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Riccardo Riccò, classe ’83, ciclista per il team croato Meridiana-Kamen, non potrà più correre per i prossimi 12 anni. La squalifica arriva dal tribunale nazionale Antidoping (Tna) che lo ha escluso dalle competizioni perché l’atleta aveva effettuato una auto-trasfusione di sangue nel 2011, pratica proibita dal Coni. Il 6 febbraio 2011 Riccò era stato ricoverato in ospedale, dopo aver accusato un malore al termine dell’allenamento che risulterà dovuto ad un blocco renale e lì emerse la vicenda della trasfusione. Il Tna ha accolto la richiesta che aveva formulato la procura antidoping del Coni il 12 ottobre scorso. Durante le indagini il suo medico personale aveva parlato di una confessione dello stesso Riccò, poi smentita dal corridore che diceva di “non ricordare nulla” a riguardo.

Malgrado la detenzione, è stata la Settimana Santa più spirituale della mia vita. Abbiamo trascorso gran parte del tempo nei villaggi degli indigeni. A Nuevo Zaragoza vivono circa 200 persone. Non hanno acqua corrente né elettricità e la farmacia più vicina è a 5-6 ore di cammino, all’inizio lungo un sentiero fangoso e accidentato, poi su una strada asfaltata che si snoda tra le montagne e che a tratti, essendo mal costruita, sembra sprofondare nel vuoto e lascia scorgere la vallata sottostante. Ci sono tre classi, rispettivamente con 22, 30 e 40 bambini e una sola insegnante che arriva al villaggio quattro volte la settimana a meno che non debba prendere un giorno o due di permesso per sbrigare le pratiche amministrative. Non ci sono pavimenti né carta né penne. La scuola è dotata soltanto di qualche vecchio libro, due gessetti e un poster che ritrae una famiglia bianca dall’aria felice all’interno di una casa borghese. In due delle tre aule scolastiche manca una parete. Sebbene i bambini siano malnutriti, il villaggio ha deciso di sacrificare una capra in nostro onore, cosa questa che ha comportato una sera di digiuno per molti abitanti del villaggio. Si sono riuniti per darci il benvenuto e tutti hanno voluto stringerci la mano. Poi ci siamo seduti e quelli che erano stati incaricati di parlare a nome del villaggio ci hanno parlato dei problemi che la comunità deve affrontare. E’ difficile immaginare il coraggio di cui hanno dovuto dare prova per affrontare una esistenza di orrende privazioni e di terribili sopraffazioni da parte di una burocrazia indifferente e crudele.

I moderati e i centristi mettono la prua verso il Partito della Nazione. Domani il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa annuncerà domani, nella riunione della Costituente presieduta da Savino Pezzotta, l’azzeramento dei vertici del partito che saranno sostituiti da una struttura “snella” in vista della nascita del Partito della Nazione. L’incontro tra le varie forze e movimenti che andranno a comporre il nuovo soggetto politico potrebbe avvenire già prima dell’estate e la sede potrebbe essere Todi, località che – come suggerisce il presidente dell’Udc Rocco Buttiglione – ha portato fortuna.

Se c’è un campo della medicina dove si continua a discutere senza apparentemente raggiungere conclusioni definitive è quello della nutrizione. Per molte persone questo si traduce nel non sapere come cambiare le proprie abitudini alimentari pur comprendendo di commettere degli errori. Facciamo solo alcuni esempi: il latte fa bene o male? Mangiamo troppe proteine o troppi cereali? I grassi fanno tutti male? E lo zucchero che problemi crea? Essere vegetariani o vegani significa automaticamente mangiare sano? Esistono cibi cattivi e cibi buoni o per non ingrassare basta mangiare meno e consumare di più?
Le domande sono complesse ma le risposte che vengono date sono spesso faziose, a volte non scientifiche e altre volte così datate da riflettere le conoscenze scientifiche di qualche decade fa e non le attuali.
Eppure a guardare bene, le risposte ci sono e sono anche piuttosto chiare. Per esempio l’Università di Harvard, che risulta sempre ai primissimi posti delle classifiche internazionali delle università (le stesse che purtroppo non vedono nemmeno un ateneo italiano in posizioni degne di nota) ha le idee molto chiare su cosa sia un’alimentazione sana e con altrettanta chiarezza ha riassunto queste linee guida in un semplice piatto che rappresenta l’ideale di un pasto bilanciato. E’ uno schema facile da rispettare con un minimo di buona volontà.
In primo luogo i ricercatori dell’Harvard School of Public Health ci indicano che alla base della nostra nutrizione non ci devono essere i cereali, ma le verdure che devono costituire assieme alla frutta grosso modo metà di un pasto ideale. Meglio se le variamo molto seguendo la stagionalità in modo da garantirci i nutrienti più adatti per ogni stagione. L’altra metà del piatto va suddivisa nuovamente in due. Da un lato inseriamo una moderata porzione di cereali integrali che ci aiutano a raggiungere l’introito di fibra che serve per la salute del tratto intestinale senza incidere negativamente sulla regolazione della glicemia come fanno invece i cereali raffinati e ancora di più gli zuccheri.
Nell’angolo rimanente del piatto inseriamo invece le proteine: pesce, carni magre e legumi a scelta a seconda dei gusti e della propensione ad assumere o meno carni di origine animale. Tra le proteine l’uso di uova va limitato a 3-4 volte alla settimana mentre insaccati e carni processate devono essere un’eccezione. Come condimento, soprattutto per noi italiani, non deve mancare l’olio extravergine d’oliva.  Infine aggiungiamo almeno 1.5-2 litri di acqua e qualche tè o caffè senza zucchero. Si possono usare noci e semi naturali come snack e un moderato uso di vino rosso, se non si è alla ricerca di una riduzione di peso, è concesso.
Gli esperti di Harvard sconsigliano invece l’uso di alte dosi di latte e derivati limitando questi alimenti al massimo a 1-2 porzioni al giorno. Il calcio si assume a sufficienza da verdure, legumi e frutta secca e l’uso  eccessivo di latte è stato associato a varie malattie.
Uno studio pubblicato l’anno scorso sul New England Journal of Medicine suggerisce che non è solo quanto mangiamo e quanto consumiamo a determinare se ingrassiamo o meno ma anche la tipologia di alimenti che ingeriamo. Quindi gli alimenti non sono tutti uguali, anche a parità di calorie.

Sempre i ricercatori di Harvard ci ricordano che una dieta sana associata al non fumare e allo svolgere attività fisica regolare può prevenire l’82% degli infarti, il 70% degli ictus, circa il 90% dei casi di diabete di tipo II, il 70% di tumori del colon e una buona percentuale di altri tumori. Anche un piccolo cambiamento nel tempo produce grandi risultati.

I dipendenti dell’ex Consorzio di bonifica della Valle Telesina passeranno in carico al Sannio Alifano. Passa in Consiglio regionale il progetto di legge “Modifiche legislative” proposto dal Pdl. “Con questa norma rendiamo giustizia a dipendenti a dir poco discriminati – commenta Luca Colasanto, numero uno della Commissione Ambiente -. Del resto era assurdo che nonostante il consorzio Sannio Alifano fosse subentrato a quello della Valle Telesina, i suoi dipendenti non fossero transitati automaticamente nel secondo”.

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Via libera del Consiglio regionale alla legge in materia di lidi balneari. La proposta di legge, che prevede l’apertura degli stabilimenti tutto l’anno, passa all’unanimità, con 38 voti favorevoli, su 38 consiglieri
votanti.

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Si chiama Ailei (Avvocati italiani liberi e indipendenti): è una nuova associazione forense fondata a Napoli da Salvatore Ciccarelli, già presidente della sezione partenopea dell’Aiga (Associazione italiana giovani avvocati) e candidato alle ultime elezioni per il consiglio dell’Ordine degli avvocati. “Ailei – spiega il fondatore – nasce per non disperdere i buoni frutti della mia recente campagna per il consiglio forense di Napoli. Non sono stato eletto, ma centinaia di colleghi mi hanno dato il loro voto e quindi la loro fiducia. Nel corso dei numerosi incontri in cui si è articolata la mia campagna elettorale – prosegue Ciccarelli – ho avuto modo di toccare con mano i tanti problemi che oggi investono la classe forense, a cominciare dalle difficoltà che incontrano i giovani colleghi nel ritagliarsi una loro identità professionale. Si tratta di problemi su cui Ailei vuole elaborare proposte innovative e aprire un dialogo tanto con le istituzioni forensi, quanto con gli altri
soggetti vicini al mondo delle professioni”. =

Amministratori immobiliari, periti assicurativi, biblioltecari, archeologi, investigatori privati. E poi tributaristi, grafologi, interpreti e traduttori.
Benvenuti nel modno delle professioni non regolamentate, quelle per intenderci orfane di ordini e di enti di autoregolamentazione. La Camera fa scattare il semaforo verde al disegno di legge che propone di definirne le regole. Si tratta di professioni proliferate negli utimi anni e che non hanno ancora ottenuto riconoscimento legislativo ma che sono rappresentate da associazioni professionali rappresentative di tipo privatistico, diffuse soprattutto nel settore dei servizi, e che non necessitano di alcuna iscrizione ad un ordine o ad un collegio professionale per poter essere esercitate. Crescita avvenuta in assenza di regole, col rischio, da un lato, di penalizzare i professionisti più seri e preparati e, dall’altro, di offrire ai consumatori prestazioni e servizi non sempre corrispondenti a quelli richiesti. La questione del riconoscimento delle professioni non regolamentate è un modo irriisolto da varie legislature cher però ha creato difficoltà soprattutto ai mestieri intellettuali che si esercitano nel settore dei servizi penalizzati punto di vista normativo in quanto prive di una propria identità. Una necessità legata, peraltro,alla necessità di aprire il mercato delle professioni ad attività finora non riconosciute e non regolamentate.

Conciliazione monocratica: la portata dell’istituto previsto dall’articolo 11 del decreto legislativo n. 124 del 2004, destinata a definire e comporre i contenziosi sul lavoro viene chiarita da una circolarte del ministero del lavoro che, con la lettera circolare fornisce chiarimenti ed indicazioni operative in merito alla corretta applicazione. Questo procedimento infatti, alternativo alla via giudiziaria, e di cui è dotato solo il personale ispettivo del Ministero del Lavoro, dà la possibilità di effettuare transazioni in sede amministrativa su questioni di natura retributiva e contributiva inerenti al rapporto di lavoro. La richiesta di intervento non comporta un obbligo assoluto da parte dell’organo di vigilanza di dare corso all’accertamento ispettivo. In caso di fallimento della conciliazione monocratica (ad esempio per mancata partecipazione del datore di lavoro regolarmente convocato) è possibile l’attivazione del procedimento ispettivo. Inoltre nel caso di mancato adempimento degli accordi raggiunti in una conciliazione monocratica il verbale di conciliazione ha valore di titolo esecutivo (con decreto del giudice). La circolare si collega all’articolo 38 della legge n. 183 del 2010 (collegato lavoro) che ha di fatto introdotto un nuovo titolo esecutivo che si va ad aggiungere a quelli previsti dal codice civile (articolo 474). Si legge infatti al comma 3 bis dell’articolo 11 del decreto legislativo n. 124 del 2004, che il verbale sottoscritto dal funzionario conciliatore della direzione territoriale del lavoro, dal datore di lavoro e dal lavoratore ed eventuali rappresentati, potrà essere dichiarato esecutivo dall’autorità giudiziaria competente su istanza delle parti interessate.

Fuori dall’euro. Una vecchia battaglia leghista abbracciata ora da Beppe Grillo, il più populista degli antiCasta. “Sono per valutare una seria proposta di rimanere in Europa e, con il minor danno possibile, uscire dall’euro, non pagare il debito pubblico o pagarne solo una parte”. E’ uno dei passaggi più forti dell’intervista che Piazzapulita, il programma di La7 condotto da Corrado Formigli, ha realizzato al leader del Movimento 5 Stelle. “Dovremmo dire, ‘signori avete rischiato su un Paese che è fallito’. Chiunque compra azioni di una società rischia che questa fallisca”, conclude Grillo.


pubblicato da Libero Quotidiano

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