Notizie italiane in tempo reale!

Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

L’Italia detiene il poco invidiabile record sui rimborsi elettorali: soltanto nel 2010 il Belpaese ha girato ai partiti la bellezza di 289 milioni di euro. Ma a rendere ancor più insopportabile il dato è il confronto con i Paesi esteri. Per esempio il morigerato Regno Unito, dove i partiti hanno ricevuto appena 12 milioni di euro (anche se gran parte del finanziamento lo ottengono da donazioni private).

Cinque euro a testa – A destare scandalo anche un’altra cifra: ogni iscritto alle liste elettorali, di fatto, paga 5 euro di rimborso ai partiti (contro gli 0,85 euro della Germania). E ancora, per tornare sulle effettive cifre dei rimborsi, negli altri principali paesi dell’Unione europea i tetti sono ben definiti e ben lontani dalle cifre italiane. In Germania la soglia massima è di 133 milioni di euro. In Francia il tetto, per chi raggiunge almeno l’1% dei voti) è di 80 milioni di euro, mentre in Spagna la soglia massima del rimborso è pari a 82 milioni di euro.

Niente frequenze gratuite per le televisioni. Le frequenze tv infatti andranno all’asta e saranno vendute a pacchetto, come ha annunciato al quotidiano la Repubblica il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, sottolineando che «il beauty contest verrà azzerato». A nove giorni dalla scadenza della pausa di riflessione che il governo si era preso per esaminare la decisione del precedente esecutivo, Passera ha già individuato il percorso per assegnare i multiplex di frequenza d’intesa con l’Europa e l’Autorità delle comunicazioni. «La prossima asta – spiega – sarà fatta di pacchetti di frequenze con durate verosimilmente diverse». Mediobanca ha calcolato in 1-1,2 miliardi il possibile incasso dello Stato dall’asta delle frequenze tv.

Renzo Bossi, non indagato ma sospettato di aver usato i soldi pubblici del finanziamento ai partiti per suo uso personale, si è dimesso da consigliere regionale lombardo. Beh..forse non è il caso di farsi dare lezioni dal ‘trota’”. Stefano Boeri, assessore alla Cultura, moda e design del Comune di Milano, commenta su Facebook il passo indietro del figlio del Senatùr. Una scelta che diventa il pretesto per aprire il dibattito sull’opportunità delle dimissioni anche per altri esponenti di spicco della politica lombarda. Del Pd e della Lega.

Da anni ho scelto gennaio come spazio per le mie vacanze. Molto meglio che sprecare soldi ed energia in agosto. Gennaio è ottimo, sia per troncare il freddo, che per vedere all’inizio dell’anno un posto nuovo. Dopo il Laos e l’India, quest’anno ho potuto vedere la Cambogia: un’esperienza fantastica, quasi surreale, perché si unifica lo sguardo “avventuriero”, dato che sei fisicamente e spiritualmente immerso ed impegnato nella natura (che si sta reimpossesando dei templi, ad esempio). Magari anche facendo dei brevi viaggi in canoa nelle giungle fluviali.

Aversa corsi per futuri imprenditori agricoli. Le associazioni Gruppo di Acquisti Solidali “La tavola Rotonda” e Wwf Agro Aversano-Napoli nord e Lit. Domizio organizzano un corso di “agricoltura sinergica” con realizzazione di un orto a San Tammaro. “L’agricoltura sinergica è un metodo di coltivazione che cerca di riprodurre l’autofertilità dei boschi e dei terreni riducendo al minimo gli interventi sul suolo e favorendo la sinergia tra flora e microfauna – spiegano gli organizzatori a margine dell’incontro -. Si basa sul principio che, mentre la terra fa crescere le piante, le piante stesse creano suolo fertile attraverso i propri “essudati radicali” (i residui organici rilasciati) e la loro attività chimica svolta con microrganismi, batteri e funghi. Attraverso questo modo di coltivazione viene restituito alla terra, in termini energetici, più di quanto si prende”.
Ecco i principi fondamentali fertilizzazione continua del suolo tramite una copertura organica permanente, coltivazione di specie annuali in associazione a colture complementari, con l’integrazione d’alberi azoto-fissatori, assenza d’aratura o di qualsiasi altro tipo di disturbo del suolo: il suolo si lavora da solo, il suolo si aera da solo se si evita di provocarne il compattamento.

Al distretto industriale di Aversa è partito un progetto che punta a migliorare la sicurezza per le imprese e per gli stessi cittadini della zona. È stata infatti affidata la gara per l’implementazione dell’impianto di videosorveglianza del Comune aversano. La gara, svolta con l’impiego delle risorse previste dal bilancio 2011, ha previsto la partecipazione di una serie di ditte specializzate nel settore con tre sole offerte pervenute a fronte di un budget di 85 mila euro, iva inclusa. L’intervento prevede l’installazione di 8 nuove telecamere in varie zone della cittadina. Tre telecamere saranno installate in zona stazione, importantissimo snodo commerciale e del traffico cittadino. La realizzazione dell’integrazione dell’impianto prevede un bassissimo impatto di opere stradali, considerato che l’impianto è wireless, ovvero senza la posa di cavi, ma realizzato mediante una rete dati criptata senza fili. “L’intervento programmato dallo scorso mese di novembre è in linea con le prescrizioni tecniche trasmesse dalla Prefettura di Caserta in materia di impianti di videosorveglianza – spiegano dal Comune”.

CRISI

Uno sciopero per sensibilizzare sulla mancanza di nuovi contratti e sul rischio licenziamenti.
E’ quello svolto dai lavoratori di Almaviva Contact, lavorano oltre mille lavoratori dipendenti e centinaia di precari che ben percepiscono, sulla propria pelle, quanto certe scelte possano incidere negativamente sul loro percorso lavorativo, già altamente instabile e privo di vere garanzie soprattutto legate agli ammortizzatori sociali. Nei mesi scorsi i lavoratori di Almaviva sono stati al centro di una serrata trattativa per il rinnovo dei contratti di lavoro e per evitare quasi mille licenziamenti degli operatori della sede partenopea. Per questo i lavoratori della sede di Napoli di Almaviva Contact hanno deciso, questa mattina, di incrociare le braccia e scioperare.
La percentuale di adesione pari all’80 per cento è stata altissima, così come la presenza al presidio che si è tenuto presso la sede dell’azienda al Centro Direzionale.
Lo sciopero – fanno sapere dalla Nidil Cgil – si è tenuto anche “contro una riforma del lavoro che il sindacato e i lavoratori ritengono inadeguata soprattutto per quanto riguarda il precariato e gli ammortizzatori sociali”. Dal sindacato, inoltre, fanno sapere che, nelle prossime settimane, ci potrebbero essere nuove mobilitazioni.

Sarà l’edizione a tiratura limitata, in centocinquanta copie, di quattro litografie che riproducono alcuni dei migliori dipinti di Maurizio Valenzi, l’ex parlamentare italiano ed europeo, sindaco a Napoli dal 1975 al 1983, a rilanciare l’impegno della Fondazione Valenzi per la diffusione dell’opera artistica del pittore prima ancora del politico. Le litografie, tutte munite di autentica notarile, sono già prenotabili e saranno stampate nei prossimi giorni grazie al supporto di Arti Grafiche Boccia Spa. L’iniziativa rappresenta il primo di una serie di eventi che culmineranno con la grande mostra pittorica dedicata alla produzione artistica di Maurizio Valenzi che si terrà a Roma a novembre.
“Con queste litografie- dichiarano la presidente ed il vicepresidente della Fondazione Lucia Valenzi e Marco Valenzi- iniziamo la campagna per la raccolta fondi per la mostra di nostro padre che si terrà a Roma a novembre”. La stampa delle litografie e dei cataloghi d’arte da parte di Arti Grafiche Boccia si affianca quindi alla tradizionale attività di stampatore di quotidiani e riviste e cataloghi per le principali aziende europee, grazie alla scelta di impianti produttivi in grado di rispondere alle esigenze di alte, medie e basse tirature e di coniugare potenza industriale con adattabilità, velocità e alta qualità delle prestazioni.
L’azienda continua così il suo percorso di crescita, dopo aver raggiunto nel 2011 un fatturato di quasi 45 milioni, con un incremento negli ultimi sette anni del 350 per cento, che ha portato tra l’altro a un aumento di circa il 50 per cento degli addetti.
Per la stampa delle litografie sono utilizzati alcuni degli impianti all’avanguardia, prime installazioni assolute in Europa, acquisiti da un’azienda che, dal 2003 al 2011, ha effettuato investimenti per oltre 56 milioni, pari al 21,3 per cento del fatturato realizzato nel periodo considerato.

All’inaugurazione del progetto per Pompei il primo ministro Monti ha ammesso che la crisi economica si manifesta nel Mezzogiorno in forma più accentuata che altrove a causa della debolezza dell’industria meridionale rivolta alle esportazioni e di croniche carenze nelle infrastrutture, nella scuola, nei servizi. E si è augurato che un “subbuglio innovativo” dell’opinione pubblica spinga gran parte della classe dirigente locale al cambiamento e i cittadini a domandare allo Stato non “soluzioni privilegiate” ma la soddisfazione di diritti collettivi. Le parole di Monti hanno avuto scarsa eco nei commenti della stampa e nelle reazioni dell’opinione pubblica. Eppure quelle parole contenevano in sintesi il manifesto del governo per affrontare la questione meridionale pur nell’arco dei pochi mesi in cui l’esecutivo nazionale rimarrà in carica, cioè fino alle elezioni politiche del prossimo anno.
In sintesi, Monti ci ha detto che è inutile attendersi una particolare attenzione del governo ai problemi del Mezzogiorno, le “soluzioni privilegiate”, come maggiori spese pubbliche per tamponare la mancanza di lavoro che affligge il nostro territorio oppure un surplus d’incentivi alle imprese meridionali. Monti accompagna il suo rifiuto con l’augurio che si manifesti una spinta di popolo, un “subbuglio innovativo”, tale da sollecitare un cambiamento nelle istituzioni locali mostrando al tempo stesso il passaggio dei cittadini da un atteggiamento rivendicativo ad una più matura consapevolezza di diritti e doveri nella gestione delle risorse pubbliche limitate, che sono poi i fondi europei finora sottoutilizzati e ancora disponibili.
La ricetta di Monti può apparire dura e suona per noi meridionali come ultimativa: fate con le vostre forze (col supplemento dei residui fondi europei) e non vi aspettate che il resto del Paese vi tolga le castagne dal fuoco.
Come reagiranno le forze sociali organizzate, le associazioni d’imprenditori e i sindacati dei lavoratori, all’appello del primo ministro? Come si muoveranno le forze politiche e gli amministratori degli enti territoriali dopo le parole di Monti? Per gli uni e per gli altri la strada della protesta è ormai chiusa e bisognerà imboccarne altre. Qualcuno già si muove in nuove direzioni. Si muovono gli imprenditori quando riscoprono i vantaggi di un forte spirito associativo e preparano progetti di filiere che valorizzino i prodotti d’eccellenza locale investendoci capitali propri. Si muovono alcuni sindacati che dichiarano di contrastare sprechi e inefficienze delle amministrazioni pubbliche. Non si muovono però a sufficienza politici e amministratori locali che si tengono ben stretti i loro privilegi (i costi della politica), continuano a spartire le magre risorse pubbliche, promettono ancora montagne di sussidi ai loro clienti pur sapendo che, come si dice a Napoli, l’acqua è poca e la papera non galleggia.

Archivi