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Le rilevazioni dell’Oice: nel primo bimestre dell’anno gare in calo del 5,1%. Sempre grave il fenomeno delle gare aggiudicate al ribasso: valore medio 40,8%. La recente abolizione delle tariffe rende più complesso l’iter delle procedure


Per le professioni tecniche è ormai allarme rosso per l’arretramento del mercato pubblico dei servizi di ingegneria e architettura: il fenomeno prosegue nel primo bimestre 2012 dopo il crollo di gennaio. Il valore messo in gara nel mese di febbraio non è sufficiente a recuperare quanto si è perso rispetto al primo bimestre 2011.
Lo rileva l’ultino ultimo aggiornamento dell’Osservatorio Informatel, curato dall’Oice, l’associazione delle società d’ingegneria italiane, federata a Confindustria, presieduta da Gabriele Giacobazzi.

CIFRE ELOQUENTI
Le cifre sono eloquente testimonianza di una situazione di giorno i giorno più difficile.
Le gare di servizi di ingegneria e architettura bandite nel mese di febbraio sono 334 (di cui 29 sopra soglia) per un importo complessivo di soli 30,4 milioni di euro (17,7 sopra soglia). Rispetto a febbraio 2011 il numero delle gare scende del 5,1% (-25,6 per cento sopra soglia e -2,6 sotto soglia) mentre rimane stabile il loro valore complessivo (-6,6 per cento sopra soglia e +11,0 sotto soglia).
Negativo, dunque, il confronto tra il primo bimestre del 2011 e del 2012: nel periodo gennaio-febbraio sono state bandite 640 gare per un importo complessivo di 51,6 milioni di euro che, rispetto al primo bimestre dello scorso anno, mostrano decrementi del 3 per cento nel numero (-26,8 per cento sopra soglia e stesso numero sotto soglia) e del 16,3 per cento nel valore (-31,7 per cento sopra soglia e +12,0 sotto soglia).

CLIMA DI SVENDITA
L’associazione delle società di ingegneria continua a puntare il dito contro il fenomeno dei ribassi eccessivi per le aggiudicazioni: una battaglia in cui l’Oice viene affiancata tanto dalle associazioni dei costruttori, quanto dagli Ordini professionali del ramo tecnico. In base ai dati raccolti a gennaio il ribasso medio sul prezzo a base d’asta, per le gare indette nel 2010, è a quota 41,8 per cento. Le informazioni sulle principali gare indette nel 2011 e già aggiudicate ci danno un ribasso medio del 40,8 per cento. Una lieve flessione, appena di un punto percentuale, che di certo non fa intravedere una decisa inversione di tendenza. “Ed è un fenomeno – commenta il presidente dell’Ordine degli ingegneri napoletani Luigi Vinci – che rischia di incidere pesantemente sulla qualità delle prestazioni fornite”.

FASE INVOLUTIVA
“La continua contrazione del mercato pubblico – afferma il presidente dell’Oice Gabriele Giacobazzi – conferma la tendenza fortemente involutiva della domanda pubblica diretta di ingegneria e architettura. La crescita degli appalti ‘misti’ di progettazione ed esecuzione non è sufficiente a diminuire la preoccupazione. L’assenza drammatica di risorse per il mercato dei servizi di ingegneria e architettura – prosegue Giacobazzi – rischia di bloccare l’intera filiera degli appalti. E’ un rischio che vogliamo denunciare con forza perché il nostro Paese non può permettersi di bloccare la sua progettualità sul territorio”.
L’Oice denunzia anche il perdurante problema del ritardo dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione e gli interventi effettuati sul quadro normativo “a volte – si legge in una nota – senza rendersi ben conto delle conseguenze”.

REQUISITI A RISCHIO
E’ il caso, ad esempio, della soppressione delle tariffe disposta dal decreto liberalizzazioni che creerà, secondo l’Oice, problemi alle stazioni appaltanti nel calcolo della base d’asta e nella definizione dei requisiti di partecipazione alle gare.
Anche l’intervento in materia di società tra professionisti, previsto nello stesso decreto, per rispondere ad esigenze che nulla hanno a che fare con il settore delle professioni tecniche, “non fa altro – secondo Giacobazzi – che creare confusione e problemi rispetto a regole consolidate che hanno consentito all’ingegneria e all’architettura organizzata di svilupparsi secondo modelli efficienti e moderni”.

tovato su: Il Denaro

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