Raccolta News di Economia e Finanza aggiornate in tempo reale

tovato su: Il Denaro

Clicca qui per leggere l’articolo completo

Nuova sfida produttiva all’Unione europea da parte della Cina, determinata a conquistare una delle poche fette di mercato comunitario rimaste immuni al mare magnum del “made in China” degli ultimi decenni: quello delle automobili. Un settore cruciale entro cui Pechino sperimenta un nuovo approccio produttivo, disposta ad impiantare le sue fabbriche in territori a più elevati standard qualitativi e tecnologici, senza però rinunciare al suo tradizionale fattore competitivo: i bassi prezzi. Costeranno, infatti, tra gli 8mila e i 14.700 euro i tre modelli di autovetture che la casa automobilistica cinese “Great Wall Motor” realizzerà nella sua nuova fabbrica a Lovech, Nord Est della Bulgaria. Il nuovo stabilimento, frutto di una joint venture con la locale Litexs motors,sarà inaugurato oggi, sulla scia della crescente presenza produttiva cinese in territorio Ue, Italia inclusa. Un matrimonio, quello tra l’industria dell’auto comunitaria e cinese, sul quale pendono molte riserve, ma non privo di risvolti interessanti per il rilancio di un mercato particolarmente sofferente nel Vecchio continente. “L’investimento di Great Wall in Bulgaria è un passo molto importante” valuta, ad esempio, Federico Cassi, segretario generale di Confindustria Bulgaria, interpellato da Tmnews. “In primis – ha spiegato – perché la Bulgaria, dopo tanti anni, prova a rilanciare la produzione automobilistica nel Paese. In secondo luogo perché si consolida un nuovo tipo di approccio di Pechino, che viene in Europa per produrre oltre che per vendere”. “Great Wall” conta già una decina di suoi siti di assemblaggio fuori dai confini cinesi e sforna circa 400mila automobili l’anno, che pianifica di portare a 500mila entro il 2015.

Rispondi

Archivi