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Un’altra volta, un altro declassamento, ancora Moody’s, che Monti o non Monti si abbatte sull’Italia. L’agenzia statunitense ha infatti abbassato il rating del nostro Paese portandolo da A2 ad A3, lasciando intravedere nuovi tagli se la situazione nell’Eurozona non migliorerà. Ma anche se le riforme messe in campo dal governo del professore non andranno a buon fine.

La decisione di Moody’s arriva a pochissimi giorni dalla missione negli Usa del presidente del Consiglio che ha illustrato le misure e le riforme decise dal suo esecutivo al presidente Barack Obama ma anche alla comunità finanziaria statunitense, con una storica visita a Wall Street. Nonostante ciò gli analisti di Moody’s – che hanno tagliato anche il rating di Spagna e Portogallo e minacciano la tripla A di Francia, Regno Unito ed Austria – vedono alcuni punti deboli che condizionano il nostro Paese.

Innanzitutto le incertezze legate alla situazione in Europa: dal rischio default della Grecia alle difficoltà che i leader stanno ancora dimostrando nel mettere a punto una valida rete di protezione del sistema finanziario e una riforma delle proprie istituzioni. Senza contare le prospettive economiche in via di costante deterioramento, soprattutto in alcuni Paesi tra cui proprio l’Italia. Tutto ciò – spiegano gli analisti dell’agenzia – rischia di pesare ulteriormente “sulla già fragile fiducia dei mercati” verso i Paesi con i maggiori problemi sul fronte dei debiti sovrani.

Per Moody’s ci sono poi le incertezze legate in maniera specifica alla situazione italiana: sia quella economica, con una recessione che si riaffaccia prepotentemente alla porta, sia quella dei conti pubblici, a partire dall’elevatissimo livello del debito pubblico e dagli altissimi costi per rifinanziarlo. Terzo – sottolinea Moody’s – c’è un altro “rischio significativo”: quello che il governo italiano non riesca a centrare gli obiettivi di risanamento a causa della marcata e persistente debolezza strutturale dell’economia del Paese. E qui sarà fondamentale quello che il governo Monti riuscirà ad ottenere sul fronte delle riforme strutturali, da quella del mercato del lavoro alle liberalizzazioni.

Anche da questo dipenderanno le prossime decisioni dell’agenzia di rating, che per il nostro Paese conferma un outlook negativo legato sopratutto ad un possibile peggioramento della crisi del debito nell’Eurozona. Non a caso anche il rating di Madrid è stato tagliato di ben due scalini (da A1 ad A3), insieme a quello di Lisbona (da Ba2 a Ba3). Giù il rating anche di Slovenia, Slovacchia e Malta.

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