Notizie italiane in tempo reale!

Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Dopo gli audio diffusi da L’Espresso contenuti nell’esposto dell’ex dg di Ama, Lorenzo Bagnacani, oltre ai ministri Stefani e Centinaio  e al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, anche il Pd romano chiede a gran voce le dimissioni della sindaca di Roma: “Quanto avvenuto oggi è vergognoso, l’ennesimo episodio di una gestione fallimentare di Roma. La sindaca si deve dimettere” dice il capogruppo Giulio Pelonzi. Il Pd ha già depositato un’interrogazione nei confronti di Virginia Raggi e occupato l’aula Giulio Cesare. La sindaca Raggi ha lasciato il Campidoglio da un’uscita secondaria intorno alla quale erano state poste delle transenne.

Si fa male dando il «cinque» al calciatore che sta sostituendo: l'infortunio è assurdo

È successo nella seconda serie svedese

tovato su: Il Corriere della Sera

Clicca qui per leggere l’articolo completo

Doveva essere la giornata che rischiava di mettere fine alla presidenza di Donald Trump e alla sua carriera politica, ma l’inquilino della Casa Bianca ha accolto la pubblicazione del rapporto del procuratore speciale, Robert Mueller, sulle indagini riguardanti le interferenze russe sulle elezioni americane come “una bella giornata”. Nel documento si legge che componenti dello staff per la campagna elettorale di Donald Trump sapevano che avrebbero tratto beneficio dalle azioni illegali della Russia per influenzare le elezioni presidenziali del 2016, ma non compirono azioni illegali. Donald Trump avrebbe cercato di portare avanti sforzi mirati per controllare le indagini del procuratore Mueller, ma i suoi tentativi di influenzare l’inchiesta sono stati “per la maggior parte senza successo”. “Se avessimo avuto la sicurezza, dopo un’indagine approfondita dei fatti, che il presidente chiaramente non commise ostruzione alla giustizia, l’avremmo affermato. Sulla base dei fatti e degli standard legali applicabili, tuttavia, non siamo stati in grado di raggiungere quella conclusione”, si legge nel rapporto.

Non vuole scendere dall'auto, i rapinatori sparano ai finestrini

La rapina violentissima è avvenuta a Randburg, in Sudafrica

tovato su: Il Corriere della Sera

Clicca qui per leggere l’articolo completo

Arrivano all’aeroporto con i bambini adottati in Perù e trovano la banda

La festa a sorpresa organizzata dagli amici della coppia

tovato su: Il Corriere della Sera

Clicca qui per leggere l’articolo completo

L’esposto in Procura, le accuse alla sindaca Virginia Raggi, i suoi audio online sull’Espresso, l’ammissione che “la città è fuori controllo” e che se si azzarda ad alzare la Tari, “altro che gilet gialli“, perché in alcune zone i romani si affacciano “e vedono la merda”. Prima ancora di capire se il caso sul bilancio dell’azienda dei rifiuti abbia una base giudiziaria (l’ennesima), quello che è certo è che è una storia politica, in una giornata ad alta tensione nei rapporti tra Cinquestelle e Lega, che compongono la maggioranza di governo. I due partiti hanno incrociato le loro richieste di dimissioni sui casi del sottosegretario ai Trasporti Armando Siri (indagato per corruzione a Palermo) e della Raggi. Ma fa specie che, subito la diffusione degli audio, la prima forza politica a chiedere sia stata una forza di opposizione in Campidoglio, ma l’alleato del governo nazionale: la Lega, appunto. E tramite la voce dei più alti dirigenti (i capigruppo di Camera e Senato e due ministri). A fine giornata arriva anche il timbro del segretario Matteo Salvini: “Io dico che Raggi non è più adeguata a fare il sindaco di Roma non per eventuali irregolarità, non faccio il pm e non faccio il giudice, decideranno loro se ci sono stati reati. Ma se un sindaco della città più importante d’Italia dice ‘i romani fuori dalla finestra vedono la merda’ e ‘ho la città fuori controllo’ è un giudizio politico il mio. Non sei in grado di fare il sindaco, lascia che qualcun altro faccia il sindaco”. Dunque non polemica politica: “Ma se un sindaco dice ‘ho la città fuori controllo’, dico ‘amica mia cambia mestiere’. Pensavo che i 5 stelle a Roma facessero qualcosa di meglio. La prossima volta i romani sceglieranno qualcosa altro”.

Salvini  si presenta con i cartelli e Floris lo punzecchia, botta e risposta a «Di Martedì»

Il ministro dell’Interno con i cartelli durante l’intervista a “Di Martedì”

tovato su: Il Corriere della Sera

Clicca qui per leggere l’articolo completo

L’inchiesta per corruzione che coinvolge il sottosegretario leghista Armando Siri spacca la maggioranza. Mentre si consuma lo scontro a distanza tra i due vicepremier sull’opportunità o meno delle dimissioni, Danilo Toninelli, in qualità di ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha disposto il ritiro delle deleghe a Siri. È il primo effetto della “linea intransigente” annunciata da Luigi Di Maio: “Se i fatti sono questi Siri si deve dimettere dal governo”, ha detto il capo politico M5s. Il consigliere economico di Matteo Salvini, nonché ideologo della flat tax, si professa innocente e dice: ” “Non ho fatto niente di male. Non ho ragioni per dimettermi”. Ma per Di Maio “c’è una questione morale se c’è un sottosegretario coinvolto in un’indagine così grave“. Parole che fanno arrabbiare l’altro vicepremier: Salvini oltre a confermare “assolutamente” la “piena fiducia” a Siri che definisce “persona pulita e specchiata“, ricorda agli alleati di non aver “mai chiesto di far dimettere la Raggi o parlamentari dei Cinquestelle quando anch’essi sono stati indagati”. Ma nella questione entra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che annuncia un incontro a breve con il sottosegretario per chiarire la situazione: “Il Contratto contiene un codice etico, voglio prima di tutto parlare con il diretto interessato”.

Mentre Matteo Salvini impazza nel suo delirio egemonico, arrivando al commissariamento prefettizio dei sindaci, la puntata di Otto e mezzo su La7 del 17 aprile è stata l’ennesima conferma del vassallaggio linguistico (che poi è culturale) di una Sinistra benpensante e titubante nei confronti della Destra tracotante.

Michele Sodano, del M5s, ha appena espresso la dichiarazione di voto del gruppo sul Def approvato in Consiglio dei ministri, quando Vittorio Sgarbi chiede la parola. In Aula, dai banchi dei 5 stelle, si levano subito proteste e buu. “Vogliamo una relazione da Einstein” si sente dire. Il deputato ex FI concentra il proprio intevento sulla difesa del paesaggio dal deturpamento e “dall’eolico selvaggio”.

L’articolo Camera, il M5s dice sì al Def ma subito dopo prende la parola Sgarbi. Buu e proteste in Aula: “Sentiamo Einstein” proviene da Il Fatto Quotidiano.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Archivi