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L’Eesti Ekspress, un giornale estone, è nell’occhio del ciclone per aver pubblicato un finto annuncio pubblicitario di pillole dimagranti con l’immagine choc delle vittime dei campi di concentramento in Germania. La pubblicità recita: “Uno, due, tre… le pillole dimagranti del dottor Mengele fanno miracoli per te. Non c’erano persone tarchiate a Buchenwald!”.

Indignati – La vignetta, pubblicata all’interno della sezione umoristica del giornale, ha suscitato la profonda indignazione della comunità ebraica, che l’ha prepotentemente condannata. A poco sono valse le scuse del vice direttore dell’Eesti Ekspress, Sulev Vedler, che si è messo subito sulla difensiva, assicurando che la la vignetta non era “rivolta contro il popolo ebraico”: l’obiettivo era prendere in giro la Gasterm Eesti, una società del gas estone che aveva utilizzato la foto delle porte del campo di prigionia di Auschwitz per promuovere i propri prodotti. La foto in questione, poi rimossa dall’azienda dopo le numerose proteste, accanto alla scritta “Il lavoro rende liberi” aveva questa didascalia: “Riscaldamento a gas: flessibile, conveniente ed efficace”. 

 

Ora anche il premier Mario Monti recita il mea culpa e ammette: “L’Italia in recessione? Le nostre decisioni hanno contribuito”. L’ammissione arriva al Salone del Tessile. Monti spiega che il suo governo ha addirittura “aggravato” la recessione ma, si giustifica, per “un risanamento a lungo termine: quando a questo governo gli è stato chiesto di trattare un caso non semplice, ci siamo posti il tema se comportarci con una visione di lungo periodo o se cercare di fare un surfing sulle onde della tempesta finanziaria – ha proseguito il Presidente del Consiglio -. Penso che le nostre decisioni abbiano contribuito ad aggravare la situazione congiunturale, è ovvio. Ma è solo così che si può avere qualche speranza un pochino più in là di avere risanata in maniera durevole la situazione”.

L’appello – Quindi il premier rivolge un appello appe parti sociali, dicendosi “convinto” che se ne renderanno conto che “solo così si può avere qualche speranza di avere lavorato per un risanamento durevole. Quindi una frase sibillina rivolta al mondo imprenditoriale: “Anche le imprese certe volte, come ogni soggetto, tentano di cavalcare le difficoltà del Paese per trarne vantaggi”, dice Monti precisando che “non sono le vostre imprese queste”. Secondo il prof, il problema centrale dell’Italia è quello che ha definito “lo spread di produttività” che scontiamo rispetto ad altri Paesi. “Esigiamo nel nome dell’interesse generale – aha affermato – che le imprese e i sindacati riescano a fare qualcosa di più. Serve uno sforzo congiunto delle parti sociali che prevalga sui particolarismi”.

 

Sono a Strasburgo da poche ore e per la prima volta. A costo di apparire ingenuo, voglio partire dalle mie prime due sensazioni a caldo: è una città silenziosa ed è una città che t’invita a rispettare le regole.

Disclaimer: sono a Strasburgo a seguire i lavori della sessione plenaria del Parlamento Europeo. Sono stato invitato proprio dall’istituzione europea per raccontare ciò che accade qui, quali sono i temi oggetto di discussione, qual è il ruolo dell’Europa nella costruzione delle politiche pubbliche all’interno degli Stati, concentrandomi in particolare sull’Italia.

Anna Dello Russo sa fare il suo mestiere, senza dubbio. Ex fashion editor di Vogue Japan, quotatissima consulente di moda, in questi giorni protagonista delle pagine di costume dei quotidiani di mezzo mondo, la Dello Russo sa esattamente che il cattivo gusto, oggi, vende bene.

Il trash piace, l’eccesso conquista, l’esagerazione ammalia.

Lady Gaga, al di là del valore reale della sua produzione musicale, è una rappresentazione dell’eccesso praticamente perfetta (Miss Ciccone ha insegnato bene): la gente ama il cattivo gusto portato all’esasperazione, i dettagli trash che lei introduce con disinvoltura, i suoi look iperbolici, visti come una forma di creatività, o di provocazione.

Navigare in rete, controllare la posta o leggere articoli sui tablet prima di andare a dormire potrebbe provocare notti insonni, secondo una nuova ricerca Usa. Colpa della luce bluastra emessa dagli schermi.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Usare l'iPad prima di andare a letto fa perdere ore di sonno

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E’ quanto ritengono diversi gestori che hanno partecipato a un sondaggio. Ironico: fino a sei mesi fa puntavano su un rialzo entro la fine del 2013. Le opinioni di HSBC, BlackRock, Deutsche Bank, Citigroup.

pubblicato da Wallstreet Italia
Link articolo:

Fed lascerà tassi ai minimi fino al 2015. L'outlook degli esperti

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di Miska Ruggeri

In attesa della finale maschile tra Djokovic e Murray, andata in scena nella notte italiana, che dovrà dire molto sui campioni quasi gemelli del maggio 1987, se il serbo è tornato quello quasi ingiocabile dell’anno di grazia 2011 e se l’olimpionico scozzese ha finalmente superato il tabù Slam, il torneo femminile ha incoronato, dopo oltre due ore e un quarto di spettacolo ed emozioni (6-2 2-6 7-5 in rimonta alla bielorussa Azarenka), Serena Williams, al quarto titolo sul cemento di Flushing Meadows (il primo risale al lontano 1999). 

Archiviati i problemi fisici, due operazioni al piede e un’embolia polmonare, la più giovane delle sorelle Williams, arrivata a 30 anni, ricomincia a dettare legge (dopo il Roland Garros ha perso appena un match e trionfato a Wimbledon e alle Olimpiadi), portandosi a solo tre Slam dai miti Evert e Navratilova. Tanto che tutte le avversarie le si inchinano. Compresa la numero uno Azarenka: «Secondo me è la migliore giocatrice di tutti i tempi, è di un altro livello». 

Opinioni su cui si può anche discutere, in realtà sono le attuali rivali a essere scarse, ma di certo non potrebbe mai vincere, come pure qualcuno osa sostenere («Ha un’intensità e una capacità di giocare dentro al campo che nemmeno gli uomini hanno», ha dichiarato una Errani ancora rintronata dalla batosta), un torneo maschile, neppure quelli da 10mila dollari. Serena serve a 200 km/h, vero, più forte di alcuni top 100 (Volandri, giusto per fare un nome, se lo sogna…), ma la differenza nel resto del gioco, tecnica, variazioni, mobilità e resistenza, è abissale. 

Del resto i suoi abituali sparring partner, ragazzotti di belle speranze ma nulla più, per sua stessa confessione la prendono sempre a pallate. Rischierebbe di perdere con un qualsiasi 2.4-2.3 italiano. E farebbe una figuraccia contro Andrea Arnaboldi, attuale numero 378 del mondo, che si candida alla sfida, sicuro di batterla: «All’interno di uno scambio c’è una differenza fisica e di ritmo troppo grande con un professionista maschio». 

Qui, poi, ci sarebbe da affrontare l’argomento premi, uguali per tutti, per le donne, che si sfidano in match due set su tre, e per gli uomini, che invece devono vedersela con le fatiche del tre su cinque (ed è davvero un altro sport), argomento delicato che ha dato adito a mille polemiche e che stavolta evitiamo in nome di un sano nazionalismo. Infatti, tra le tenniste “normali” l’applauso più grande degli Us Open va proprio alle sorelle d’Italia Errani e Vinci, bravissime in singolo (semifinale per Sarita, fermata solo da Serenona, e quarti per Robertina, forse troppo emozionata nel derby), tanto da scalare la classifica Wta fino, rispettivamente, al numero 7 e al numero 15, e imbattibili in doppio. Qui, prima coppia tutta azzurra della storia, sono davvero le numero uno del mondo, per il computer (da ieri) e per le sensazioni che danno, specie dopo aver dominato 6-4 6-2 le ceche Hradecka-Hlavackova. D’altronde, i numeri non mentono mai: Parigi e New York in bacheca, oltre ad altri sei tornei in stagione, tra cui Roma e Madrid, e la finale agli Australian Open; 52 vittorie e 8 sconfitte nel 2012, con le sole amarezze sulla poco congeniale (soprattutto alla Errani) erba dei due Wimbledon. Roba da ballare la «Chichi Dance» per giorni, fino ai Masters di fine anno (a Istanbul per entrambe e a Sofia per la tarantina) che le vedranno quasi sicure protagoniste, e da festeggiare alla grande. Visto anche che i soldi non mancano: finora la Errani (quinta nella classifica stagionale dei guadagni) ha incassato 2.781.586 dollari (1.899.773 in singolare, 879.743 in doppio e 2.070 nel misto), mentre la Vinci (ottava) ne ha intascati  1.595.151 (690.736 in singolare, 882.368 in doppio e 22.047 nel misto).

 

 


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Serena Williams contro gli uomini del tennis: come finirebbe?

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Ancora lei, ancora una vittoria. Serena Williams trionfa agli Us Open di Flushing Meadows e posa a Central Park, il polmone di New York, con la coppa del torneo.


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Serena Williams, la dominatrice in posa a Central Park

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