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Il monitoraggio intensivo della glicemia migliora la gestione della malattia ottimizzando la terapia in alcuni tipi di pazienti. Sotto i riflettori in un convegno a Sorrento i risultati dello studio Prisma


Il diabete è una patologia in forte crescita nei Paesi industrializzati ed il livello di età si sta purtroppo abbassando fino a colpire la fascia adolescenziale. Vi sono due tipi di diabete: il tipo uno, che è causato dalla distruzione delle cellule del pancreas, che producono insulina e che tende a manifestarsi prima dei 30 anni, e colpisce dal 5-10 per cento di tutte le persone diabetiche. Il tipo 2 invece è molto più comune e rappresenta il 90- 95 per cento dei casi di diabete e si manifesta in età matura. Questo tipo di diabete è dovuto alla progressiva mancanza dell’organismo di produrre insulina e di rispondere alla sua azione richiedendo quindi il trattamento dell’insulina stessa.
L’Organizzazione mondiale della Sanità considera il diabete di tipo 2 a tutti gli effetti la pandemia del terzo millennio con una proiezione per il 2030 di 450 milioni di pazienti mentre attualmente si contano circa 2,5 milioni di diabetici senza tenere conto del numero delle persone ancora non consapevoli della malattia. La prevenzione è dunque fondamentale soprattutto per evitare lo sviluppo della patologia e le sue gravi complicanze.

LA PREVENZIONE
Se ne parlato in un convegno svoltosi a Sorrento presso l’hotel Hilton dove sono stati ufficializzati i dati dello Studio Prisma promosso da Roche Diabetes Care in collaborazione con un gran numero di centri di diabetologia.
“Il primo studio italiano – spiegano gli esperti – è durato 5 anni ha visto coinvolti 39 centri, 1024 pazienti ed oltre 5. mila campioni di sangue analizzati per 12 mesi di indagine. Dallo studio clinico effettuate per il diabete di tipo 2 non insulino trattato e dai dati emersi si evidenzia l’assolta efficacia dell’uso del glucometro. Questo piccolo apparecchio serve al paziente e al medico per gestire la patologia permettendo di misurare a casa l’andamento della glicemia nel sangue durante tre momenti della giornata: a digiuno e dopo i pasti.

LA RICERCA
Per i risultati ottenut è fondamentale continuare ad investire sulla ricerca con l’obiettivo di individuare i nuovi scenari terapeutici che garantiscono ai pazienti un approccio “ sartoriale” alla terapia che potrà essere così costantemente monitorizzata e quindi modificata sia a livello farmacologico che dietetico a secondo dei riscontri via via ottenuti”
. “ Ciò consente anche- una riduzione dei costi della patologia diabetica che oggi in Italia si aggira intorno agli 8 miliardi di euro pari al 5,61 per cento della spesa sanitaria poiché la gestione controllata del diabete evita le complicanze gravi della malattia, che costringono il paziente ad una ospedalizzazione lunga e continua.
Con la gestione controllata del diabete effettuata dal paziente e dal medico si evitano così anche uno spreco inutile delle strisce, che sono in dotazione del Sistema Sanitario e che molto spesso sono usate scorrettamente e quindi vengono gettate.
B. G.

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