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Il mancato completamento delle infrastrutture per lo sviluppo della banda larga costano all’Italia tra l’1 e l’1,5 per cento del prodotto interno lordo. E’ il dato allarmante che emerge dal rapporto sul periodo 2005/2012 presentato ieri al Senato dal presidente dell’Autorità garante per le Comunicazioni, Corrado Calabrò. “Senza interventi in questo settore – spiega Calabrò – i sistemi economici avanzati non hanno possibilità di crescita nel nostro Paese”. In Campania l’assenza di copertura con sistemi di banda larga interessa quasi cinquecento Comuni del territorio. “Il settore delle telecomunicazioni – dichiara Calabrò – è determinante per produrre quel sistema basato sull’innovazione in grado di far crescere la nostra economia”. Eppure nonostante gli allarmi frequenti e il lavoro del Governo sull’agenda digitale i ritardi restano. Forse per colpa della carenza di risorse. “Per il momento lo sviluppo delle Tlc è finanziato da investitori privati, come le società degli operatori, e dalle amministrazioni pubbliche a livello locale – precisa Calabrò – però esiste anche la possibilità di accedere alla Cassa Depositi e Prestiti, finora poco sfruttata”. I dati diffusi di recente dall’Unione Europea evidenziano peraltro come l’economia digitale abbia un tasso annuale di crescita pari al 12 per cento. Il comparto di internet e delle telecomunicazioni, in Italia così come in Campania e nel Sud, incide per il 2,7 per cento sul Pil. Per far comprendere l’importanza dello sviluppo delle tecnologie Calabrò fa l’esempio dell’informazione sul web, il cui numero di lettori è aumentato del 50 per cento nel periodo compreso tra 2009 e 2011.

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