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“In una fase in cui le tensioni sociali sono rilevanti, il dialogo con l’Agenzia delle Entrate può consentire una maggiore pacatezza nell’ambito della riscossione dei tributi e di conseguenza l’istituzione di un clima più sereno. In questo contesto, la mediazione tributaria può fornire un contributo fondamentale per fare sì che le imprese non paghino ulteriori conti dovuti alla crisi”. Lo afferma Achille Coppola, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, nel corso del forum “La mediazione tributaria”, organizzato ieri mattina presso la sede dell’Unione Industriali del capoluogo partenopeo.

LE STATISTICHE
“Secondo le statistiche, il 66 per cento delle liti innanzi le Commissioni sono di tipologia minore, ossia inferiore a un valore di 20.000 euro. Quindi sono mediabili – sottolinea il presidente Coppola -, con importanti vantaggi nei confronti dei contribuenti. Occorre però attenersi a criteri di gradualità, maturità e sensibilità”.
“L’amministrazione finanziaria – sottolinea Vincenzo Busa, direttore centrale Affari Legali e Contenzioso dell’Agenzia delle Entrate – è impegnata nel tentativo di dare attuazione compiuta e regolare ad un istituto fondamentale per ridurre la conflittualità che a volte caratterizza il rapporto con i contribuenti, che avranno in questo modo la possibilità di diminuire i costi e le lungaggini del contenzioso. La mediazione garantirà tempi certi per ottenere una decisione dell’Agenzia, oltre a una riduzione delle sanzioni”.
Secondo Vincenzo Moretta, consigliere segretario dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, “questo nuovo strumento tributario può portare grandi vantaggi per i contribuenti e l’Agenzia delle Entrate: il 66 per cento delle liti può essere interessato da questo istituto, finalizzato a rendere più efficiente il funzionamento della giustizia tributaria nell’interesse dei cittadini”. “Tra i vantaggi segnaliamo anche l’abbattimento delle sanzioni del 40 per cento, che in periodi come quello attuale non può che essere accolto con favore”.

RISORSE FOCALI
“Puntiamo molto sulla mediazione tributaria – ha sottolineato Enrico Sangermano, direttore dell’Agenzia delle Entrate della Campania – sia per consentire agli organi di giudizio tributario di dedicare migliore attenzione ai processi di maggiore valore, sia per venire incontro ai contribuenti, per i quali vengono ridotti i tempi rispetto ai normali standard di attesa. Il nuovo strumento alleggerirà sensibilmente il carico delle Commissioni tributarie per quanto riguarda le liti fino a 20mila euro. Parliamo, per la Campania, di 18.543 contenziosi potenzialmente “mediabili”, il 70% su un totale di 26.740 ricorsi presentati nel 2011”.

IMPRESE SODDISFATTE
“La mediazione tributaria – ha evidenziato Paolo Graziano, numero uno dell’Unione Industriali della provincia di Napoli – è uno degli strumenti per snellire una macchina giudiziaria con una mole di controversie superiore alle capacità di smaltimento in tempi ragionevoli per l’utenza”. La parola d’ordine è unità: “I problemi sono comuni – ha concluso – e la soluzione deve essere comune, fornendo risposte concrete a una crisi che ha messo a nudo tutti quelli che sono i problemi del sistema”.
Al forum hanno partecipato anche Carmine Antonio Esposito, presidente di sezione della Commissione tributaria regionale della Campania, Immacolata Vasaturo, dottore commercialista, Baldino Coppola, capo ufficio legale Agenzia delle Entrate Campania. Pietro Raucci, presidente Odcec Caserta, Giovanni Prisco, numero uno dell’Odcec Nola, Tonino Ragosta, consigliere delegato Contenzioso Odcec Napoli, Nicola Altiero, comandante del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza del capoluogo partenopeo, Clelia Buccico, professore associato di Diritto Tributario presso la Seconda Università di Napoli.
M. P.

tovato su: Il Denaro

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