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“Israele ha temporaneamente ‘sospeso’ i piani per l’offensiva di terra a Gaza per dare più tempo ai negoziati per la tregua. E’ quanto hanno reso noto fonti del governo israeliano, spiegando che però il tempo lasciato alle trattative non è illimitato (si parla di un ultimatum per giovedì). Questa notte non è stata accolta nessuna delle proposte avanzate dai mediatori egiziani. Le dichiarazioni del governo israeliano arrivano mentre la Casa Bianca ha annunciato la missione di Hillary Clinton che arriverà oggi nella regione e domani avrà colloqui con il governo israeliano, poi passerà a Ramallah, per incontrare i vertici dell’Anp e poi andrà in Egitto. 

ANCORA BOMBE E MORTI – La scorsa notte è stata nuovamente all’insegna dei bombardamenti israeliani su Gaza. Ieri è stato il giorno più sanguinoso, con 23 vittime e i raid sul media center, mentre nelle ultime ore l’aviazione israeliana “ha colpito un centinaio di obiettivi sensibili come siti sotterranei per il lancio dei razzi”, spiegano i comunicati dell’esercito. Ma le vittime civili continuano a essere numerose, tanto che secondo le stime sono stati superati i 110 morti dall’inizio del conflitto. Nella notte quattro membri di una stessa famiglia, padre, madre e i figli di quattro anni e 18 mesi, sono morti in un bombardamento su un’abitazione di Beit Lahiya, nel nord della Striscia. Secondo Hamas la famiglia non era coinvolta negli attacchi contro Israele. In un altro bombardamento nella zona di Rafah, alla frontiera con l’Egitto, sono morti due fratelli di 15 e 17 anni, e altre 14 persone sono rimaste ferite. Bombardata anche una sede della Banca islamica nazionale di Gaza, nel nord della Striscia, che secondo Israele “era usata da Hamas per finanziare la sua attivita’ terroristica”. L’istituto di credito era tra l’altro responsabile per il pagamento degli stipendi dei 35mila dipendenti pubblici dell’enclave palestinese.

ONU, APPELLO PER LA TREGUA – Il segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon, dal Cairo, dove sta incontrando esponenti della Lega araba, sollecita “tutte le parti” a porre fine subito alle violenze a Gaza: “Palestinesi e israeliani vivono nel timore nel prossimo attacco. Questo deve finire”, ha detto Ban Ki Moon che ha espresso “profonda preoccupazione” per il numero crescente di vittime civili. Il segretario generale dell’Onu ha quindi sottolineano che tutte le parti devono rispettare i loro obblighi internazionali in particolare per quanto riguarda il rispetto dei civili. Un messaggio, ha detto, che verrà ribadito anche nei colloqui con la leadership israeliana. E a proposito dello stato ebraico, Ban ha espresso preoccupazione per l’ipotesi di attacchi di terra: “Dobbiamo tutti riconoscere che Israele ha timori legittimi che devono essere rispettati dal diritto internazionale, ma un’escalation metterebbe a rischio l’intera regione“. Il segretario generale dell’Onu ha quindi voluto “offrire le mie più sincere condoglianze ai molti civili rimasti uccisi, soprattutto alle famiglie delle vittime”.

DAGLI USA PIENO SOSTEGNO A ISRAELE –  Il presidente americano Barack Obama non ha chiesto a Israele di bloccare i piani per un’operazione di terra a Gaza. Lo ha reso noto la Casa bianca precisando che il presidente ritiene che Israele abbia il diritto di prendere le proprie decisioni relative alla sicurezza.  Intanto il Segretario di Stato Hillary Clinton ha fatto sapere di essere diretta verso Israele, dove vedrà – forse domani – il premier Benyamin Netanyahu e poi avvierà una serie di incontri con entrambe le parti per mediare una tregua. Lo ha riferito la radio militare.

 

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