E non è una questione internazionale che sa di spread, bce e cose simili, ma un tema squisitamente domestico. In Italia, è un dato di fatto, ci sono prestiti e prestiti, debitori e debitori, interessi e interessi. Il signor Bambilla sul finanziamento da 1 milione di euro per la sua fabbrichetta brianzola, per esempio, paga almeno il 6% di interessi, ovvero 60mila euro. A qualcun altro, invece, la stessa somma costa molto meno: si va da uno sconto minimo che porta gli interessi a 55mila euro a un massimo che li fa scendere a 20mila euro. Gli esempi non mancano, con una matrice comune: lo sconto è piu alto dove le somme in gioco sono talmente grosse da mettere in difficolta la banca in caso di insolvenza.

Continua l’effetto post-Draghi. Tassi BTP sotto il 5,10%, minimo 5 mesi. Tassi spagnoli sotto il 6%. Forti rialzi per Mediaset e Mps. Dubbi sull’efficacia a lungo termine del piano Draghi ma Goldman Sachs: politici e Bce “impegnati in una sorta di Stati Uniti d’Europa”. Chart eur/usd.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Borsa Milano: ancora buy, turbo euro. Verso quota $1,28

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Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

di Glauco Maggi

Obama è sicuramente stato un vero campione delle cause liberal, quelle più di sinistra, nel suo primo mandato. Coloro che avevano previsto che, dopo la batosta del 2010 alle elezioni di medio termine, avrebbe copiato il “maestro” Bill Clinton e si sarebbe messo a lavorare, pragmaticamente, con la neo-maggioranza repubblicana alla Camera per far ripartire l’economia, hanno preso un abbaglio solenne. L’uomo era ed è ideologicamente molto orientato a sinistra, e il bilancio che si può trarre sul terreno della “guerra culturale sui temi sociali” che ha scatenato contro i conservatori è ricco di risultati positivi, per lui. Per esempio, le nozze omosessuali sono diventate ormai un fatto accettato dalla maggioranza della popolazione. E la marijuana? E’ venduta liberamente in molte città e stati americani a chiunque, “legalmente”, si presenti con un certificato d’un medico accomodante che certifica malattie immaginarie. Della “battaglia delle donne” per il loro diritto di abortire e di praticare la contraccezione Obama ha fatto un punto centrale della Convention appena chiusa. Fino al punto di dare il palco, in un orario visibile e ambito, ad una trentenne suonata che studia ancora, e che è diventata celebre perché in un battibecco televisivo con un conduttore radiofonico conservatore era stata insultata (poi lui s’è scusato). La giovane, peraltro, aveva attaccato la Chiesa, colpevole secondo lei di opporsi alla clausola della copertura delle spese per i preservativi nelle polizze pagate dalle scuole, dai college e dagli ospedali di proprietà ecclesiastica.

Nel suo comizio di Charlotte Sandra Fluke, questo il nome della pasionaria, ha persino preteso che lo stato paghi non solo per il “sesso protetto”, ma anche per le “necessità mediche” di chi vuole cambiare genere sessuale. Con queste scelte Barack punta ad avere l’appoggio delle femministe, dei gay, dei fumatori d’erba (l’unica sostanza che i liberal non sottopongono al regime dei controlli, politicamente corretto, che invece vorrebbe vietare il patè di fegato d’oca e super tassare le bevande gasate) . Probabilmente avrà il voto liberal (più a rischio è quello dei pacifisti e antiUsa che si ricordano di Guantanamo), ma non è detto che ciò gli garantisca il successo. Nei sondaggi su come gli americani si definiscono per simpatie ideologiche, i liberal non si scostano mai dal 20%, mentre i conservatori sono sempre attorno al 40%, con il resto di moderati e centristi, a-ideologici. E, più in concreto ai fini elettorali, la presidenza Obama è stata un disastro quanto ad appartenenze partitiche. Secondo il sondaggista Rasmussen, infatti, l’affiliazione dichiarata tra gli americani ai repubblicani è stata in agosto del 37,6%, mentre chi si dice democratico è al 33,3%, oltre 4 punti in meno. Ma nel gennaio 2009, con Obama che entrava vincitore alla Casa Bianca, si dichiaravano democratici il 40,9% degli americani mentre solo il 32,6% si dichiarava repubblicano. Da allora c’è stato un “aggiustamento” di simpatie che ha portato al ribaltone confermato dagli ultimi dati. Già nel dicembre del 2010, il mese dopo la vittoria del GOP alle elezioni di medio termine, i sedicenti repubblicani erano il 37% (poco meno di adesso) e i sedicenti democratici il 33.7% (un po’ di più di adesso), un divario di 3,3 punti. Se con quello scenario di affiliazioni i repubblicani conquistarono la Camera, un pugno di senatori, e la maggioranza dei governatori nel Paese, il presidente non deve ora sentirsi tranquillissimo, visto che i numeri sono oggi ancora più sfavorevoli per il suo partito.

twitter @glaucomaggi

 

“Vendola è carino a fare il mio nome ma io direi: non è cosa”. Lo dice Romano Prodi a Sky Tg24 in merito alla possibilità che venga eletto presidente della Repubblica come ha proposto Nichi Vendola di Sel.

 

Né con Berlusconi né con la sinistra. Il progetto centrista dell’Udc va veloce e lo si capisce a Chianciano, per la tre giorni di incontri che lancerà la nuova fase del partito di Pierferdinando Casini, senza più il nome del leader sullo scudocrociato ma con la scritta Italia. Niente personalismo, ma un ecumenico abbraccio a chi si riconosce nei valori post democristiani. La Cosa Bianca, insomma, ha trovato una casa. Ad aprire le danze è stato il segretario Lorenzo Cesa, che prima lancia una bordata a Silvio Berlusconi: “Correrà per perdere il meno possibile, al massimo per pareggiare. Una prospettiva legittima ma che certo non può interessarci”. Eggià, perché l’Udc nel 2013 vuole vincere, da protagonista e non da semplice alleato di supporto. 

In questo senso, indicative la parole velenose riservate a Nichi Vendola, il babau di Casini & Co. ”Con lui non vogliamo avere nulla a che fare”, esclama tra gli applausi Cesa. “Il Pdl ha detto che guardiamo a sinistra: ma quando mai? Bersani e Vendola formeranno la loro coalizione. Per il bene del Paese mi auguro che sia una coalizione con un programma all’insegna della continuità con il lavoro di Monti e non della discontinuità con quanto di buono fatto fino a oggi”. Per il resto, “che c’entriamo noi con Vendola? Ma chi lo vuole?”. ”Oggi rivolgiamo un appello a quanti, giovani e anziani, donne e uomini, credono sia necessario presentare una lista per l’Italia in grado di parlare alle tante diverse realtà del Paese”: sì, l’orizzonte dell’Udc sembra andare oltre a Pdl e Pd. Molti ministri di Monti sono già sull’attenti. 

 

Due nuovi attentati a Damasco oggi. Una motobomba è esplosa contro una moschea nella zona nord della città causando cinque morti tra le forze di sicurezza e diversi feriti, e poche ore dopo, l’attentato si è replicato nella zona occidentale della capitale siriana, a metà strada tra il Palazzo di giustizia e il ministero dell’Informazione. Il bilancio complessivo delle violenze registrate nella giornata è di 74 vittime di cui circa otto bambini. Lo riferiscono gli attivisti del Comitati di coordinamento locale, secondo i quali gran parte delle vittime si registrano nelle province di Damasco, Aleppo e Deir ez-Zor.

Il primo ha 22 anni, arriva dalla provincia di Liaoning, vive alla stazione di Xujiahui. Non sa leggere, né scrivere. Non ha nemmeno le gambe: il suo mondo è la stazione. Le 309 volte che è finito dentro gli hanno fatto guadagnare la testa della black list. La seconda di anni ne ha 88, è originaria della provincia di Anhui. Ai poliziotti, che l’hanno fermata 303 volte, in più occasioni ha spiegato che lei sotto la metro ci tornerà a chiedere l’elemosina “ogni volta che avrò perso soldi giocando a mahjong”. Poi ci sono tutti gli altri. Sono i mendicanti di Shanghai: la polizia li ha schedati e ha pubblicato su internet i profili di quelli che hanno collezionato più arresti dal 2008 a oggi, chiedendo ai cittadini di segnalarli tramite social network o telefono ogni qualvolta se li trovino davanti. “E’ vietato fare accattonaggio sui treni – spiegano gli agenti – dà fastidio ai passeggeri”. Nella città simbolo del miracolo economico cinese è cominciata la caccia agli accattoni.  

Un paese di 1000 anime, un’unica direttrice e 700mila euro di risparmi che svaniscono nel nulla. Potrebbe sembrare incredibile ma il tutto è successo in Calabria, e precisamente a Melicuccà, in provincia di Reggio Calabria. La donna protagonista della “truffa all’italiana” è Rosa Pustorino, 43 anni, arrestata con l’accusa di peculato per aver sottratto da 18 libretti postali di risparmi, una somma (per adesso accertata) di 691 mila euro, nell’arco di tre anni che vanno dal 2010 al 2012. I carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, che hanno eseguito l’arresto, stanno approfondendo le indagini per accertare a quanto ammonti esattamente la somma prelevata agli ignari correntisti, che si presume possa raggiungere anche il milione di euro.

Al Tribunale di Torino è tutto pronto. Anche la cancelleria si è dotata di un apposito sistema informatico per far fronte all’eventuale valanga di richieste che potrebbero piovere sull’ufficio a partire dal primo ottobre, quando inizierà la raccolta di adesioni per la class action avviata contro Intesa San Paolo. Si tratta della prima azione collettiva in Italia contro un gruppo bancario. È nata nel 2011 su iniziativa di tre correntisti e dell’associazione dei consumatori Altroconsumo, ma a partire dal prossimo mese, fino al 21 gennaio 2013, potrà raccogliere le adesioni di tutti gli altri clienti interessati.

”Stiamo facendo ricerche in un raggio di mare vastissimo. L’obiettivo è portare in salvo il maggior numero di vite possibile”. Non dorme da 38 ore e il suo cellulare non fa che squillare, ma l’adrenalina è tanta e Giuseppe Cannarile, comandante della Guardia Costiera di Lampedusa riesce a restare lucido. E’ lui a coordinare le operazioni che la scorsa notte hanno salvato la vita a 56 migranti finiti in acqua a largo dell’isolotto di Lampione, poco più di uno scoglio nel mare delle Pelagie. I dispersi sarebbero 80.

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