Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

Mentre il vicepremier Angelino Alfano continua a battere sulla retroattività della legge Severino, il Pdl si spacca di nuovo tra falchi e colombe. “Siamo fortemente contrari a questa applicazione retroattiva e speriamo che il Parlamento e il Partito Democratico correggano la loro impostazione”, ha detto Alfano ai microfoni del Tg1, parlando della legge anti-corruzione dell’ex ministro della Giustizia. ”Oggi la questione centrale è l’enorme sproporzione, la inaccettabile sproporzione tra i due anni stabiliti dai giudici di Milano e i sei previsti dalla legge Severino – ha sottolineato il vicepremier – Come si fa ad applicare una legge così afflittiva in modo retroattivo?”.

“Io l’ho votato, ma oggi non lo rifarei perché non c’è stata la pacificazione promessa. Quando vuole il Presidente della Repubblica le strade le sa trovare, ora deve mantenere la parola…”. Ospite de l’arena di Massimo Giletti, su Raiuno, Daniela Santanchè attacca a testa bassa il capo dello Stato: “Napolitano ha tradito”, incalza l’esponente del Pdl ricordando che “sta facendo il suo secondo mandato perché lo ha proposto Silvio Berlusconi”, mentre “la pacificazione di cui aveva parlato non c’è”. “Tra me e Alfano ci sono posizioni e visioni diverse”, ma l’unità del Pdl si può ricostruire “se tutti sono d’accordo sulla leadership di Berlusconi e se si azzerano gli incarichi”. Così la Santanchè parla della situazione interna del Pdl.

“Siamo certi che i parlamentari del Pdl non condividono le gravi affermazioni dell’onorevole Santanchè nei confronti del presidente Napolitano. Le sue rimangono valutazioni personali e come tali vanno giudicate”. Lo hanno dichiarato i presidenti dei gruppi del Pdl di Senato e Camera, Renato Schifani e Renato Brunetta commentando quanto detto dalla Santanchè sul Capo dello Stato.

“Sono molto dispiaciuto per le paroledi Daniela Santanchè sul Capo dello Stato. Definire Giorgio Napolitano un ‘traditore’, oltre che un’accusa senza alcun fondamento, è un linguaggio che non appartiene alla nostra tradizione politica. Il presidente della Repubblica ha sempre tenuto un comportamento istituzionale di alto livello e improntato al senso di responsabilità verso gli italiani, il suo ruolo è sempre stato di assoluta garanzia per la vita democratica del Paese. Attacchi scomposti alla sua persona e alla sua funzione sono ingiusti e anche dannosi per la situazione dalla quale il Paese sta faticosamente uscendo. E documentano, purtroppo, il tipo di partito che noi non vogliamo che il Popolo della libertà divenga”. Lo afferma Maurizio Lupi, ministro per le Infrastrutture.

tovato su: Il Fatto Quotidiano

Notizie del italia, economia, notizie italia

Quotidiani

Il Denaro, Il Fatto Quotidiano, Libero Quotidiano

Rispondi

Archivi