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Vince Grillo, perdono i partiti tradizionali. Bersani può dire che il Pd ha conquistato Monza e Como, ma in generale il risultato più clamoroso è l’astensionismo: in pochi sono andati a votare. La sconfitta quindi non è solo del Pdl, finito malamente ko. C’è l’insoddisfazione degli elettori, che hanno le tasche piene di questi partiti e di questi politici. Se anche questa campana resterà inascoltata, i partiti dovranno rassegnarsi a scomparire. Il videoeditoriale del direttore di Libero Maurizio Belpietro.


pubblicato da Libero Quotidiano

Incentivi per chi sostituisce gli impianti di vecchia generazione con quelli fotovoltaici e raggiungimento entro il 2021 di una copertura del 60 per cento del consumo energetico regionale mediante strutture alimentate dalla luce del sole. Dopo il disco verde della Commissione Ambiente la legge di iniziativa popolare che intende far dichiarare l’energia solare
fonte primaria a livello regionale, approderà domani in Commissione Agricoltura prima di essere portata in Consiglio. Il testo prevede anche l’assegnazione gratuita agli enti locali delle aree demaniali di
pertinenza della Regione per la creazione di poli dell’energia verde.

Le aziende che hanno crediti riconosciuti con la pubblica amministrazione potranno compensarli con debiti iscritti a ruolo alla data del 30 aprile 2012 o ottenere un’anticipazione bancaria assistita da una garanzia
fino al 70 per cento (elevabile fino all’80) con un importo massimo pari a 2,5 milioni di euro. In alternativa si potrà cedere il credito a intermediari finanziari riconosciuti. E’ quanto prevedono i decreti varati oggi dal governo.

tovato su: Il Denaro

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Perché le persone che si uccidono per debiti o perché hanno perso il lavoro in Italia sono solo uomini? Forse perché il ruolo dei maschi nel nostro Paese è, nel 2012, ancora quello classico delle società patriarcali. Ma se la società per come la conosciamo è finalmente al capolinea, inventiamoci un modo per re-inventarla. Non solo a livello economico e politico, come sta già succedendo nonostante le resistenze dei più retrogradi, ma anche nei rapporti di genere. E nel modo di costruirsi un’identità.

 

L’attentato ipotizzato dalle Nuove Br contro il giuslavorista Pietro Ichino non è solo la volontà di colpire un simbolo, ma di scardinare l’ordine democratico. E’ la riflessione a inizio requisitoria del procuratore generale di Milano, Laura Barbaini, nel processo bis d’appello ai componenti delle nuove Brigate Rosse. “Colpendo Ichino si vuole chiudere la bocca al confronto delle idee”. Il giuslavorista, che è parte civile nel processo e che secondo l’accusa era nel mirino del gruppo, “non è solo un simbolo ma deve essere colpito perché rappresenta l’ordine democratico su cui si fonda l’attuale assetto politico istituzionale”. Ichino è “un uomo di cerniera” e colpire lui significa “aprire la strada all’insurrezione armata”. Secondo l’accusa, dunque, Ichino “non è un simbolo e neanche isolato, ma è un elemento di un programma più ampio”.

“Abbiamo adottato quattro decreti che mirano a ridurre lo stock di debiti commerciali di fornitura da parte delle pubbliche amministrazioni”. Lo ha detto il presidente del consiglio, Mario Monti, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, sottolineando l’importanza di ‘dare carburante’ alle nostre imprese che “affrontano con determinazione la crisi”.

Monti ha anche lodato ”la forza di volontà e la composta reazione agli eventi tragici che ho visto in Emilia, ma anche a Brindisi. Ci dimentichiamo troppo spesso dello spirito di iniziativa e voglia di fare bene degli italiani e in cui emerge il nostro essere Nazione”.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

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Si può annullare il rischio sismico del patrimonio monumentale italiano? La risposta è no: l’invulnerabilità del tessuto storico è un’illusione ottica moderna. Ma la risposta è un “no” anche quando ci chiediamo se si è fatto tutto ciò che si poteva e si doveva fare per ridurlo al minimo, quel rischio. Nel 1983, il direttore dell’Istituto Centrale del Restauro Giovanni Urbani dedicò una serie di volumi e una mostra alla “Protezione del patrimonio monumentale dal rischio sismico”. Si trattava di un programma concretissimo in cui erano illustrati i singoli passi da percorrere per evitare che i futuri terremoti provocassero danni come quelli, tragici, dell’Emilia di oggi. La stima del 1983 parlava di una spesa globale di 2.700 miliardi di lire: meno di 5 miliardi di euro di oggi. Una cifra non piccola, certo: ma la costruzione delle “new town” de L’Aquila hanno speso quasi un miliardo di euro.

Acquisto dell’inceneritore di Acerra. La Regione va avanti nei ricorsi al Tar e alla Corte costituzionale avanzati nei mesi scorsi. Nel mirino il decreto del governo dello scorso dicembre che accolla appunto ai Fas destinati alla Campania i 355 milioni necessari al trasferimento dell’impianto dalla Fibe. Palazzo Santa Lucia, dopo essere stata praticamente costretta a formalizzare l’iter di acquisto (la delibera
è di una settimana fa) non demorde. Anche perché oltre al danno della decurtazione di una fetta consistente dei fondi per le aree sottoutilizzate destinati alla nostra Regione Palazzo Santa Lucia dovrebbe rinunciare anche ad una quota, corrispondente al prezzo d’acquisto del
tetto di spesa a valere sul patto di stabilità. Da qui la decisione di andare fino in fondo con i ricorsi: quello amministrativo al Tar del Lazio e quello alla Consulta.

E’ atteso per domani nella Commissione Agricoltura del Consiglio regionale convocata per le 11 il primo disco verde al regolamento per l’assegnazione del contributo di “ristoro ambientale” ai Comuni che ospitano impianti di trattamento dei rifiuti urbani e ai Comuni limitrofi (fino a 500 metri dall’impianto). L’ammontare della somma viene definito tenendo conto della tipologia degli impianti ospitati, degli impatti ambientali ad essi associabili, dalla quantità e qualità dei rifiuti movimentati, delle aree e delle popolazioni interessate. LE CIFRE Il contributo viene fissato nella misura massima di 5,20 euro per ogno tonnalleta di rifiuto in ingresso presso gli impianti di trattamento e viene ripartito tra il Comune che ospita la struttura e i Comuni limitrofi nella misura del 70 e del 30 per cento.

E’ iniziato poco fa presso la sede della struttura commissariale l’esame dewl nodo del personale ospedaliero e delle Asl. Dopo l’allarme della Cisl, lanciato una settimana fa dal segretario generale Lina Lucci e il Sanità-day, dell’intersindacale dei camici bianchi, il sub-commissario per la Sanità Mario Morlacco chiama a raccolta i rappresentanti della dirigenza medica e del comparto. Risparmio della spesa, sblocco del turn-over, concorsi e stabilizzazione dei precari i temi all’ordine del giorno del tavolo tecnico che dovrebbe bandire il bla-bla e assumere connotati operativi su temi non più rinviabili. Il nodo da sciogliere rimanda ai vincoli sul personale contenuti nel piano di rientro dal deficit. Come è scritto nero su bianco nell’ultimo verbale del tavolo interministeriale di verifica il freno al turn-obver dovrebbe durare fino al 31 dicembre del 2013 nonostante il miglioramento dei conti delle aziende sanitarie e il pareggio tra entrate e uscite ormai a portata di mano. Il tutto mentre il consigliere per la Sanità del governatore Stefano Caldoro a più riprese abbia confermato l’intenzione della Regione di allargare le maglie del turn-over per garantire i livelli essenziali di assistenza.

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